Gradirei rispondere al "compagno" Costantino che simpaticamente e sicuramente in buona fede commette alcuni errori di valutazione nella formulazione della domanda tipici di una valutazione affrettata del periodo di Tangentopoli.
Il primo errore che commetti è nel definire Di Pietro il nostro idolo. Almeno personalmente, (ma penso di poter parlare per tantissime persone) ti dico tranquillamente che Di Pietro non rappresenta un idolo ma un compagno di tante battaglie politiche condotte in nome della legalità e di una nuova cultura politica che riqualifichi la nostra classe dirigente. Forse volevi dire simbolo...che ha un significato ben diverso e forse più importante.
Quanto poi alla valutazione che fai del livello culturale di Di Pietro penso che tu stesso capirai che definire semi-analfabeta una persona laureata sia quanto meno una contraddizione in termini. A meno che tu non conosca fatti e circostanze precise per cui la laurea in questione non sia macchiata di presunte irregolarità...ma sappiamo bene tutti e 2 che non stai facendo altro che scimmiottare un luogo comune "pompato" ad arte dai media asserviti a questa attuale classe dirigente che ha tutto l'interesse a screditare un personaggio molto scomodo.
Voglio comunque concludere ponendoti una domanda alla quale spero risponderai.
La vecchia classe dirigente...i vari Craxi, Forlani, Andreotti...sapeva parlare benissimo l'italiano e assai difficilmente si "impappinava" davanti alle telecamere...ma questo non ha consentito al debito pubblico di crescere in maniera tale da pregiudicare qualsiasi politica di vero sviluppo per l'Italia per non so quante decine d'anni.
Detto questo quindi mi chiedo sulla base di quale parametro tu possa valutare una buon amministratore...
Stefano Marras




Rispondi Citando
