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    Predefinito L'identità nazionale è cosa seria. Non basta una Costituzione a garantirla

    Mulini a vento

    L'identità nazionale è cosa seria. Non basta una Costituzione a garantirla

    di Antonio Mambrino
    10 Novembre 2009


    Un nuovo fantasma si aggira per l’Italia: il “ patriottismo costituzionale”. Dalla proposta finiana di introdurre l’esame di Costituzione per gli aspiranti cittadini, alla decisione della Gelmini di sostituire l’insegnamento dell’educazione civica con il ben diverso insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, è tutto un fiorire di proposte che puntano a rilanciare la funzione identitaria della nostra Carta fondamentale.

    Si tratta di una sfida insidiosa perché se da un lato siamo convinti che la valorizzazione delle radici culturali e morali sia elemento essenziale per una società libera (in quanto consapevole della propria identità) dall’altro ci viene il timore che la strategia di esaltazione della Costituzione in realtà conduca ad esiti esattamente opposti a quelli annunciati.

    Il problema non è tanto la Costituzione in sé e per sé. Certo alcuni aspetti del testo del 1948 non ci convincono del tutto. Siamo consapevoli che quel testo fu il frutto di un faticoso compromesso fra l’anima cattolica e quella social-comunista subito dopo la fine della II guerra mondiale e la caduta del fascismo, un compromesso che lasciò assai pochi spazi alle idee liberali pur autorevolmente rappresentate in Assemblea costituente. Certo sarebbe bello veder cambiate alcune norme della seconda parte della Costituzione, quelle – proprio in nome di quel compromesso politico - che hanno bloccato per decenni la forma di governo del Paese in un modello assembleare e consociativo.

    Ma non è questo il punto. Il fatto è che a nostro avviso l’identità di una nazione è una cosa seria. Una cosa che affonda le proprie radice ben più in profondità rispetto al testo di una legge, per quanto autorevole. Nella nostra idea la Costituzione non fonda un’identità nazionale. Nella migliore delle ipotesi la recepisce. Ed allora l’impressione è che tutto questo agitarsi intorno alla Costituzione da l’impressione di essere semplicemente strumentale per coprire il vuoto che si registra sul versante dei valori profondi che connotano una comunità. La Costituzione come surrogato dell’identità nazionale. Ma in questo modo si rischia di avallare una concezione puramente procedurale della democrazia. Una concezione “kelseniana” sulla base della quale qualunque decisione – purché rispettosa delle procedure costituzionali – sia legittima e sia idonea ad entrare nel patrimonio culturale del Paese.

    Vogliamo riconoscere giuridicamente i matrimoni fra omosessuali? Vogliamo rimuovere i crocifissi dagli uffici pubblici e dalle aule di scuola? Vogliamo legittimare l’eutanasia? Vogliamo sperimentare l’ingegneria genetica e la clonazione? Bene. E’ tutto possibile. Basta farlo in modo rispettoso della Costituzione! Ma valori costituzionali profondi sono proprio quelli che pongono dei limiti alla “onnipotenza” del legislatore ed quella, ancora più pericolosa, dei giudici. Sono i valori dell’inviolabilità della persona e della vita, della libertà (e non della licenza) dell’individuo, della socialità senza socialismo.

    Occorre però riconoscere che, dopo quarant’anni di egemonia culturale, la sinistra è riuscita a sovvertire il significato vero della nostra Carta: la Costituzione come “rivoluzione promessa”, la Costituzione tradita, la Costituzione come fondamento di tutte le derive democraticistiche, laiciste e fondamentaliste.

    Nei paesi evoluti quello alla Costituzione (che in quello più evoluto nemmeno esiste) è poco più che un omaggio rituale perché il collante della nazione sono i valori condivisi dalla comunità. In Italia rischia di diventare l’ennesimo episodio della endemica guerra civile che va avanti da qualche secolo. In Italia abbiamo potuto vedere un ex Presidente della Repubblica guidare una manifestazione a difesa della Costituzione pensata come tentativo di abbattere un Presidente del Consiglio legittimamente eletto dal popolo!

    Quando poi questa deriva retorica e strumentale sbarca fra i banchi di scuola, ci troviamo di fronte all’apoteosi del pedagogismo di sinistra che già tanti danni ha inferto al nostro sistema scolastico. E’ l’idea che la scuola debba formare il buon cittadino. L’idea che la scuola non debba trasmettere saperi (le aborrite nozioni) ma educare, non debba informare ma debba formare. Ma questa prospettiva oltre ad essere aberrante in una logica liberale, è anche del tutto velleitaria. Un approccio maoista presuppone naturalmente un ferreo controllo dello Stato su tutte le forme di comunicazione della società civile. Controllo che oggi (per nostra fortuna) non c’è e non può esserci. Quanti del resto ricordano come memorabili le lezioni di educazione civica? Perché sorte migliore dovrebbe toccare a quelle su Cittadinanza e Costituzione?

