Libero, 23.12.04
MISTERO SOTTO L'ALBERO
Giallo alla cena natalizia degli azzurri
Spariscono gli orologi regalati da Silvio
ROMA - [mar.pri.] Il mistero degli orologi scomparsi. Come titolo per una novella natalizia non sarebbe neanche male: evoca ambienti ovattati, atmosfere in stile Agatha Christie, quei gialli dove la violenza non esiste e anche il più bieco degli assassini conserva sempre un fondo di signorilità. Il problema è quando si passa dalle pagine di un racconto alla cronaca di una sera che doveva essere solo di festa e invece sarà ricordata anche per la sparizione di quattro di uno stock di centosessantaquattro Longínes del valore di duemila euro l'uno: i Longines scelti da Silvio Berlusconi in persona per i suoi deputati.
Il misfatto è successo sotto il naso del Cavaliere durante la cena di martedì al chiostro del Bramante, cinquanta metri alle spalle di piazza Navona. Oltre alla pattuglia "azzurra" di Montecitorio, erano presenti una manciata di ministri di identico colore, qualche decina di addetti del catering, Mariano Apicella con i suoi strumentisti, un manipolo di segretarie, addetti stampa, imbucati vari. La creatrice di Hercule Poirot direbbe: «Tutti probabili assassini», ma la sensazione che il colpevole potrebbe nascondersi proprio in mezzo al gruppo degli invitati eccellenti spiega l'enorme cautela di vittime e testimoni. Giorgio Iannone, uno dei derubati: «Appena uscito mi sono accorto che la scatola era vuota. Sono tornato dentro, ma l'orologio non c'era più. Diciamo che l'ho smarrito». Scoperto il fattaccio, Giampiero Schermi ha preteso da Elio Vito l'assicurazione che avrebbe fatto di tutto per fargliene avere un altro. A mente fredda, minimizza: «Ripensandoci, credo che sia stato uno scherzo». Quindi riavrà il suo orologio? «Spero di sì». Isabella Bertolini sorride: «Noi donne eravamo tutte allo stesso tavolo. Abbiamo l'alibi». Da vecchio frequentatore di aule di tribunale, Michele Saponara non si stupisce: «Ho difeso primari e fior di professionisti cleptomani, perché meravigliarsi? A me hanno rubato il telefonino al ristorante della Camera: non l'ho nemmeno denunciato». Antonio Verro rimescola le carte: «Io cercherei tra gli imbucati». Fin quando, in serata, ecco la telefonata di lannone: «Mistero svelato: un collega l'aveva preso per sbaglio. Me lo renderà appena ci vediamo». Contenti per lui. Attendiamo notizie degli altri tre.




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