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  1. #81
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    Predefinito Re: Re: Torre di Babele N.2

    In Origine Postato da Perdu
    ci mancava solo l'intervento mistico!!!!!!
    si si hai ragione.....se nel mondo ci sono le guerre è perchè gli uomini parlano lingue diverse! parliamo tutti esperanto e non ci saranno più problemi!
    Hai già cominciato ??
    Dai che sei in ritardo.!!

  2. #82
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    Predefinito Re: Re: Re: Torre di Babele N.2

    In Origine Postato da fanfulla
    Hai già cominciato ??
    Dai che sei in ritardo.!!
    certo che ho cominciato!
    sono un fervente sostenitore della lingua unica mondiale!

  3. #83
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    Predefinito

    E' inutile andare avanti con questo discorso: in linea di principio io non ti do torto, ma il principio e la realtà viaggiano su binari diversi e questo nessuno di noi lo può cambiare.

  4. #84
    PADANIA LIBERA!
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    In Origine Postato da Cristianu
    se la cultura locale avesse lo spazio che merita, la Lega non potrebbe più sfruttarla come cavallo di battaglia! E questo per esempio andrebbe a vostro vantaggio.
    Guarda che se si studia la cultura locale mica si è per forza seccessionisti. Altrimenti significa davvero che temete voistessi che valorizzando la cultura locale la gente scopra che l'Italia non esiste. Insomma: se l'Italia come dite esiste, non è parte della cultura italiana anche la cultura locale? Se negate le culture locali (io mi sto sempre riferendo ai diletti, non alle minoranze) significa che in fondo allora il collante teorico che lega questa italia è per voi molto sottile!

    Non so se ho reso l'idea di ciò che intendo, ma in buona sostanza se l'Italia esiste perchè Iddio la creò, esisteva anche quando i dialetti italiani avevano un valore letterario! Negando i dialetti sembra quasi che voi stessi implicitamente sosteniate che l'Italia è un'imposizione violenta ed è unita solo da un apparato statale e dal lavaggio dei cervelli svolto nelle scuole italiane, dove ancora si dice che parlare dialetto è indice di ignoranza (cosa ridicola: esistono intere regioni italo-romanze dove la TOTALITA' della produzione letteraria è in dialetto! allora quelle regioni sono intrinsecamente ignoranti ed inferiori?).

    Io preferisco guardare ai principi, e se come dite voi l'Italia esiste come unione di micropopoli accomunati da fattori geografici, storici e linguistici (le lingue italiche e italo-romanze), allora ha senso solo se continua ad essere come è stata concepita e come la storia ha voluto che sia: una terra in cui ognuno ha da raccontare qualcosa, e a cui la storia ha lasciato qualcosa. Cancellare con un aratro le orme di 2 millenni di storia non fa onore a quello che voi volete sia il popolo italiano.

    Per quanto riguarda la mia terra le cose sono sia nella teoria che nella pratica molto diverse, ma non voglio uscire dall'argomento del thread.


    Saludus Mannus a totus e Norabonas po sa festa de Paskixedda!

    Concordo in pieno...soprattuto la prima parte.
    Saluti Padani

  5. #85
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    In Origine Postato da Wyatt Earp
    Solamente in un ridicolo paese come l'itaglia si fanno questi discorsi.
    In paesi normali europei come l'Olanda,la Spagna...da qualche tempo anchel'inghilterra,idem dicasi per il principato di Monaco si insegnano nelle scuole,a volte anche come materia obbligatoria,le/la lingue minoritarie.
    Invece qua da noi c'è ancora chi ragiona col retaggio fascista secondo cui "non bisogna parlare in "dialetto"...l'italia ha una lingua sola,l'italiano,blablabla"...che vergogna.
    Altrettanto ridicolo il discorso che l'insegnamento delle lingue e dialetti avvierebbe il paese alla secessione.In Svizzera,paese simbolo di unità...c'è il cantone di lingua italiana,tedesca e anche il francese se ben ricordo viene insegnato...

    A quando la reintroduzione dei cartelli di memoria fascista "QUA SI PARLA SOLO ITALIANO"?

    Saluti Padani
    Szai facendo ungran minestrone di concetti. Gli esempinei paesi da te citati, come il gaelico, il retoromanico, il fiammingo, sono lingue ben definite. Non sono un esperto in materia, ma non metterei il romanesco sullo stesso piano della lingua sarda o di quella friulana, entrambi lingue ormai ufficialmente riconosciute.
    Il dialetto secondo me va insegnato in famiglia, perchè i dialetti sono dinamici, in continua evoluzione, non codificati come le lingue, e perciò inadatti ad essere insegnati a scuole.
    Esistono molte iniziative per valorizzare i dialetti, come circoli di poesia in dialetto, o vocabolari dialettali, o compagnie teatrali, che svolgono un ruolo importante. Ma insegnare la miriade di dialetti locali nelle scuole non mi sembra necessario.
    Anche perché i dialetti sono molto numerosi, e spesso cirscoscritti a territori molto piccoli, come una vallata alpina, e scegliendo un dialetto da insegnare a scuola si favorisce la standardizzazione e l' imposizione di un dialetto centrale a quelli periferici. Molto meglio lasciare al dialetto la libertà di evolversi e cambiare, e preservare così la sua vitalità.

  6. #86
    Nosce te ipsum
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    In Origine Postato da Antoneddu
    ...Da uno studio scientifico si è scoperto che le persone che parlano più lingue, rimangono lucide più a lungo.
    Bibliografia please
    Ahi, serva Italia, di dolore ostello,
    nave senza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di provincie, ma bordello. (Dante Alighieri Purgatorio, canto VI.).

