Le Zone Colpite
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Le Zone Colpite
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Testimonianze
Andrea Beltrami
Questa mattina stavo andando in ufficio come tutte le mattine, il mio ufficio è situato sulla collina di Patong, erano circa le 9.45 e la strada che percorro in senso contrario al mio era un traffico di motorini, auto contromano che correvano all'impazzata. Strade chiuse, ambulanze, polizia, continui allarmi di una seconda ondata. Fortunatamente tutti i nostri clienti sono in buona salute molti neanche toccati dall'onda. Sono andato in ospedale per verificare se ci fossero connazionali feriti, uno spettacolo allucinante, alla mia richiesta di sapere se ci fossero italiani feriti, una gentile infermiera mi ha aperto una stanza piena di cadaveri, finalmente sono riuscito a parlare con un'altra infermiera che mi ha mostrato la lista dei ricoverati ma nessuno di nazionalità italiana. Il mio ufficio e pieno di italiani ancora sotto shock per quello che accaduto.Una giornata di panico e paura, ancora ambulanze risuonano nelle strade di Patong, l'elicottero fa la spola tra l'ospedale di Patong e il Phuket Bangkok Hospital per trasportare i feriti gravi.
Paola scrive dall'entroterra
Io mi trovo a qualche chilometro nell'entroterra della spiaggia di Nai Yang, la piu' vicina all'aereoporto
Vorrei poter essere utile.
L'accurato resoconto di Luca Alberti non mi sembra menzioni Nai Yang, il bilancio di ieri mattina era nove morti, 91 feriti e tanti dispersi. La spiaggia e' tra le meno note ma abbastanza popolare
Io ho informazioni da casa, dalla mia connessione internet, ma posso comunicare con un paio di persone in varie zone , che hanno a disposizione frequenze radio se ci fossero di estrema emergenza. Il cellulare a volte funziona a volte no.
Fatemi sapere se posso assistere, mandate dati precisi alla mail di sotto, Lelio Citro, fammi sapere se hai bisogno di una mano: parlo inglese tedesco e spagnolo.
Riguardo Kao lak, non riusciamo a comunicare ma incomincio a informarmi, vedere se c'e' qualche contatto radio.
Per Phi phi, le notizie non sono incoraggianti, e' stato spazzato tutto, ma se sono bravi nuotatori avrebbero potuto mettersi in salvo. Dalle Similan invece, non ho notizie.
Confermo: niente piu onde da ieri, ma consigliano di stare lontano dalle spiagge.
Nella bolgia di Phuket
Sono Claudio Santini, ieri ho mandato una testimonianza sull'accaduto, ora ne mando una sull'organizzazione dei soccorsi. Ci svegliamo e decidiamo di andare a dare una mano. Io non posso far cose "fisiche", sono disabile, però posso fare da interprete. Gli italiani si sa, sono poco inclini a parlare lingue straniere. Il centro di raccolta è situato in citta' nella sala municipale (Salà Khang in thai). Arrivo e mi sembra subito che l'organizzazione sia volenterosa ma sfilacciata. Innanzitutto, mi aspetterei che l'accoglienza degli stranieri sia nel primo
edificio, considerando anche che vi saranno feriti e invece no, è all'ultimo edificio, non distante per carità, 50 metri, ma io che parlo il thai non ho difficoltà a trovarla, ci sono persone che parlano inglese si, ma bisognerebbe considerare che non tutti i "farang" parlano inglese. Un guidatore di "songthaeo", i caratteristici bus scoperti di Phuket, urla "free transport to Patong", trasporto gratuito per Patong! Patong? Ma Patong è l'ultimo posto sulla terra dove vorrei essere, chissà perché offre di portarli a Patong. Penso: mah! ognune offre ciò che ha, e vedo che tutti si prodigano, gente che offre vestiti, povere cose, ma le tolgono ai figli, per molti è molto di quello che hanno. E li offrono a persone che in un giorno spendono l'equivalente di tre mesi di stipendio. Hanno i loro difetti i thai, come tutti, ma in quanto a generosità pochi li battono, ora capisco il detto thai "meung thai mee wat, khon thai jai dee", "In Thailandia ci sono templi, e i thailandesi hanno il cuore buono".
C'è persino un cartello in cui si offre un massaggio tradizionale thai gratuito (guai al primo che pensa male), insomma tutti offrono quello che possono, ricordatevene tutti, non abbandonateli, non cancellate Phuket dalle rotte turistiche, fra un mese sono sicuro che molti posti saranno agibili, non cancellate le vostre vacanze, rinviatele se potete.
Comunque arrivo all'ufficio dove sono i rappresentanti delle ambasciate, fuori decine di volenterosi indirizzano gli stranieri verso il primo piano dove ci sono i rappresentanti. Maledizione come posso chiedere istruzioni? Al primo piano con la sedia a rotelle non ci arrivo. Va be' chiedo un po' agli altri traduttori, c'e' anche un signore italiano che aiuta i connazionali, li istrada verso il rappresentante dell'ambasciata. Lì c'e' cibo, riso, spaghetti, tramezzini e da bere.
