Accanto all'emittente pubblica, alle radio commerciali e a quelle cosiddette "libere", ecco spuntare la "radio comunitaria". Che non è affatto, come potrebbe sembrare dal nome, un'emittente radiofonica plurilingue con sede a Bruxelles. "Sotto questo nome si nascondono due sole realtà in Italia: Radio Padania e Radio Maria", spiega Natale Ripamonti, capogruppo dei Verdi in commissione Bilancio del Senato. E il punto è, per il Senatore dei Verdi, che "dal 2005 in poi, grazie ad una norma inserita in finanziaria, godranno di un generoso contributo di un milione di euro all'anno". Si tratta, per Ripamonti, di "una misura fra le tante nascoste nelle pieghe dei provvedimenti microsettoriali della finanziaria, che accontenta le merchette locali".
Dalla "bugiarda" di oggi.
Ammesso e non concesso che le cose stiano proprio così (dalla Stampa,solitamente,quando si parla di Padania,tutto ci si può aspettare tranne la coerenza) ci si domanda quale credibilità possa mantenere e quali garanzie di "libertà" si possano richiedere ad un media "indipendentista" che prende lo stipendio da roma.
Qualcuno più informato del sottoscritto sa qualcosa in merito?
Se vedòm!




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tuttavia, penso che un media, al di là di ciò che tende a far credere di essere, sia tanto indipendentista quanto lo sono i suoi giornalisti, i suoi direttori, i suoi presidenti e il suo partito di riferimento.
) che anima i rappresentanti romani della LN.