    Ed allora tutta la retorica del pedagogismo progressista produce al massimo la moltiplicazione di modeste rendite in favore di quel ceto sociale parassitario che governa le attività di formazione di impostazione didattica del buon insegnante democratico. Se fosse solo questo non ci sarebbe molto da preoccuparsi. Il fatto è che la scomparsa dei saperi, l’eliminazione del merito, la soppressione della selezione, ha finito semplicemente per produrre il decadimento qualitativo della scuola, l’ignoranza crescente fra i nostri ragazzi e la loro difficoltà a competere in un mercato del lavoro sempre più globalizzato.

    L'identità nazionale è cosa seria. Non basta una Costituzione a garantirla | l'Occidentale


    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 10-11-09 alle 21:27

  2. #2
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    Predefinito Rif: L'identità nazionale è cosa seria. Non basta una Costituzione a garantirla

    ma infatti la costituzione non é la Patria e non é l'Identità di questa Nazione che é l'Italia.
    La costituzione é un compromesso scritto tra comunisti, terroristi e democristiani arrendevoli di 61 anni fa.


    La Patria, l'Identità Nazionale, questa é una cosa seria, la costituzione no....repubblicana poi...pfui!!!
    Ultima modifica di Gilbert; 10-11-09 alle 22:31

  3. #3
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    Thumbs up Rif: L'identità nazionale è cosa seria. Non basta una Costituzione a garantirla

    Citazione Originariamente Scritto da Gilbert Visualizza Messaggio
    ma infatti la costituzione non é la Patria e non é l'Identità di questa Nazione che é l'Italia.
    La costituzione é un compromesso scritto tra comunisti, terroristi e democristiani arrendevoli di 61 anni fa.


    La Patria, l'Identità Nazionale, questa é una cosa seria, la costituzione no....repubblicana poi...pfui!!!
    Quoto al 200%
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  4. #4
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    Predefinito Rif: L'identità nazionale è cosa seria. Non basta una Costituzione a garantirla

    L'Italia ha molte "identità nazionali" in realtà: quella veneta, quella duosiciliana, solo uno stato federale che riconosca peculiarità e pluralità della penisola e i passati regimi tradizionali, il passato delle insorgenze anti-napoleoniche, o della resistenza anti-saracena ad esempio, può essere credibile.
    La Costituzione attuale, è veramente da prendere e gettare...nel secchio. hefico:

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 11-11-09 alle 09:34

  5. #5
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    Predefinito Rif: L'identità nazionale è cosa seria. Non basta una Costituzione a garantirla

    sangue e suolo, ogni costituzione che non ammetta questo principio di radicamento alla terra natia quale unica misura per discriminare il cittadino dall'estraneo è da rigettare
    «Puoi togliere il selvaggio dalla foresta, ma non puoi togliere la foresta dal selvaggio.»
    Paolo Sizzi

  6. #6
    .
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    Predefinito Rif: L'identità nazionale è cosa seria. Non basta una Costituzione a garantirla

    L'identità nazionale è cosa seria. Non basta una Costituzione a garantirla
    Questo sottindente che la costituzione non è una cosa seria :sofico:


    Comunque, l'Identità Nazionale è cosa ben diversa dalla costituzione, e l'appartenenza alla comunità nazionale non può limitarsi semplicemente alla "condivisione di determinati valori" e ad un atto puramente burocratico. Bisogna avere una Kultur profonda in comune per essere compatrioti, una kultur(per utilizzare il termine degli intellettuali tedeschi della Ia GM ) che il patriottismo costituzionale rigetta in quanto strumento della sinistra per legittimare l'esistenza di una nazione senza stirpe-suolo-tradizione.
    Ultima modifica di Orco Bisorco; 11-11-09 alle 16:02

  7. #7
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    Predefinito Rif: L'identità nazionale è cosa seria. Non basta una Costituzione a garantirla

    Citazione Originariamente Scritto da Schwerpunkt Visualizza Messaggio
    sangue e suolo, ogni costituzione che non ammetta questo principio di radicamento alla terra natia quale unica misura per discriminare il cittadino dall'estraneo è da rigettare
    Pienamente d'accordo.
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  8. #8
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    Predefinito Rif: L'identità nazionale è cosa seria. Non basta una Costituzione a garantirla

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    L'Italia ha molte "identità nazionali" in realtà: quella veneta, quella duosiciliana, solo uno stato federale che riconosca peculiarità e pluralità della penisola e i passati regimi tradizionali, il passato delle insorgenze anti-napoleoniche, o della resistenza anti-saracena ad esempio, può essere credibile.
    La Costituzione attuale, è veramente da prendere e gettare...nel secchio. hefico:

    carlomartello
    occhio a non chiamare tradizioni nazionali quelle che sono tradizioni regionali però...
    In Italia vi sono perfino tradizioni provinciali, comunali, rionali, di quartiere.
    Ultima modifica di Gilbert; 14-11-09 alle 15:51

  9. #9
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    Cool Rif: L'identità nazionale è cosa seria. Non basta una Costituzione a garantirla

    Citazione Originariamente Scritto da Gilbert Visualizza Messaggio
    occhio a non chiamare tradizioni nazionali quelle che sono tradizioni regionali però...
    In Italia vi sono perfino tradizioni provinciali, comunali, rionali, di quartiere.
    Occhio a non ridicolizzare tradizioni storiche ed identità nazionali, che magari hanno maggiore credibilità di creazioni artificiali come l'Unione Europea o l'ONU.iaociao:

 

 

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