Arrivano i "miei" primi italiani, una famiglia , moglie marito e un figlio, hanno perso tutto, documenti, soldi, ma non la buona educazione. Si presentano tutti e tre stringendomi la mano. Poi arrivano due ragazze, chiedo se hanno bisogno di aiuto, sono stati già dal rappresentante italiano, le hanno messe in lista, ma ora non sanno che fare, gli hanno detto che il punto di raccolta degli italiani è un hotel di Patong (Ahhhh ora capisco perché trasportano gli stranieri a Patong). Scelta sciocca secondo me, li avrei mandati in città io, ci sono vicini i centri commerciali, chi ha ancora soldi può andare a fare una passeggiata, chi non ha soldi, l'ambasciata potrebbe dargli una piccola cifra da spendere al giorno (con 200 bath a testa, meno di quattro euro) si mangia ottimo cibo thai ai centri commerciali. E poi chi è fuggito all'ondata non credo abbia voglia di tornare a Patong.
Però non mi piace l'organizzazione, il turista sfuggito alla tragedia vuole essere "impacchettato" e rispedito in Italia, e invece una volta registrato è abbandonato a se stesso, deve raggiungere Patong con i mezzi che deve trovare da solo, e poi si dorme a questo "Phuket Palace"? Mah...arriva il rappresentante di un college, la Dulwich School che lì in mezzo alla strada offre camere gratuite urlando ad un microfono come ad una fiera di paese. Maledette scale, vorrei salire su, avvisare il rappresentante italiano di questa possibilità (se non la conosce). Ora arriva un signore, mi dice che i rappresentanti delle ambasciate scenderanno giù con dei tavolini. Meno male potrò essere più utile. E invece passano 10 - 20 minuti, e non arrivano.
Arriva un signore dall'accento lombardo con moglie thai e una figlia, protesta, l'hanno messo in lista ma non garantiscono quando potrà partire, arriveranno 3 aerei, 900 persone circa alla volta se sono jumbo, avanti e indietro ci vorranno diversi giorni per riportarli tutti. Lui vuole partire subito dopo i feriti, non vuole comprare un nuovo biglietto, che diamine ho pagato quasi 3.000 euro! mi dice.
Un signore svizzero, sempre precisi loro, pretende che il suo rappresentante sia giù, sul cartello appeso ad un tendone c'è scritto "Ambasciate italiana, svizzera, russa e neozelandese", finalmente lo convinco a salire al primo piano. Per carita' se l'Italia piange, le altre ambasciate non ridono di certo. Una signora americana di origine thai si sgola al microfono per richiamare il rappresentante britannico che è sparito da un po': "Signor rappresentante dell'ambasciata britannica, c'è molta gente che ha bisogno di lei," grida.
Gli svedesi vista la disorganizzazione, decidono una mossa, secondo me ancora eggiore. Spostano l'ufficio in un albergo cittadino il Pearl. Ma che fanno? Tutti i thai sanno che il centro di raccolta e' al "Salà khang" e qui portano gli svedesi, così quando arrivano qua non trovano nessuno e devono andare al Pearl, infatti arrivano due anziani coniugi svedesi e riesco a farli partire con gli ultimi connazionali che stanno andando verso il Pearl. La signora thai-americana al microfono cerca due ragazzi svedesi dispersi che stavano all'Arcadia Hilton a Karon, se per caso sono riusciti ad arrivare qui potranno riunirsi con la famiglia. Non credo di essere una pappamolle, ma a pensare a due genitori che non ritrovano entrambi i figli provo una stretta.
E' quasi l'una comincio ad avere bisogno di un bagno, e qui di bagni accessibili ad una sedia a rotelle neanche l'ombra. Sono costretto ad andarmene. Non ho mai rimpianto come oggi, di non avere due gambe funzionanti. Passo davanti alla lista delle vittime, più di dieci fogli scritti fitti fitti, la maggior parte dei nomi e' scritta in thai, intravedo un english e poi la lista dei dispersi, quattro-cinque fogli scritti a mano, mi saltano all'occhio subito due nomi italiani. Speriamo bene, come speriamo bene per tutti gli altri dispersi.
Ma ecco che arriva da Phi Phi un gruppo,solo oggi sono potuti scendere dalla montagna che sta al centro dell'isola, arriveranno circa in 700 dice la tv thai, mi ricorda il film "In nome del Papa Re", quando i garibaldini sconfitti e feriti fuggono da Mentana. Una ragazza thai viene presa in braccio dal suo boy friend, che grida "Sono irlandese, portatemi dal rappresentante irlandese, anche quello britannico va bene!", altri feriti, gente che zoppica, ragazze sanguinanti. Una altissima ragazzina, credo svedese, non ce la fa quasi a amminare, e si appoggia alla madre non molto più in forma di lei. Vado, mi allontano dalla bolgia, con un brivido penso che potevo starci anche io a cercare mia moglie se quella mattina
avesse deciso di andare a fare la sua solita paseggiata sulla spiaggia.
