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Discussione: Ricchezza E Poverta'

  1. #1
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    Predefinito Ricchezza E Poverta'

    quote:
    --------------------------------------------------------------------------------
    In Origine Postato da Amati75
    Come risposto ad un altro forumista..vedre il divario in se non indic aun bel nulla.
    Se il dviario aumenta ma il livello di poverta' e' riamsto pressoche invariato, con un aumento delle popolazione considerevole nelle utlime decade.. che il divario aumenti importa poco.
    Poi nella tua ripsosta non hai fato cennoal fato che molti paesei ernao richci e sono diventati poveri, e molti altri erano poveri e sono diventati ricchi, quindi che il divario aumenti non mostar neanche perche, come e sopratutto non implica che non si possa passare da una parte all'altra.

    Se poi guardiamo sempre utilizzando i dati della WB, che al mondo unicamente 1/5 (aprox) dei paesi del globo hanno un economia di mercato, possiamo chiaramente vedere dove radica il probblema, ovvero non v'e' sufficente partecipazione all'economia mondiale basata sugli interscambi liberi.

    Inoltre sempre prendendo i dati sotrici abbiamo che dopo la seocnda guerra modniale, gl'USA rappresentavano il 50% del PIl e della porduzione mondiale, col passare delle decade questa percentuale e continuamente scesa, non perche' gl'USa siano declianti, ma semplicemente perche altre aree del pianeta si sono ripresi dalla guerra (Europa i primis) e sono uscite dalla pèoverta e non industrializzazione, e motl di queste arre lo stanno facendo tutt'ora.

    Quindi tutto cio' per dire, che guardare unicamente al divario non ci dicce un bel nulla, visto che se si guarda a unicamente a quel dato specie da un punto di vista "particolare" si puo' tranquillamente arrivare a conclusioni che non rispcchiano la realta'.. dato chela poverta' nelle aree ad economia di mercato e capitalismo, e' diminuita, nelle aree con altri sistemi sociali ed economici, e' aumentata (ovviamente questo e' il panorama generale).
    --------------------------------------------------------------------------------




    Vorreiosservare in primo luogo che il libero mercato elibero scambiosembra non esistere nei fatti Ne sono testimoni i vari veti protezionisti incrociati tra america europa cina giapponee l'occidente e i paesi in via di svviluppo.L'altra considerazione è che la competività se può essere di stimolo tra individui,non lo è di fatto traindustria banche aziende,Negli anni 60 in Italia esistevano la fiat,l'innocenti,l'alfa romeo ,la lancia,la ferrari ,la maserati(spero di non essermene scordata qualcuna) ora esiste la fiat che ha assorbito le altre (è rimasto solo il logo)e la maserati che ha un area di prodotti di nicchia.Nel campo finanziario siamo assistendo al progressivo inglobamento delle casse di risparmio e del credito coperativo da parte delle banche più forti.Mi fermo qui perchè desidero entrare nel merito della risposta L'aspetto sui paesi poveriche diventano ricchiandrebbe già valutata a oarte.Per esempoi valutare dagli anni7

    0 in poi finita la spinta dell'economia post bellica(Corea,taiwan,italia,giappone singapore dove era presente un dittatorefino la 93)....l'argentina soprassiedo ..in quanto foriero di uno scontro frontale.....

    Cioè quanti paesi sono diventati ricchi e quanti poveri pprendendo in considerazione che nella economia ci sono cilicita
    di recessione e stagnazione?
    Vengo al dunque


    "Se il dviario aumenta ma il livello di poverta' e' riamsto pressoche invariato, con un aumento delle popolazione considerevole nelle utlime decade.. che il divario aumenti importa poco"


    Ho fatto degli esempi(6) avvalendomi della matematica
    di esempi comunque ve ne sono altri 9all'interno di quelli che proporrò

    prendiamo una popolazione di X200 e distribuiamola Nel tempo 1
    in maniera uguale:

    pop ricca pop pov
    x100 x100

    ipotizziamo che il reddito sia

    pric poppv
    50 5 il rapport i sono i/2 1/20

    aumentiamo la popolazione equamente di 100x
    per ogni persona ricca ce ne sarà una povera

    popR popP

    150 150


    distribuiamo il redditoequamente di 100x
    cioe la popricca aumenta di 50 la pop poveradi 50

    redPR RedPOV

    100 55
    il rap è 2/3 E 11/30
    La pop ricca aumenta la ricchezza la pop pov diminuisce la povertà

    Fine 1à parte PERCHè IL POST DIVENTEREBBE TROPPO LUNGO
    POSSO CONTINUARE O AVRO' uno sberleffo come in altro forum?


