Rif: Sempre e solo Diritti!
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Angelus Mortis
Stavo riflettendo sull'ossessione delle sinistre e in generale della modernità di pretendere sempre più "diritti per tutti", di parlare sempre e solo di diritti, e di fare appunto dei cosiddetti "diritti umani" il proprio vessillo.
In effetti è vero, la sinistra è passata dal difendere i diritti degli operai, a quello delle minoranze.
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Angelus Mortis
Nella democrazia ateniese fare politica, partecipare all'assemblea, essere riconosciuto cittadino di Atene a tutti gli effetti era concepito come un onore, un dovere, una responsabilità da onorare diciamo, più che come un "diritto di tutti", benchè sempre di 'democrazia' si trattasse (non si trattava niente affatto dell'idillio democratico che oggi si vorrebbe far credere che fosse Atene nel quinto secolo, anzi il paragone tra le 'due democrazia' è abbastanza forzato).
Basterebbe leggersi il breve testo online su Atene di Luca Leonello Rimbotti, per capire che tipo di "democrazia" era Atene - fortemente identitaria tra l'altro.
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Angelus Mortis
Questo dimostra come questo vocabolo sia abusato abbondantemente ai tempi nostri. Chi ti promette diritti non ti vuole attivo, non ti vuole consapevole, vuole in qualche modo comprarti, ti vuole 'morto'. Chi ti impone un dovere ti concede un onore, una responsabilità, ti conferisce importanza, ti rende vivo. Chi è abituato ad avere tutto per scontato è debole, assoggettato, niente affatto libero, chi porta sulle spalle un dovere è un privilegiato, abituato non a lamentarsi e a piagnucolare, ma a sacrificarsi e a lottare.
Non per niente onore e onere hanno la stessa radice. :chefico:
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Angelus Mortis
Oggigiorno si comunica semplicemente alla gente che è naturale e che è scontato arrogarsi diritti, diritti e ancora diritti: diritto di votare, diritto di studiare, diritto di consumare, diritto di cambiare sesso, diritto di abortire, diritto di guardare la tv, diritto di fare schifo. Un tempo -quando i treni arrivavano in orario (ma anche molto prima)- alla gente si chiedeva qualcosa in cambio, si chiedeva impegno, rispetto, forza, il motto era libertà e dovere , e le persone erano migliori di come sono oggi.
Stavo controllando le novità dal sito delle Edizioni di Ar ed è uscito il testo "Storia di Quattro Anni, 1997-2001" di Daniel Helevy curato da Franco Freda. Il testo - di cui ho riportato una piccola parte tratta dal testo su Platone di Adriano Romualdi - sembra descrivere la situazione attuale che tu stai analizzando. :chefico:
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Angelus Mortis
Basta con i diritti, giunga il tempo del Dovere.
Secondo me il motto dovrebbe essere "basta sovversione, giunga il tempo della giustizia". :)
Rif: Sempre e solo Diritti!
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Miles
Per fortuna che in Germania invece comanda ancora lo Zio ed in Francia Sua Maestà Il Re Sole, legifera e comanda con pugno di ferro, eh ?
Il problema è che questa è la società dei falsi diritti.
Diritto delle tredicenni di scopare nei cessi delle discoteche, diritto di vladimir luxurya a gridare quant'è bello prenderlo nel culo, ecc.
Diritti che alla società turbocapitalista non è costato nulla concedere (tutt'altro la cancellazione di una qualsivoglia etica/morale crea sempre di più un consumatore schiavo dei propri impulsi).
L'elargizione facile di questi presunti diritti ha quindi portato a cancellare, annacquare a rendere quindi "superflue" altre rivendicazioni (diritto al lavoro ad es).
Difatti l'uomo ha intrapreso la liberazione dal proprio io, dal proprio limite e vincolo della società strutturata mediante un sistema di norme e tradizioni, diventato un atomo slegato da ogni contesto. Nel momento che quindi diviene esclusivamente un soggetto passivo che nemmeno rivendica diritti , ma accetta ciò che gli viene elargito dall'alto (perchè le campagne profroci sono istanze, ad es, che non hanno mai interessato il 99% delle persone) questa sua passività di fronte alla cosa pubblica e di fronte alla società, che viene mantenuta mediante appunto queste "liberazioni morali" illusorie e vacue oltre a renderlo sempre più elemento passivo, gli danno la falsa illusione che questi siano i veri diritti, mentre il resto divenga esclusivamente benevola concessione e quindi ipso facto, dispensata dal potere quando e se possibile.
L'elargizione rende sempre più passivi, infatti.