Mentre vado via, una signora a bordo di un pick-up stracolmo di turisti da portare all'aeroporto, mi offre un passaggio, pensa sia anche io uno sfollato. Che cuore i thai! Mi raccomando non dimenticatevene.


In Origine Postato da yota71
Ce una cosa che in tutto questo discorso NON capisco, gente che fino a poco tempo fà si ritrovava a dire peste e corna dei mussulmani di quelli di colore diverso adesso si dice sconvolto da quello che è successo, come chiamarla ?
Bontà natalizia ?![]()
questo post dimostra dove si può arrivare con i deliri.....chiaramente rivolto alla sottoscritta, rispondo chiedendoti yota, se per caso hai letto qualche mio post dove mi auguro la morte di mussulmani e non .....no.... perchè di questo qui si tratta...come ha scritto fenris, un conto è lottare perchè certe etnie difficilmente integrabili con la nostra, rimangano nei loro paesi, il che è un bene reciproco, un'altra è gioire per delle catastrofi del genere.....capisco che difficilmente ci arrivi a capire, ma tenta se ci riesci...


L'enorme macchina di aiuti, da tutto il mondo. Appello ai medici
Centinaia le organizzazioni umanitarie, Italia in testa
Asia, la solidarietà si muove
migliaia di volontari in viaggio
Partita anche la raccolta di fondi: tutte le coordinate
Il governo dello Sri Lanka rifiuta gli aiuti israeliani: polemiche
di CARLO CIAVONI
ROMA - Ha dimensioni epocali anche il meccanismo mondiale della solidarietà, messosi in movimento dopo la sconvolgente apocalisse che ha colpito il Sud Est Asiatico. Si contano a centinaia le organizzazioni umanitarie - coordinate dalle rispettive Protezioni Civili, in collaborazione con l'Onu, la Comunità Europea e la Croce Rossa Internazionale - che stanno tentando di mettere insieme i primi soccorsi e gli aiuti. La Croce Rossa Internazionale ha valutato che occorreranno ben 44 milioni di dollari per i primi soccorsi.
UOMINI IN CAMPO - Sono circa 4000 gli operatori umanitari arrivati già nei luoghi del disastro, provenienti da ogni parte del mondo, dall'Europa, dalle Americhe, dal Giappone all'Australia. Decisivo, in questi casi, è il contributo fornito da specifiche competenze di alcuni operatori, addestrati negli anni agli interventi d'emergenza. Sono persone che agiscono in team - staffetta di tre, cinque persone nei luoghi devastati, in grado di valutare in tempi brevissimi le vere emergenze necessarie e, dunque, di indicare subito le priorità. Le strutture umanitarie italiane specializzate in questo genere di lavoro sono Intersos (la Ong delle organizzazioni sindacali confederali), Medici Senza Frontiere, il Cesvi, la Caritas. Complessivamente le persone già partite, o che stanno partendo alla volta dello Sri Lanka, dell'Indonesia, della Thailandia, o della Malesia, sono una ventina. Alle quale quali vanno aggiunte le trenta persone della Protezione civile già partite a bordo di due aerei della Presidenza del Consiglio.
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In Origine Postato da yota71
Ce una cosa che in tutto questo discorso NON capisco, gente che fino a poco tempo fà si ritrovava a dire peste e corna dei mussulmani di quelli di colore diverso adesso si dice sconvolto da quello che è successo, come chiamarla ?
Bontà natalizia ?![]()
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Ci riesco perfettamente, la mia era solo una provocazioneIn Origine Postato da pensiero
questo post dimostra dove si può arrivare con i deliri.....chiaramente rivolto alla sottoscritta, rispondo chiedendoti yota, se per caso hai letto qualche mio post dove mi auguro la morte di mussulmani e non .....no.... perchè di questo qui si tratta...come ha scritto fenris, un conto è lottare perchè certe etnie difficilmente integrabili con la nostra, rimangano nei loro paesi, il che è un bene reciproco, un'altra è gioire per delle catastrofi del genere.....capisco che difficilmente ci arrivi a capire, ma tenta se ci riesci...


In Origine Postato da O'Rei
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se mi spieghi il motivo di tanta ilarità, forse rido anche io![]()
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si va beh......e poi ci si meraviglia del cinismo di certi turisti, quando qui ci si diverte a provocare difronte a questo disastro...mahIn Origine Postato da yota71
Ci riesco perfettamente, la mia era solo una provocazione![]()


Le ultime parole famose di Naitmer , quando le stime parlavano di 20.000 morti al max...
ora siamo arrivati a 100.000 , senza contare i dispersi e le future vittime di epidemie , infezioni e carestia.
Poteva andare peggio
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Un vero disasto secondo me alla fine di tutto (se ci sarà una fine) sarannp più del doppio le vittime, un ecatombeIn Origine Postato da Io Robert
Le ultime parole famose di Naitmer , quando le stime parlavano di 20.000 morti al max...
ora siamo arrivati a 100.000 , senza contare i dispersi e le future vittime di epidemie , infezioni e carestia.
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