    Last edited by massdestruction on 27-12-2004 at 18:07

    Segnala Questo Post al Moderatore | IP: Collegato |

    27-12-2004 16:09

  2. #2
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    questa è l'ultima parte di un lungo contraddittorio con amati 75 iniziato sui dati della wb(banca mondiale)che afferma che il divario fra paesi ricchi e paesi poveri è aumentato

  3. #3
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    ipotizziamo ora una distribuzione del reddito in di 75 (3/4) e d 25(1/4) e un aumento di popolazione equamente distribuita 50 e 50

    pop ricca pop. pov.

    100+50=150 100+50=150

    reddito (100 =75-25)

    50+75=125 25+5=30



    Il rapporto reddito\popolazione è

    5/6 1/5

    Aumenta la ricchezza e diminuisce la povertà.
    il divario tra popolazione ricca e povera diminuisce



    Ipotizziamo ora un'aumento di popolazione cosi distribuita: 100=

    pop. ricca 25 pop. povera 75 (rapp 1 a 3)

    e un reddito inversamente proporzionale (100 di reddito= 75 alla popolazione ricca e 25 alla poplazione povera)




    abbiamo ora

    popolazione ricca 125 popolazione povera 175
    reddito 125 30
    rapporto 1 6/35

    la ricchezza aumenta la povertà diminuisce il divariotra le due diminuisce


    questo al tempo 1.......

  4. #4
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    TEMPO 2
    vediamo cosa succede al tempo successivo saltiamo la progressione della 1 ipotesi in quanto da gli stessi risultati precedenti

    le altre due ipotesi

    al tempo 1

    popolazione ricca era 150 la polazione povera era 150

    distribuzione equa 50 50

    reddito 125 30


    distrub reddito 100= rapp 3:1 75 25

    risultato al tempo2



    popolazione 200 200
    reddito 200 55
    rapporto 1 11\40

    aumenta la ricchezza aumenta la poverta



    la 3° ipotesi pop e reddito crescevano in rapporto inversamente proporzionale

    le popolazioni erano ricca povera
    125 175


    il reddito 125 30

    aggiungiamo



    pop 25 75
    reddito 75 25
    il risultato è

    popolazione 150 250
    reddito 200 55

    il rapporto 3 \4 11\50

    diminuisce la ricchezza e aumenta la povertà
    '

  5. #5
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    L'analisi probabilmente è corretta, ma santo dio mettila giù in maniera un po' più comprensibile.
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  6. #6
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    In Origine Postato da massdestruction
    TEMPO 2
    vediamo cosa succede al tempo successivo saltiamo la progressione della 1 ipotesi in quanto da gli stessi risultati precedenti

    le altre due ipotesi

    al tempo 1

    popolazione ricca era 150 la polazione povera era 150

    distribuzione equa 50 50

    reddito 125 30


    distrub reddito 100= rapp 3:1 75 25

    risultato al tempo2



    popolazione 200 200
    reddito 200 55
    rapporto 1 11\40

    aumenta la ricchezza aumenta la poverta



    la 3° ipotesi pop e reddito crescevano in rapporto inversamente proporzionale

    le popolazioni erano ricca povera
    125 175


    il reddito 125 30

    aggiungiamo



    pop 25 75
    reddito 75 25
    il risultato è

    popolazione 150 250
    reddito 200 55

    il rapporto 3 \4 11\50

    diminuisce la ricchezza e aumenta la povertà
    '
    ho letto la statisca e mi sembra corretta e interessante speriamo che qualcuno ti risponda.

  7. #7
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    In Origine Postato da Mastea
    L'analisi probabilmente è corretta, ma santo dio mettila giù in maniera un po' più comprensibile.
    Non solo mi appare (personalmente) corretta; ma, almeno nel "senso", è comprensibilissima.
    E ragionevolmente verificabile per chiunque si tenga aggiornato AL DI FUORI dell'informazione unica.

  8. #8
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    Mass, fai esempi, ipotesi ecc...ma io non ti ho evidenziato esempi di ipotesi, ti ho indicato il fatto indicato dai dati WB, non si trata di ipotesi, ovvero:

    “vedere il divario in se non indica un bel nulla.
    Se il divario aumenta ma il livello di povertà e' rimasto pressoché invariato, con un aumento delle popolazione considerevole nelle ultime decade.. che il divario aumenti importa poco.”