Il Dovere viceversa nel momento che è compiuto porta la convinzione (a volte anche la capacità) di rivendicare sul piatto della bilancia un diritto conquistato col proprio sudore, che non è più quindi benevola elargizione ma compensazione per qualcosa che è stato dato.
Non più quindi un'elemosina, ma un pagamento.
Il soldato che nel 1919 andava a devastare sedi di comunisti, rapinare borghesi et similia, non lo faceva perchè ne aveva presunto diritto elemosinato dall'alto, ma perchè , a saldo del sacrificio compiuto in Trincea, del compimento del proprio dovere, rivendicava il diritto appunto conquistato di poter vivere (e costruire) una nazione diversa e migliore.
Chi nasceva nell'Impero Romano, almeno per i primi due secoli, se non era figlio di cittadini, non aveva "diritto" alla cittadinanza Romana. Ma tali diritto veniva acquisito in altre maniere (come premio dopo aver servito nella Legione ad esempio) ergo non più un diritto in automatico che ne consegue perde anche il suo valore, ma la corresponsione a seguito del compimento di un dovere.
Senza Doveri, i Diritti divengono solo elargizioni dall'alto e quindi legati ad un'opportunità decisa esclusivamente dalla struttura di potere (che di statuto nulla fa contro i suoi interessi)
Non c'è vero Diritto, senza vero Dovere, in definitiva.
Esatto, diffidare da chi elargisce 'diritti' come caramelle yankee ai bambini italiani, fidarsi di chi ti impone doveri. Il dovere è il privilegio maggiore.
Rif: Sempre e solo Diritti!
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Angelus Mortis
Esatto, diffidare da chi elargisce 'diritti' come caramelle yankee ai bambini italiani, fidarsi di chi ti impone doveri. Il dovere è il privilegio maggiore.
Ma stai tranquillo...che nella migliore delle ipotesi - oggi - chi ti impone doveri è un servo del sistema,uno sgherro di qualche padrone senza scrupoli,un usuraio,o qualche subumano che ha partorito il sistema capitalistico,non viviamo nel tempo dei balilla dei ras o dei romantici in cerca della bella morte...
Rif: Sempre e solo Diritti!
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peter from milan
Ma stai tranquillo...che nella migliore delle ipotesi - oggi - chi ti impone doveri è un servo del sistema,uno sgherro di qualche padrone senza scrupoli,un usuraio,o qualche subumano che ha partorito il sistema capitalistico,non viviamo nel tempo dei balilla dei ras o dei romantici in cerca della bella morte...
I veri Doveri, sono quelli che uno si da o ricerca di propria sponte, non quelli che gli vengono imposti da un'autorità priva di qualsivoglia legittimità
Rif: Sempre e solo Diritti!
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peter from milan
Ma stai tranquillo...che nella migliore delle ipotesi - oggi - chi ti impone doveri è un servo del sistema,uno sgherro di qualche padrone senza scrupoli,un usuraio,o qualche subumano che ha partorito il sistema capitalistico,non viviamo nel tempo dei balilla dei ras o dei romantici in cerca della bella morte...
è molto più facile che un 'servo del sistema' di parli di 'diritti' piuttosto che di doveri
Rif: Sempre e solo Diritti!
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Midgard
Stavo controllando le novità dal sito delle Edizioni di Ar ed è uscito il testo "Storia di Quattro Anni, 1997-2001" di Daniel Helevy curato da Franco Freda. Il testo - di cui ho riportato una piccola parte tratta dal testo su Platone di Adriano Romualdi - sembra descrivere la situazione attuale che tu stai analizzando. :chefico:
Interessante. Però per ora attendo che mi arrivino altri due libri delle AR Edizioni :chefico:
Per quanto riguarda l'Atene democratica ce ne sarebbero di obiezioni da fare. A partire dal fatto che solo circa il 20% della popolazione erano cittadini a pieno titolo e che solo chi aveva sia padre che madre ateniesi potesse esserlo, per finire con il fatto che la democrazia fu possibile solo con una forte politica 'imperialistica' (perchè costava parecchio). E tra l'altro il grado di alfabetizzazione non era cosi elevato, e la politica era spesso diretta dagli aristocratici.
Rif: Sempre e solo Diritti!
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Galaad
diritto di marciare!
quando è l'ora di marciare molti non sanno che il nemico marcia alla loro testa.
(B.Brecht)
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Miles
I veri Doveri, sono quelli che uno si da o ricerca di propria sponte, non quelli che gli vengono imposti da un'autorità priva di qualsivoglia legittimità
Ne sono convinto.
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costantino
quando è l'ora di marciare molti non sanno che il nemico marcia alla loro testa.
(B.Brecht)
E' molto contemporanea questa frase.
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peter from milan
E' molto contemporanea questa frase.
già