L'Uefa condanna la Lazio per razzismo
Un turno a porte chiuse all'Olimpico per i cori dei tifosi biancocelesti durante la gara contro il Partizan
La sanzione sarà scontata nella prossima stagione
Paolo Di Canio nella partita contro il Partizan (Infophoto)
ROMA - Non era mai accaduto e con ogni probabilità farà, sportivamente parlando, giurisprudenza. La condanna per razzismo inflitta dall'Uefa alla Lazio è senza precedenti. L'organo disciplinare della Uefa ha punito il club romano in seguito agli atteggiamenti razzisti e agli atti teppistici - tra i quali il lancio di razzi e candelotti, scontri con la polizia ed un accoltellamento - verificatesi in occasione della gara casalinga di Coppa del 25 novembre contro il Partizan. In virtù della sentenza Uefa, la Lazio dovrà disputare il prossima match europeo in uno stadio a porte chiuse. La squalifica verrà scontata nella prossima stagione visto che la squadra di Caso è stata eliminata da ogni competizione continentale. Il Partizan, da parte sua, è stato multato di 2.500 euro dopo il lancio di razzi effettuato dai propri tifosi nella partita incriminata. Per la cronaca, allo Stadio Olimpico finì per 2 a 2.
10 dicembre 2004 - Corriere.it




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