    “Se poi guardiamo sempre utilizzando i dati della WB, che al mondo unicamente 1/5 (aprox) dei paesi del globo hanno un economia di mercato (o tendente a tale) , possiamo chiaramente vedere dove radica il problema, ovvero non v'e' sufficiente partecipazione all'economia mondiale basata sugli interscambi liberi.”

    “Quindi tutto cio' per dire, che guardare unicamente al divario non ci dice un bel nulla, visto che se si guarda a unicamente a quel dato specie da un punto di vista "particolare" si puo' tranquillamente arrivare a conclusioni che non rispecchiano la realta'.. dato che la poverta' nelle aree ad economia di mercato e capitalismo, e' diminuita, nelle aree con altri sistemi sociali ed economici, e' aumentata (ovviamente questo e' il panorama generale).”

    Specie per l’ultima parte non si tratta di ipotesi, questo e’ quello che indicano i dati della WB.

  9. #9
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    Predefinito banca mondiale

    In Origine Postato da Amati75
    Mass, fai esempi, ipotesi ecc...ma io non ti ho evidenziato esempi di ipotesi, ti ho indicato il fatto indicato dai dati WB, non si trata di ipotesi, ovvero:

    “vedere il divario in se non indica un bel nulla.
    Se il divario aumenta ma il livello di povertà e' rimasto pressoché invariato, con un aumento delle popolazione considerevole nelle ultime decade.. che il divario aumenti importa poco.”


    “Se poi guardiamo sempre utilizzando i dati della WB, che al mondo unicamente 1/5 (aprox) dei paesi del globo hanno un economia di mercato (o tendente a tale) , possiamo chiaramente vedere dove radica il problema, ovvero non v'e' sufficiente partecipazione all'economia mondiale basata sugli interscambi liberi.”

    “Quindi tutto cio' per dire, che guardare unicamente al divario non ci dice un bel nulla, visto che se si guarda a unicamente a quel


    to specie da un punto di vista "particolare" si puo' tranquillamente arrivare a conclusioni che non rispecchiano la realta'.. dato che la poverta' nelle aree ad economia dimrrcato e capitalismo, e' diminuita, nelle aree con altri sistemi socialied economici, e' aumentata (ovviamente questo e' il panorama generale).”

    Specie per l’ultima parte non si tratta di ipotesi, questo e’ quello che indicano i dati della WB.

    La Banca Mondiale sostiene di saere, con un'approsimazione di più o meno 10.000, quante persone vivano al di sotto di quella che la comunità internazionale definisce la soglia di povrtà.istruttivi per ottenere gli stessi risultati. Ma il punto è che queste cifre sono prive di fondamento.

    Un rticolo dell'economista Sanjay Reddy dimostra che la metodologia impiegata dalla Banca Mondiale è talmente difettosa che i suoi calcoli non possono in alcun modo essere corretti2. Non solo questi sembrano sot tovalutare grossolanamnte il livello di povertà globale, ma il trend in discesa che vorrebbero dimostrare sembra essere un artefatto del modo in cui le cifre sono state elaborate. I dati della Banca Mondiale, con i quali si misura il successo o il fallimento dell'intera economia globale, non servono a nulla.

    Partiamo da qui: la maggior parte della popolazione mondiale non usa dollari americani per aquistare ciò di cui ha bisogno, e l'equivalente di un dollaro in moneta locale in una parte del mondo può comprare più dell'equivalente di un dollaro in un altro posto. Quindi per cercare di stabilire quante persone vivono con meno dell'equivalente di $1,08 al giorno (considerata la soglia di povertà assoluta), la Banca Mondiale utilizza un metodo detto "parità di potere d'aquisto", che misura la quantità di beni o servizi che si possono comprare in divrsi paesi in cambio dell'equivalente di un dollaro.

    L'articolo sostiene che i calcoli della Banca sono viziati da varie carenze fatali. La più ovvia di queste è il fatto che la sua stima del potere d'aquisto dei poveri è basto su una misura della capacità di comprare qualsiasi merce o servizio disponibile in una certa economia: non solo cibo, aqua e un riparo, ma anche biglietti aerei, pedicure e personal trainer. Il problema èche mentre i prodotti essenziali sono spesso più cari nei paesi più poveri che in quelli ricchi, i servizi cosano meno perché i salari delleersone che li forniscono sono piùbassi.

