



Gli induisti non hanno una concezione antropomorfa degli dei, per gli hindù gli dei sono delle energie presenti sia nel macrocosmo (universo) che nel microcosmo (uomo) e regolano il continuo fluire dell'esistenza di entrambi che in realtà è UNA (ogni corpo è l'universo). Queste raffigurazioni antropomorfe hanno soltanto una funzione, servono agli uomini poichè raffigurati in tal modo gli dei sono più vicini alla condizione umana...ma negli stadi avanzati di determinati sadhana devozionali, gli dei non vengono più raffigurati con queste forme, ma con dei segni grafici geometrici (yantra) o con dei suoni (mantra).
Ultima modifica di ferro da stiro; 08-11-09 alle 15:00




Beh non esageriamo con questa spersonalizzazione, loro li considerano come esseri, la differenza è che non antropomorfizzano. ma hanno ben chiaro il fatto che vi esiste una gerarchia di esseri (che siano superiori o inferiori all'uomo) e soprattutto non fa parte del loro dogma "Dio ti ha creato a sua immagine e somiglianza", senonché a livello più popolare e devozionale quello hindu diventa un vero e proprio monoteismo.
Quello che dici tu vale più per l'età vedica, a mio personalissimo parere.


Comunque suggerisco al moderatore di separare dal thread la discussione nata dallo stesso, che mi pare interessante.iaociao:


forse ho sbagliato qualcosa... ovvero:
se la domanda è :"Gli induisti come concepiscono gli dei?"...allora hai ragione tu o quantomeno è un'indagine sociologica che lo deve stabilire
io mi riferisco invece al significato originario...al noumeno sottostante;
credo che i vari dei altro non siano che rappresentazioni di leggi naturali; che poi,con il passar del tempo la visione si sia modificata non mi sorprende neanche un po'
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


Ma questa è una tua opinione personale, che poi può essere vera, falsa o avere diverse sfaccettature e che riguarda appunto la vera essenza dei miti nelle religioni e nelle dottrine, ma credo che la domanda fatta dall'utente riguardasse invece il modo in cui gli hindu stessi concepiscono i loro miti e le loro divinità.


Ma che significa "gl'induisti"? Il popolino o la dottrina induista in generale?
Di come li vede il popolino non dovrebbe interessarci più di tanto giacchè quando la scrittura diviene preda del basso produce irrevocabilmente cose basse. Ha interesse invece il significato profondo della figura divina.
A mio avviso gli dei sono contemplati come simboli di potenze peculiari: non dimentichiamo infatti che ad esempio ad ogni chakra è associata una divinità particolare nel suo aspetto maschile completato dalla sua shakti, oltre che una figura e il mantra relativo per il risveglio.
E se i chakra sono centri di potenza, come sono, anche le divinità associate rappresentano un certo tipo di potenza. Così il mantra, parola fatta potenza.
Che poi il popolo metta il dio sugli altari non conta nulla.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


infatti...ed aggiungo che il ragionamento l'ho fatto per estensione dal buddhismo
il Buddha nella sua essenza è privo di ogni attributo.....tuttavia nella forma si differenzia in innumerevoli qualità....Buddha della guarigione,della pietà della discriminazione....
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


Il popolo crede che il Buddha sia una Divinità in carne ed ossa.a cui chiedere favori come a Padre Pio..idem per le Divinità indù..
Il fatto è che le Divinità prendono la forma di chi le osserva..
e quando una religione si modula dall'Inqualificato..o Vacuità..fino all'adorazione di un ciottolo trovato su un fiume..possiamo dire che tutti gli uomini trovano il loro Dio..
Naturalmente poi ognuno vuol far credere che solo la sua visione è quella giusta..le altre sono parziali...ma è normale..almeno finchè qualcuno non vuole imporre la sua visione con la forza e proibire le altre..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)