EXTRACOMUNITARI / L'EMERGENZA ARRIVI
Porte aperte
agli immigrati
Attacca il governo. Lo accusa di violazione dei diritti. Poi l'ex ministro dà la sua ricetta: far entrare in Italia anche chi non ha lavoro. Colloquio con Livia Turco
di Marco Lillo
Il centro-sinistra sulla questione immigrazione rilancia. Mentre il governo Berlusconi mostra il pugno di ferro, caricando sui charter centinaia di disperati appena sopravvissuti alla traversata dall'Africa, Livia Turco responsabile Welfare dei Ds ed ex ministro della Solidarietà, annuncia in questa intervista a 'L'espresso': "Quando torneremo al governo aboliremo la legge Bossi-Fini e allargheremo le quote annuali di ingresso nel nostro paese dando la possibilità agli extracomunitari di entrare in Italia anche se non hanno già un'occupazione. Bisogna creare un nuovo permesso, per ricerca di lavoro. Il governo sta sbagliando tutto. Questo problema non si affronta con le deportazioni di massa, in violazione delle leggi internazionali".
Onorevole Turco, a dire il vero, il governo, per bocca del sottosegretario Alfredo Mantovano sostiene che i rimpatri alla frontiera li avete inventati voi e non la legge Bossi-Fini.
"Mi fa sorridere questa riscoperta tardiva della legge Turco-Napolitano da parte di chi l'ha criticata per anni. È falso. E chi dice queste cose è il sottosegretario Mantovano, non il ministro Pisanu che è più serio. La nostra legge prevedeva il rimpatrio alla frontiera e anche noi abbiamo rimandato in Albania cittadini di altri paesi, come i pachistani o i bengalesi. Ma non è questo il punto. La differenza tra noi e il centro-destra è che loro stanno facendo vere e proprie deportazioni di massa senza tenere in alcun conto la situazione individuale. Noi offrivamo a tutti i profughi la possibilità di esercitare il diritto di asilo. Non li trattavamo come pacchi da rispedire al mittente. Oggi nessuno ascolta le loro ragioni e così si violano le convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo".
Chiunque ha visto uno sbarco sa che quasi tutti i profughi dichiarano di fuggire dalla guerra e dalla fame. Accogliendo le domande di asilo di tutti non si rischia così di incentivare le partenze verso l'Italia?
"Bisogna ricordare una cosa: i rimpatri con i voli charter da parte di questo governo avvengono un mese dopo che il questore di Siracusa ha dovuto lasciare liberi un centinaio di africani appena sbarcati, perché non c'era posto nei campi di prima accoglienza. Questo governo fa solo propaganda mediatica. Mostrano i profughi che salgono sull'aereo in tv per rassicurare il loro elettorato. Ma sono allo sbando, non hanno una seria politica dell'immigrazione".
Cosa farebbe lei se fosse al governo?
"Innanzitutto bisogna costruire nuovi centri di permanenza e di prima accoglienza. Quelli che ci sono li abbiamo creati tutti noi. Ma le sembra normale che il governo attuale non ha costruito un solo centro? Non hanno fatto nulla perché confidavano nei respingimenti della legge Bossi-Fini. E invece la legge gli è esplosa in mano quando la Corte costituzionale l'ha bocciata. Non si vuole vedere il vero problema: l'Africa sta scoppiando. Io mi indigno davanti a questi respingimenti di massa nei confronti di persone che vengono da Sierra Leone, Liberia, Eritrea, Sudan, paesi con guerre e carestie in atto. Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a questa tragedia".
Le risponderanno che l'Italia non si può far carico delle tragedie di un continente.