    Seper esempio, un dolaro negli Stati Uniti compra o la stessa quantità di alimenti base che 30 rupie comprano in India, o l'equivalente di tre rupie di servizi (quali quelli offerti da un'impresa di pulizie, un autista o un parrucchiere), allora un calcolo della parità del potere d'acquisto basato sulla media di questi dati fa pensare che una persona in possesso di 10 rupie in India abbia lo stesso potere d'aquisto di una persona in possesso di un dollaro in America. Ma i poveri non comprano i servizi di addetti alle pulizie, autisti o parrucchieri. Un cifra media di tutte le merci e i serizi che una certa economia offre, piuttosto che di quelli aquistati dai poveri, fa sembrare le persone al fondo della scala sociale tre volte più ricche di quanto non siano3.

    La Banca otterrebbe una visione di gran lunga più accurata del potere d'acquisto dei poveri se misurasse solo i prezzi di ciò che essi comprano davvero, piuttosto che includere i prezzi di ciò che comprano i più ricchi nelle stesse economie. Non esistono ancora dati completi, ma i calcoli iniziali di Reddy e, basati sul costo di pane e cereali, indicache l'anlisi della Banca potrebbe aver sottovalutato il numero di persone nel mondo che vivono in povertà assoluta di qualcosa come il 30-40%.

    Man mano che il settore dei servizi si espande nelle nazioni povee, i dati della Banca creeranno l'impressione che il potere d'acquisto dei poveri stia crescendo, a prescndere dal fatto che la loro situazione economica sia cambiata o no. Lo stesso falso trend viene stabilito da uno spostamento in direzione del settore dei servizi nelle nazioni ricche, poiché allora un dollaro comprerà un proporzione minore del totale di merci e servizi disponibili. Il potere d'aquisto RELATIVO di un dollaro degli abitanti di nazioni povere aumenta nella stessa proporzione, anche se in termini assoluti il costo della vita per loro rimane immutato. In altre parole, un boom del mercato immobiliare a New York fa sembrare più ricchi gli abitanti delle baracche di Lusaka.

    Questi artefatti statistici creano un trend indiscesa inesistente nelle cifre sulla povertà. La Banca lo ha esacerbato ri-tarando la soglia di povertà in modo che rifletta la struttura dei consumi globali totali. In questo modo, man mano che l'economia mondiale migra verso il settore dei servizi, i poveri sembrano aver bisogno di meno denaro di quanto ne sarebbe
    altrimenti necessario per mantenere il loro stndard di vita.

    E, in modo ancora più grave, i dati che sembrano essere così precisi da indicare con un'approssimazione di più o meno 10.000 quanti dei 6 miliardi di abitanti del pianeta patiscano povertà assoluta sono in realtà basati su una miscela di congetture e estrapolazioni selvagge. Il primo dei due sondaggi principali della Banca misurò il livello dei prezzi soltanto in 63 paesi. Stranamente, la Cina non era tra questi, e né la Cina né l'India compaiono nel secondo sondaggio (sulla base del quale è stato stabilito il trend di cui sopra). Un insieme di dati sulla povertà globale, presentati come altamente accurati, che non contiene traccia di cifre comparative utili sulle due nazioni con il maggior numero di abitanti del pianeta, può senz'altro essere definito fantasioso.

    Le statistiche della Banca, inoltre, non riflettono i cambiamenti in fatto di disparità di reddito. Se il consumo totale in una nazione aumenta solo perché i ricchi sono diventati più ricchi, questo non sarà evidente dalle cifre prodotte dalla Banca, che invece faranno credere che tutti gli abitanti di quella nazione siano più prosperi. Eppure sappiamo che in molti paesi, soprattutto quelli in cui privatizzazione, deregulation e riduzione della spesa sociale introdotte dal modello neoliberale sono state di più ampia portata, i ricchi stanno diventando più ricchi a spese dei poveri.

    Che le statititiche chiave dell'economia glbale siano state per così tanto tempo elaborate con metodi che palesemente non servono a nulla è un'indicazione rivelatrice di quanto poco agli uomini che gestiscono il mondo interessi l'effetto delle loro politiche economiche. Se non posono neanche prendersi la briga di produrre dati significativi sulla povertà globale, non abbiamo motivo di credergli quandodicono di volerla affrontare. Attalmente lo sviluppo nel mondo sta procedendo senza strumenti affidabili per decidre se il risultato è che i poveri stanno diventando ancora più poveri o no.

