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Schwerpunkt
Sono di sinistra.
Sono una persona semplice, con idee semplici. Vorrei giustizia, equità, parità.
Essere di sinistra non vuol dire altro. Ecco perchè fui di sinistra, ero di sinistra, sono di sinistra, sarò di sinistra.
Non sarà il singolo personaggio o il singolo partito che va a sputtanare l'idea a cui credo a farmi cambiare idea, non avrebbe senso.
Mi piace dichiararmi di sinistra perchè è la parte politica dove trovo tutte le idee in cui mi identifico e non mi interessa se ci sarà il solito sciocco che tirerà fuori i gulag e Stalin.
Sono di sinistra perchè l'uomo viene prima di tutto sopratutto prima dell'economia.
La sinistra in cui credo è onesta, pulita, egualitaria. Il suo unico scopo è ampliare il benessere collettivo e, in particolare, diminuire le disparità tra gruppi e classi sociali.
La sinistra difende i lavoratori, i poveri e tutti i “perdenti” delle società del benessere ma lo fa con intelligenza e sensibilità. Essere di sinistra vuol dire difendere i diritti di tutti i soggetti che per ignoranza e pregiudizio, in varie forme, sono discriminate: donne, gay, extracomunitari, rom.
Sono di sinistra perchè sono antifascista, antirazzista, antiproibizionista. Sono di sinistra perchè sono laico e ritengo necessario difendere i diritti civili (divorzio, aborto, eutanasia, matrimoni gay, etc). Sono di sinistra perchè mi irrito quando qualcuno per difendere le sue idee (opposte a queste) dice di essere per la vita e la famiglia accusandomi, conseguentemente, di essere a favore della morte e dell'estinzione (!).
Sono di sinistra perchè sento di difendere l'assistenza sanitaria e l'istruzione universale, perchè ritengo necessaria l'assistenza e previdenza sociale per tutti. Sono sinistrorso perchè vorrei che chi lavora sia sicuro, tutelato e onestamente retribuito.
Sono di sinistra perchè amo la Costituzione italiana e vorrei vedere realizzati nella nostra società tutti i diritti enunciati dai padri costituenti.
Essere di sinistra è essere per il progresso e per l'evoluzione della società.
Se nelle varie epoche avessero vinto i conservatori, sarebbero riusciti a conservare la vecchia società l'avrebbero cristallizzata, fermata. Ma dico io chi vorrebbe vivere in un Italia con, ad esempio, la dote, il delitto d'onore, l'aborto clandestino, le scomuniche.
Rivedendo la storia degli ultimi due secoli i conservatori erano contrari al suffragio universale, al diritto di voto delle donne, alla libertà religiosa, ai matrimoni civili. Ogni conservatore ci spinge indietro. Io voglio andare avanti.
Chi si dice conservatore e moderato dice in altro modo che vuole fermarsi (o andare molto piano), che lo status quo e talmente idilliaco che ogni cambiamento va evitato o rallentato. È il ragionamento egoista di chi ha il benessere e non lo vuole estendere agli altri, di chi ha un privilegio che non vuole mollare, di chi è “più uguale” degli altri.
Guardatevi attorno. Ma tutto questo vi pare accettabile?
TUTTI I DIRITTI PER TUTTI
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