oramai si susseguono sempre più spesso che la tanto super-difesa dalla sinistra categoria dei magistrati, qualcuno non sia coinvolto in qualche losco affare....
INTERNI
«Fallimenti pilotati a Roma», giudice arrestato
Cinque ordini di cattura. Nel mirino degli inquirenti anche i procedimenti su Lazio, Telecom e patrimonio della Dc
DAL NOSTRO INVIATO
PERUGIA - Tre ville lussuose e un conto corrente all’estero. Un «giro d’affari» da oltre un milione di euro, immotivato, per un magistrato, soprattutto perché acquisti e capitali si sono moltiplicati negli ultimi anni. Da quando cioè, dopo essere stato la toga di punta di Civitavecchia durante il periodo di Tangentopoli, si era trasferito al Tribunale fallimentare di Roma. Ed è nella Capitale che Pierluigi Baccarini si è trasformato in una sorta di «piovra» ingorda: in sette anni di attività, dal ’97 al 2004, si è occupato di 453 «procedure concorsuali assegnategli al di fuori di ogni criterio automatico», recita l’accusa. Un record da «Guinness dei primati», vista la complessità dei casi e la loro rilevanza economica e sociale. Da ieri Baccarini è rinchiuso in carcere, con l’accusa di corruzione in atti giudiziari: ordini di custodia cautelari, firmati dal gip di Perugia Claudia Matteini su richiesta del pm Sergio Sottani, sono stati notificati anche ai commercialisti Luciano Quadrini e Salvatore Capacchione e all’avvocato Raffaele Campioni (gli ultimi due rispondono di «bancarotta fraudolenta»). Ricercato un quinto professionista mentre in un filone d’indagine è coinvolto, come indagato, anche l’altro magistrato Vincenzo Vitalone, nipote del più noto Claudio Vitalone.
L’INCHIESTA - Messa in moto da un’ispezione disposta dal ministro della Giustizia Roberto Castelli nella primavera dell’anno scorso, che si è conclusa con una serie di pesanti rilievi nei confronti di numerosi magistrati, l’indagine della procura umbra sfociata nei provvedimenti di ieri è solo all’inizio. Dal contenuto degli stessi è evidente che, da un momento all’altro, potrebbero esserci ulteriori sviluppi: gli accertamenti riguardano decine di fallimenti che, secondo l’accusa, sarebbero stati «pilotati» a pagamento da Baccarini. Tra i più importanti citati dagli inquirenti, quelli sulla «Immobiliare Europa», la società che attraverso le sue partecipate «controllava l’ingentissimo patrimonio immobiliare dell’ex Democrazia Cristiana» (nei mesi scorsi sono stati ascoltati come testimoni a Perugia Pierluigi Castagnetti e Rocco Buttiglione), su Telecom Italia Srl e sulla Lazio Calcio.
PATRIMONIO EX DC - Nel documento dei pm vengono riportati ampi stralci della relazione degli 007 di via Arenula. I quali, a proposito della «Immobiliare Europa», hanno osservato come «la procedura ha avuto origine da un’istanza di fallimento depositata il 5 agosto 2002 dal Partito Popolare Italiano (erede della Dc)» e che, «successivamente alla dichiarazione di fallimento, il fascicolo è stato assegnato il 7 agosto 2002 a Baccarini senza tener conto dei criteri per l’assegnazione automatica, in virtù dei quali la procedura in questione avrebbe dovuto essere attribuita» ad un altro giudice. «Tale assegnazione - osservano gli ispettori di Castelli - era stata di fatto sollecitata dallo stesso Baccarini, il quale aveva fatto valere di fronte al collegio l’esistenza di una "connessione" con un proprio fascicolo».
LE ACCUSE - Gli accertamenti della Guardia di finanza hanno consentito di rintracciare gli «incassi» del giudice. Ricorrendo sistematicamente a fantomatici «motivi d’urgenza» per farsi assegnare i fascicoli, secondo l’accusa Baccarini ha accumulato negli ultimi anni un’ingente fortuna. Come? Facendosi lautamente ricompensare dai complici che, a loro volta, erano coinvolti nelle procedure. A Roma il giudice ha acquistato una villa da oltre un milione di euro. Un’altra l’ha comprata a Santa Marinella, un appartamento risulta a lui intestato a Nizza. «I versamenti (di denaro, ndr ) pressoché ininterrotti negli anni dal ’99 al 2002 compreso, riscontrano una brusca contrazione sino a sparire quasi del tutto nel corso del 2003, e cioè nell’anno in cui si colloca l’inizio dell’ispezione ministeriale», hanno annotato i pm. Che debbono ancora esaminare i movimenti sul conto corrente aperto da Baccarini insieme con la moglie nella filiale del «Credit Agricole» di Nizza.
Flavio Haver
Corriere
http://www.corriere.it/edicola/index...NTERNI&doc=ARR




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