  10. #10
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    Predefinito Re: banca mondiale

    In Origine Postato da massdestruction
    La Banca Mondiale sostiene di saere, con un'approsimazione di più o meno 10.000, quante persone vivano al di sotto di quella che la comunità internazionale definisce la soglia di povrtà.istruttivi per ottenere gli stessi risultati. Ma il punto è che queste cifre sono prive di fondamento.

    Un rticolo dell'economista Sanjay Reddy dimostra che la metodologia impiegata dalla Banca Mondiale è talmente difettosa che i suoi calcoli non possono in alcun modo essere corretti2. Non solo questi sembrano sot tovalutare grossolanamnte il livello di povertà globale, ma il trend in discesa che vorrebbero dimostrare sembra essere un artefatto del modo in cui le cifre sono state elaborate. I dati della Banca Mondiale, con i quali si misura il successo o il fallimento dell'intera economia globale, non servono a nulla.

    Partiamo da qui: la maggior parte della popolazione mondiale non usa dollari americani per aquistare ciò di cui ha bisogno, e l'equivalente di un dollaro in moneta locale in una parte del mondo può comprare più dell'equivalente di un dollaro in un altro posto. Quindi per cercare di stabilire quante persone vivono con meno dell'equivalente di $1,08 al giorno (considerata la soglia di povertà assoluta), la Banca Mondiale utilizza un metodo detto "parità di potere d'aquisto", che misura la quantità di beni o servizi che si possono comprare in divrsi paesi in cambio dell'equivalente di un dollaro.

    L'articolo sostiene che i calcoli della Banca sono viziati da varie carenze fatali. La più ovvia di queste è il fatto che la sua stima del potere d'aquisto dei poveri è basto su una misura della capacità di comprare qualsiasi merce o servizio disponibile in una certa economia: non solo cibo, aqua e un riparo, ma anche biglietti aerei, pedicure e personal trainer. Il problema èche mentre i prodotti essenziali sono spesso più cari nei paesi più poveri che in quelli ricchi, i servizi cosano meno perché i salari delleersone che li forniscono sono piùbassi.

    Seper esempio, un dolaro negli Stati Uniti compra o la stessa quantità di alimenti base che 30 rupie comprano in India, o l'equivalente di tre rupie di servizi (quali quelli offerti da un'impresa di pulizie, un autista o un parrucchiere), allora un calcolo della parità del potere d'acquisto basato sulla media di questi dati fa pensare che una persona in possesso di 10 rupie in India abbia lo stesso potere d'aquisto di una persona in possesso di un dollaro in America. Ma i poveri non comprano i servizi di addetti alle pulizie, autisti o parrucchieri. Un cifra media di tutte le merci e i serizi che una certa economia offre, piuttosto che di quelli aquistati dai poveri, fa sembrare le persone al fondo della scala sociale tre volte più ricche di quanto non siano3.

    La Banca otterrebbe una visione di gran lunga più accurata del potere d'acquisto dei poveri se misurasse solo i prezzi di ciò che essi comprano davvero, piuttosto che includere i prezzi di ciò che comprano i più ricchi nelle stesse economie. Non esistono ancora dati completi, ma i calcoli iniziali di Reddy e, basati sul costo di pane e cereali, indicache l'anlisi della Banca potrebbe aver sottovalutato il numero di persone nel mondo che vivono in povertà assoluta di qualcosa come il 30-40%.

    Man mano che il settore dei servizi si espande nelle nazioni povee, i dati della Banca creeranno l'impressione che il potere d'acquisto dei poveri stia crescendo, a prescndere dal fatto che la loro situazione economica sia cambiata o no. Lo stesso falso trend viene stabilito da uno spostamento in direzione del settore dei servizi nelle nazioni ricche, poiché allora un dollaro comprerà un proporzione minore del totale di merci e servizi disponibili. Il potere d'aquisto RELATIVO di un dollaro degli abitanti di nazioni povere aumenta nella stessa proporzione, anche se in termini assoluti il costo della vita per loro rimane immutato. In altre parole, un boom del mercato immobiliare a New York fa sembrare più ricchi gli abitanti delle baracche di Lusaka.

    Questi artefatti statistici creano un trend indiscesa inesistente nelle cifre sulla povertà. La Banca lo ha esacerbato ri-tarando la soglia di povertà in modo che rifletta la struttura dei consumi globali totali. In questo modo, man mano che l'economia mondiale migra verso il settore dei servizi, i poveri sembrano aver bisogno di meno denaro di quanto ne sarebbe
    altrimenti necessario per mantenere il loro stndard di vita.