"Eppure qualcosa dobbiamo fare. Io avanzo una proposta. L'Europa deve organizzare una grande conferenza internazionale tra Europa e Africa. Non basta parlare con la Libia e fare i campi di contenimento a Tripoli invece che a Lampedusa. Bisogna coinvolgere i paesi di partenza dei flussi migratori non solo quelli di transito. Non basta la solidarietà parolaia, bisogna stanziare aiuti mentre il governo Berlusconi ha ridotto i fondi alla cooperazione. Inoltre si deve dare una speranza a questi popoli. Tutti gli accordi con quei paesi devono prevedere tre cose: le politiche contro i flussi irregolari, gli aiuti ma anche le politiche per creare un canale di ingresso regolare in Italia".
La Bossi-Fini prevede una quota di ingresso per i lavoratori delle imprese. Non basta?
"Non basta assolutamente. Bisogna tornare alla nostra legge. La Bossi-Fini di fatto impone agli italiani e agli stranieri la violazione della legge. Non è previsto un vero canale regolare di ingresso. Le imprese italiane hanno bisogno di 150 mila immigrati, e poi bisogna escludere dalle quote il lavoro domestico. Le colf e le badanti non devono rientrare in queste soglie. La Bossi-Fini crea una nuova figura: 'il clandestino di Stato'".
Cosa intende per 'clandestino di Stato'?
"Tutti vedono cosa sta accadendo in Italia: gli stranieri entrano, in gran parte via terra, con il visto turistico, girano liberamente per tre mesi alla ricerca del lavoro. Spesso lo trovano perché c'è grande richiesta di colf, badanti e operai. Ma quando l'hanno trovato devono tornare in clandestinità. Non hanno alternativa".
Vuol dire che se il centro-sinistra dovesse tornare al governo varerebbe una sanatoria per fronteggiare questa situazione di illegalità?
"Non le rispondo. Perché non è questo il tema. Certamente ripristineremo il sistema delle quote di ingresso e permetteremo agli extracomunitari di entrare in Italia anche se non hanno un lavoro. Bisogna istituire un permesso per la ricerca di lavoro. Bisogna introdurre delle quote più flessibili e una forma di regolarizzazione ad personam. Se andremo al governo, con il ripristino del sistema delle quote questa situazione finirà: chi oggi è già in Italia, con un lavoro sicuro ma non regolarizzato, si presenterà all'ufficio stranieri e con il contratto di lavoro otterrà il permesso di soggiorno".
Però anche quando era in vigore il sistema delle quote, durante la sua gestione, migliaia di persone restavano fuori dalle soglie e si davano alla clandestinità. Tutti ricordiamo le file davanti alle questure.
"Anche noi abbiamo fatto degli errori. Su bimmo il ricatto della paura. Avevamo il mitra dell'opposizione puntato contro e ci siamo fatti intimidire tenendo le quote troppo basse. Quando andremo al governo introdurremo quote più flessibili. Ma vorrei ricordare che le file alle questure ci sono anche adesso. Un'altra follia della legge Bossi-Fini è il rinnovo annuale dei permessi di soggiorno che costa tantissimo tempo e soldi alle questure. Ci vogliono anche sei mesi per ottenere il rinnovo e l'immigrato in quel periodo vive in una condizione di sospensione dei diritti. Bisogna portare la durata del permesso fino a quattro anni".
Ma l'introduzione di aperture significative, come il permesso per ricerca di lavoro o come la durata quadriennale, potrebbero favorire un aumento dell'appeal del nostro paese sugli immigrati. Non è un rischio?
"Bisogna essere ciechi per non vedere che nonostante i charter e la faccia feroce del governo, i barconi continuano ad arrivare. Queste persone fuggono da tragedie atroci. Che paura possono avere delle minacce del governo Berlusconi?".
E allora come si scoraggia l'immigrazione clandestina?
"Mettiamo in chiaro una cosa: con l'immigrazione clandestina la legge Turco-Napolitano era molto rigida, fermo restando il diritto d'asilo. Il messaggio che deve arrivare in quei paesi lontani è che esiste un'alternativa legale. Bisogna dire ai liberiani, ai somali e ai sudanesi: potete venire in Italia seguendo le regole. Ma non affidatevi ai criminali senza scrupoli perché sarete respinti".
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