  7. #87
    Nosce te ipsum
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    In Origine Postato da Patto
    Szai facendo ungran minestrone di concetti. Gli esempinei paesi da te citati, come il gaelico, il retoromanico, il fiammingo, sono lingue ben definite. Non sono un esperto in materia, ma non metterei il romanesco sullo stesso piano della lingua sarda o di quella friulana, entrambi lingue ormai ufficialmente riconosciute.
    Il dialetto secondo me va insegnato in famiglia, perchè i dialetti sono dinamici, in continua evoluzione, non codificati come le lingue, e perciò inadatti ad essere insegnati a scuole.
    Esistono molte iniziative per valorizzare i dialetti, come circoli di poesia in dialetto, o vocabolari dialettali, o compagnie teatrali, che svolgono un ruolo importante. Ma insegnare la miriade di dialetti locali nelle scuole non mi sembra necessario.
    Anche perché i dialetti sono molto numerosi, e spesso cirscoscritti a territori molto piccoli, come una vallata alpina, e scegliendo un dialetto da insegnare a scuola si favorisce la standardizzazione e l' imposizione di un dialetto centrale a quelli periferici. Molto meglio lasciare al dialetto la libertà di evolversi e cambiare, e preservare così la sua vitalità.
    Questa analisi mi sembra la migliore che ho letto. Anche io parlo in dialetto a casa e con gli amici.
    A scuola l'Italiano, in famiglia o con gli amici si faccia quello che si vuole.
    Ahi, serva Italia, di dolore ostello,
    nave senza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di provincie, ma bordello. (Dante Alighieri Purgatorio, canto VI.).

  8. #88
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    In Origine Postato da Perdu
    vi avevo pregato di non scrivere queste stronzate, perchè non mi avete dato retta?????????
    prima di fare queste sparate, eprchè non vi prendete un benedetto libro di psicolinguistica??? accidenti......è da decine di anni che in pedagogia, psicolingusitica si dice che i bambini/ragazzi possono imparare contemporaneamente (da quando hanno pochi mesi) più lingue senza nessun problema di "confusione"....e voi ancora ve ne uscite fuori con questi pregiudizi che vi fanno fare la figura degli ignorantoni??????

    se i ragazzi laziali imparassero la loro varietà nello stesso momento nel quale imparano l'italiano standard, non ci sarebbero più "miscugli" orrendi come si hanno oggi....
    I fatti le dimostrano il contrario!

    I nostri ragazzi conoscono spesso poco e male la NOSTRA lingua ITALIANA ed in modo pessimo l'inglese.

    Le sue affermazioni hanno un senso sei limita il periodo di apprendimento ad i primissimi anni di vita in cui effettivamente le capacità di apprendere una lingua aggiuntiva richiede poco impegno per il bambino.

    Ma questo richiederebbe che i genitori, la famiglia avessero una famigliarità (scusi il gioco di parole) con le lingue che dovrebbero apprendere molto elevata. Nella realtà nessuno di noi conosce ormai più perfettamente il proprio dialetto (ma a che servirebbe?) nè in massima parte è così erudito da poter conversare in famiglia in un italiano perfetto senza cadenze o storpiature, peggio che mai pochissimi possono permettersi di conversare in perfetto inglese!

    Così i bambini conoscono SOLO la lingua parlata in famiglia, spesso un misto di dialetto ed italiano o per meglio dire un italiano mescolato con cadenze e parole e frasi regionali o addirittura locali ("paesano").

    Definirla lingua è oltremodo pretenzioso!

    Ha il brutto difetto di confondere la situazione linguistica della sua regione con quella delle altre regioni.

    Sentir dire che il "romanesco" è una lingua indipendente dalla lingua italiana può solo suscitare ilarità.

    Molte di quelle che lei vuole eleggere al ruolo di lingue non sono altro che deformazioni locali della lingua nazionale.

    Risulterebbe difficile a molte persone di molte regioni o provicie italiane riuscre a parlare in una forma dialettale tale da non essere compresa in massima parte dagli altri italiani.

    Ad ogni modo non se ne vede la ragione di dover studiare lingue o dialetti il cui uso è tanto limitato.

    Studiare il latino od il greco ha la sua ragion d'essere solo limitatamente alla conoscenza etimologica delle parole italiane.

    Saluti

  9. #89
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    In Origine Postato da Perdu
    certo, conoscere più lingue toglie spazio al cervello!!!!!!
    il tuo ragionamento non fa una piega!
    Toglie tempo alla scuola!!!

    Saluti

  10. #90
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    In Origine Postato da Wyatt Earp

    ... Perchè ad esempio qua in Piemonte dobbiamo negare,dimenticare mille anni di letteratura Piemontese,perchè nelle nostre scuole non possono insegnare che sono vissuti centinaia di poeti con migliaia di poesie?
    Perchè dobbiamo ignorare poemi,poesie...libri,canzoni,ecc?
    Tutte queste cose,non fanno parte della ricchezza culturale di un popolo,di una nazione?
    ...
    Saluti Padani
    Nessuno le nega di studiare PER PROPRIO CONTO il "dialetto piemontese" e la storia locale.

    E' il pretendere che si faccia da per tutto così che disgusta e che non vogliamo accettare!

    Il suo saluto è la presentazione di una ideologia che non può che provocare reazioni negative e rivela gli intenti di chi fa tali proproste!

    Saluti

 

 
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