    E, in modo ancora più grave, i dati che sembrano essere così precisi da indicare con un'approssimazione di più o meno 10.000 quanti dei 6 miliardi di abitanti del pianeta patiscano povertà assoluta sono in realtà basati su una miscela di congetture e estrapolazioni selvagge. Il primo dei due sondaggi principali della Banca misurò il livello dei prezzi soltanto in 63 paesi. Stranamente, la Cina non era tra questi, e né la Cina né l'India compaiono nel secondo sondaggio (sulla base del quale è stato stabilito il trend di cui sopra). Un insieme di dati sulla povertà globale, presentati come altamente accurati, che non contiene traccia di cifre comparative utili sulle due nazioni con il maggior numero di abitanti del pianeta, può senz'altro essere definito fantasioso.

    Le statistiche della Banca, inoltre, non riflettono i cambiamenti in fatto di disparità di reddito. Se il consumo totale in una nazione aumenta solo perché i ricchi sono diventati più ricchi, questo non sarà evidente dalle cifre prodotte dalla Banca, che invece faranno credere che tutti gli abitanti di quella nazione siano più prosperi. Eppure sappiamo che in molti paesi, soprattutto quelli in cui privatizzazione, deregulation e riduzione della spesa sociale introdotte dal modello neoliberale sono state di più ampia portata, i ricchi stanno diventando più ricchi a spese dei poveri.

    Che le statititiche chiave dell'economia glbale siano state per così tanto tempo elaborate con metodi che palesemente non servono a nulla è un'indicazione rivelatrice di quanto poco agli uomini che gestiscono il mondo interessi l'effetto delle loro politiche economiche. Se non posono neanche prendersi la briga di produrre dati significativi sulla povertà globale, non abbiamo motivo di credergli quandodicono di volerla affrontare. Attalmente lo sviluppo nel mondo sta procedendo senza strumenti affidabili per decidre se il risultato è che i poveri stanno diventando ancora più poveri o no.
    Possiamo discutere o meno sulla metodologia della WB, del resto sono comparsi seri dubbi anche sulla metodolgia della WHO.

    Quindi se non vogliamo prendere per affidabili tali dati (che li hai fra l'altro citati tu per primo) basiamoci quindi su altre ofnti, nessun probelma a far ecio'.
    Ad esempio prendiamo le ricerche dell' economista peruviano Hernando de Soto, che ha dopo 20 anni di ricerca dimostarto come nei paesi poveri vi sia una massa di capitali non produttivi in mano dei ceti poveri.
    Ad esempio, e cito a memoria, quindi sucsami se faro' qualche errore, in Peru' la somma dei capitali morti nelle propieta' immobiliari (unicamente in queste) senza regolare titolo di propieta' (dato che in molti paesi poveri e' difficle stabilire di chi realmente e' una propieta') e' 2.5 volte la somma di tutti gli aiuti internazionali e investimenti strnaieri in Peru' degl'ultimi 20 anni.
    Altro esempio, sempre in Peru, seocndo le statistiche ugfficiali, un paio di anni fa il mercato immobiliare in Peru' era in stagnazione, nel mentre i sacchi di Cemento venduti avevano avuto u n balzo del 20/25%, case abbusive, che e' il caso della maggiorparte delle abitazioni nelle metropoli Sud Americane.
    Ora, il problema di fondo secondo Soto e' che manca una legislazione seria e completa, non solo in Peru', ma in quasi tutti i paesi poveri (nella sua ricerca da i dati anch era altri paesi, e non unicamente in Sud America), sulalporpieta' privata.
    Un poveraccio nelal periferia di Lima, senza nessun titolo di propieta' sulla sua casettina non puo' certo andare ad esempio achiedere un prestito col quale avviare una microattvita', in Messico comunemente chiamata "Changarro", ovvero ha i canali del credito bloccati.
    Inoltre ha dimostarto chemooltissime attivita' sono completamente in nero, ha fatto l'esperimento di provare ad attivare una attivita' tessile in Peru, senza dare "mancie", per avere tuti i permessi del caso sono passati quasi 10 anni... in tale caso molti neanche prendono il disturbo di farei permessi, fanno l'attivita' e basta..e questa non appare nelle statistiche ufficali, come del resto i redditi che crea.

    In parte lo possiamo vedere anche in Italia, abbiamo il nero della nostra eocnomia che si stima in 1/3 del PIL, questi soldi quindi non sono conteggiati da nesuna parte..eppure girano..mica evaporano.

    Saluti

 

 
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