Il diffondersi di mezzi di comunicazione di massa, la complessità dei sistemi di informazione, l’impetuoso sviluppo della rete, l’invasività dell’occhio televisivo, dovrebbero rendere ogni cittadino planetario, o per lo meno quello dei paesi sviluppati, assai smaliziato.

Purtroppo non è così.
Una grandissima massa di elettori subisce la demagogia con la stessa ottusa stupidità delle generazioni che li hanno preceduti. Questo fatto è inquietante se si considera che oggi i politici che ci governano non appartengono più ad una ruling class separata, formatasi nelle grandi istituzioni e difesa da riti e linguaggi da casta chiusa.
Gli uomini di governo, anche se talora non appare, sono gente comune.
In certi paesi, come il nostro, certuni di loro si esprimono con linguaggi da trivio ed esibiscono con orgoglio la propria ignoranza.
La televisione ce li fa vedere in mutande, mentre si esibiscono in penose performances canore o attorali, ne sollecita le tendenze più becere e corrive costringendoli a starnazzare come anatre in un cortile, cosa che loro sembrano fare con grande naturalezza.

Questa desacralizzazione del politico non si produce solo indirettamente e compulsivamente, talora è voluta ed il suo scopo è benefico.
L’ex presidente degli Usa Bill Clinton ha segnato una svolta epocale quando si è autoprodotto un video amatoriale che lo mostra da pensionato tutto preso a prendere a calci il distributore malfunzionante delle bibite o a correre dietro alla moglie con il sacchetto della merenda come una goffa tata.
Dubito che il Cavalier NonC'èNessunoComeMe, se mai accettasse di ritirarsi per raggiunti limiti di età o di decenza, sarà mai in grado di mostrarsi con uno sguardo umoristicamente auto delatorio.


In primo luogo per una ragione pratica: sarà troppo occupato a contare i soldi che ha fatto raggirando gli italiani, ma soprattutto perché, se avesse il minimo senso dell’umorismo, ci avrebbe risparmiato lo scempio che ha provocato a questo Paese.
Il fatto sconcertante è che sembrano sprovvisti di quel talento anche i suoi elettori che, per sovramercato, sono affetti da una miopia che impedisce loro di vedere il raggiro alla luce del sole.
La stessa patologia affligge gli elettori del suo grande fratello Bush che li ha riempiti di bugie così flagranti da fare impallidire Pinocchio.
E la cosa incredibile è che mentre il naso cresce loro a dismisura, con espressione accorata chiedono ai cittadini di credere alle loro menzogne e di accettare con gratitudine di essere cornuti e mazziati.

La demagogia è un virus pestilenziale per la democrazia, determina un’infezione nei suoi meccanismi e se non ne provoca il decesso, la riduce ad un cronicario di indegnità, di sopraffazioni e di raggiri.
Visto che oggi la democrazia intrinseca sembra essere fuori moda, sarebbe auspicabile l’istituzione di un’authority che sorvegli il tasso di demagogia dei nostri politici e ne sanzioni durissimamente ogni eccesso.
Non dimentichiamo mai che la demagogia ci ha regalato il nazifascismo, la demagogia ha puntellato sistemi fradici come quelli del cosiddetto socialismo reale, la demagogia liberista ha precipitato nella miseria un paese ricco e fertile come l’Argentina.

Oggi la demagogia non si esprime con i mezzi pomposi delle dittature classiche ma con il linguaggio del pragmatismo all'americana che promette la riduzione delle tasse.
Una volta dissolto il siparietto demagogico, i ricchi pagheranno meno imposte, i poveri ne pagheranno di più sotto forma di balzelli indiretti, di pagamento dei servizi sociali e di ridotto potere d’acquisto dei già stentati salari.

Poi, ognuno è libero di votare chi vuole...