Io non capisco (si fa per dire..) come mai, quando si avvicinano le elezioni di qualsiasi ordine e grado, la militanza dei gruppi nazional popolari entri in fibrillazione, manifestando un attivismo di proposte e di iniziative che troverebbe maggiore giustificazione ed applicazione nei cinque anni che, mediamente, intercorrono tra una elezione e l'altra.
Periodo in cui, salvo rare eccezioni, tutti dormono della grossa e non si vedono nelle pubbliche piazze, nelle strade o in mezzo al popolo.
Non capisco (si fa per ridire..) come mai si sveglino tanti appetiti degni del miglior cannibalismo politico democristiano fra persone che dovrebbero essere o rappresentare, almeno in teoria o stando ai programmi, l'alternativa a questo sistema marcio e corrotto.
Non sarà, per caso, che l'aforisma della mela marcia che corrompe quelle sane valga anche per la nostra militanza politica?
Dov'è la coerenza fra il dire e il fare, fra l'affermare antagonismi al sistema e il proporre, invece, suggerimenti indecenti come quelli di fare in sede locale liste con A.N.?
Il "Vizietto", signori miei, sembra essere non soltanto prerogativa di Rauti, ma anche di molti altri camerati ancora. Di fronte alla possibilità, sia pure teorica e lontana, di sedere su una qualsivoglia poltrona, piccola o grande che sia, cadono tutte le barriere etiche, vengono meno tutti i postulati ideologici e dottrinari, si allentano i freni inibitori ed ognuno si manifesta per quello che è veramente: un cacciatore di poltrone ad ogni costo e non un combattente per la giusta causa.
Signori miei, pseudo camerati miei, voi non sapete nemmeno lontanamente dove sta di casa l'etica fascista.
L'alternativa al sistema possono farla solamente coloro che
sono vaccinati rispetto ai malanni del sistema, e non quelli che, sotto sotto, ambiscono, sostanzialmente, a far parte del sistema ad ogni costo.
Come non si vive per lavorare, ma si lavora per vivere, così
non si fa politica esclusivamente in funzione elettorale, come sembra essere appannaggio di tanti "camerati", ma si fa politica per proporre alternative valide agli italiani cercando di entrare nelle loro case. E, quest'ultima è la parte che non si vede, la parte che manca o, comunque, carente. Io non vedo alcuna differenza ontologica fra "camerati" malati di " elezionite" ed avversari politici che si vorrebbe scalzare dal posto che occupano.
Chi come me sta fuori dalla politica si trova nelle stesse condizioni dello spettatore che, andando a teatro, soppesa e giudica gli attori che recitano.
Ebbene, nel teatrino della politica, cari camerati o pseudocamerati che siate, non date una buona prova di voi.
E' probabile che mancando grandi uomini, come quelli che un dì diedero il là alla nostra grande politica, ci si debba accontentare dei piccoli uomini.
Transeat.... a condizione che i piccoli uomini abbiano coscienza di essere tali, e ( mi) ci rispiarmino atteggiamenti e sceneggiate da prime donne.
Merimar