LIMA - Settantacinque ore: tanto e' durato il sogno dell'ex maggiore Antauro Humala Tasso di potersi trasformare in un novello Libertador del Peru', cancellando dalla scena politica il presidente Alejandro Toledo ed il suo governo, da lui accusati di ''corruzione ed incapacita'''.
A questo fine, all'alba dello scorso capodanno Humala aveva assaltato alla testa di un centinaio di uomini della riserva, tutti professionisti della guerra e della lotta anti-guerriglia, il commissariato di polizia di Andahuaylas, nella regione meridionale di Apurimac, causando quattro morti e prendendo come ostaggi dieci agenti reduci dalle libagioni di fine d'anno.
Oggi, dopo un complesso e teso negoziato con cui si e' riusciti ad evitare uno spargimento di sangue, lo stesso Humala, leader del 'Movimento etnocacerista', formazione di impronta nazionalista e anticilena, e' stato arrestato ed i riservisti ai suoi ordini si sono arresi, consegnando le armi e rilasciando gli ostaggi, che nel frattempo erano saliti a 19.
Se il dialogo non fosse servito, sarebbero intervenute le 'teste di cuoio' del Brife, protagoniste dell'operazione 'Chavin del Huantar', conclusasi nel 1997 col massacro di guerriglieri del Movimento rivoluzionario Tupac Amaru (Mrta) che avevano occupato la residenza dell'ambasciatore giapponese a Lima.
L'assalto della caserma a capodanno, meticolosamente preparato, ha colto di sorpresa i servizi segreti peruviani, al punto che molti membri del governo, e lo stesso presidente Toledo, si trovavano in vacanze al mare.
Quattro anni fa Antauro e suo fratello, il tenente colonnello Ollanta, erano stati protagonisti di una rivolta di 60 uomini nelle Ande fra Cusco ed Arequipa, contro l'allora presidente Alberto Fujimori che poco dopo sarebbe andato in Giappone in esilio.
Ma se nel 2000 il gesto degli Humala resto' circoscritto nello spazio e nel tempo, questa volta l'attacco ad Andahuaylas ha avuto una presa importante sull'opinione pubblica, preoccupando il capo dello stato, che gode di un bassissimo (fra nove ed 11%) consenso popolare.
Toledo si e' rivolto oggi alla nazione sottolineando gli sforzi fatti per evitare un bagno di sangue, ed assicurando che comunque ''saremo inflessibili'' con i riservisti che hanno usato la violenza per perseguire i propri obiettivi.
La stampa ha riferito che l'unico elemento percepibile nitidamente a Lima era la confusione, ed in particolare 'La Republica' ha scritto oggi, citando fonti degne di credito, che ''durante buona parte della giornata (di ieri) c'e' stata una grande confusione su cio' che accadeva a Andahuylas, su chi era responsabile delle operazioni, e se le indicazioni che erano inviate dalla capitale si seguivano o no''.
Di fronte alla situazione si sono moltiplicate le critiche dell'opposizione a Toledo, e alcuni gruppi parlamentari hanno proposto di convocare il premier Carlos Ferrero, ed i ministri dell'interno e della difesa Javier Reategui e Roberto Chiabra, per giustificare l'azione del governo.
Inoltre, l'azione dei rivoltosi 'etnocaceristi' e' stata accompagnata da migliaia di persone a Andahuaylas, ed ha suscitato manifestazioni di appoggio di riservisti e popolazione in varie citta' come Tacna, Arequipa ed Abancay.
Come se non bastasse, gran parte delle persone che hanno telefonato a radio e televisioni per commentare la crisi, hanno espresso solidarieta' ad Antauro Humala. Alcuni osservatori hanno sottolineato l'abilita' dell'ex maggiore che, in uno dei suoi discorsi durante l'occupazione della caserma, ha rivendicato un significato politico al suo gesto non esitando a paragonare la sua lotta a quella realizzata negli anni scorsi dagli ex colonnelli Hugo Chavez, in Venezuela, e Lucio Gutierrez, in Ecuador, che hanno forzato il sistema costituzionale per conquistare la massima carica dello stato.
Comunque dopo il suo arresto Antauro Humala e' stato trasferito con un giubbotto antiproiettile nella sede della Direzione nazionale antiterrorismo (Dincote) di Lima per un primo interrogatorio.
Non si conoscono ancora i capi di imputazione che gli saranno contestati, ma secondo fonti giudiziarie l'ex militare rischia in un processo una condanna fra 20 anni e l'ergastolo.
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Questa mattina in prima pagina su "Rinascita", vi sono diversi articoli sulla rivolta.




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