Con l'approssimarsi del Natale nella carne del Signore e Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, e con il passare degli anni (ne ho visti cinquanta di Natale) mi accorgo che tutto è sempre più così diverso.
Non c'è più nemmeno quell'aria festosa e di buonismo d'occasione.
Ci ritroviamo sempre più chiusi nel nostro io, nei nostri problemi, nelle dispute idiote su: "presepe si, presepe no", per sentirci dire dall'Imam di Torino: "non abbiamo nessun problema ad avere il presepe nelle scuole... noi siamo più cristiani dei cristiani perchè amiamo e rispettiamo Gesù e la sua madre Maria".
Bella lezione Paese Italia !!!
La chiesa romana che "segue" le tue sorti spirituali da tempo immemorabile ti ha portato a questo.
Il vice-sindaco di Treviso, benedetto dal cardinal Tonini, parla di "tradizione del nostro Paese", quasi il natale fosse nè più e nè meno che un momento di folklore.
Assistere al "Porta a porta" di qualche sera fa è stato veramente deprimente.
E' stato la prova provata del vuoto religioso e di Fede del nostro Paese.
Non sappiamo più dove siano i "valori cristiani" siamo andati ben oltre le accuse di "consumismo festaiolo" di alcuni anni fa.
Siamo all'affermazione dell'assenza totale di Fede.
I laici dichiarati, che dichiarano la loro indifferenza alla cristianità come valore religioso diventano i difensori di un messaggio (quello cristiano) di carattere sociale "egualitario" e, conseguentemente accettabile, ma laico.
Ed io, minoranza Ortodossa in un Paese che afferma di essere cattolico romano mi sento spaesato.
Non mi ci rivedo neanche nel mio essere bambino, quand'ero anch'io cattolico romano.
Che tristezza, quanto vuoto intorno a me quando sono fuori dalla mia "chiesetta" e mi confronto con "il mondo".
Cosa posso fare, cosa devo fare.
Prendere atto che Satana vince, giorno dopo giorno, la sua battaglia e restare rintanato nella mia "oasi felice" fatta dai miei confratelli nella Fede o approfittare di questo forum per sfogare pur sapendo che nulla cambierà.
Il colle vaticano è sordo e muto, i media altrettanto, impegnati come sono nelle isole dei famosi e nei grandi fratelli.
Ma posso tacere... posso ignorare il tremendo declino del mondo che mi è attorno?
Da Ortodosso, consapevole che sono in questo mondo ma a questo mondo non appartengo rileggo e medito il Prokeimenon (Sal 2,7.8, "Salmo regale - che non vi trascrivo per stimolarvi a leggerlo) e mi accorgo che non posso essere disperato perchè il mio Signore mi annuncia che "oggi" ha generato il Figlio Unico, il Re "Unto" e Sacerdote eterno. E nello Stichos vedo concretizzarsi la solenne promessa divina di donare a questo Figlio e Re in eredità le nazioni dell'intera terra. E nonostante io debba prendere atto che ciò che mi attornia si è distolto dal volto di Dio posso, nella gioia del Natale affermare che Egli farà risuonare la mia Salvezza e "Regnerà il Re tuo".
Siamo chiamati ad essere Evangelizzatori, a testimoniare la Vera e Retta Fede precedendo il Re e portando al popolo il "buon" "annuncio", non un fatto qualsiasi, come qualcuno vorrebbe che io credessi, bensì la "Notizia regale".
In Lui che nasce per me posso, finalmente, ascoltare la Pace, il ricevere i "doni divini" e la "salvezza divina".
Mi spiace ma la tristezza che prima mi pervadeva e che certamente pervade il cuore e la mente di molti si è disciolta ed è rimasta la "gioia della salvezza", la gioia della certezza del professare la Fede vera.
Ed è questo che voglio augurare a ciascuno di voi, con cuore ricolmo d'Amore.
Possa questo momento divenire permanente nel cuore di voi tutti e possiate essere, nella gioia dei Figli di Dio, portatori di tutto ciò che Lui porta a noi.
p. Nicola