Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: La PAZZIA dei VERDI

  1. #1
    Silvioleo
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    Predefinito La PAZZIA dei VERDI

    E’ cinico e inopportuno, secondo l’Istituto Bruno Leoni, l’intervento del coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, a proposito del terribile maremoto che ha colpito diversi Paesi in Asia. “Di fronte a questi segnali – ha detto l’esponente ecologista – c’è chi, irresponsabilmente, come gli Usa e la stessa Italia, ritiene di non dover rispettare gli accordi di Kyoto sulla riduzione degli inquinanti nell'atmosfera”.



    “Il presunto mutamento climatico antropogenico – commenta Carlo Stagnaro, direttore IBL per l’Ecologia di mercato – non ha nulla a che fare con un fenomeno tristemente naturale come quello dei terremoti. Piuttosto, a destare preoccupazione è la disinvoltura con cui certi ambientalisti senza scrupoli fanno sistematica disinformazione e sfruttano la tragedia a fini politici. Le popolazioni piegate dal terremoto non hanno bisogno di Kyoto: a loro servono tutta la tecnologia e le risorse di cui disponiamo per ripartire, senza limiti artificiosi e trattati internazionali”.

  2. #2
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    Se non hanno un atteggiamento allarmista, catastrofista e strumentale perdono ogni ragione di esistere e per quanto riguarda le associazioni ecologiste perdono anche fior di finanziamenti.

    Chiamali scemi

  3. #3
    Silvioleo
    Ospite

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    In origine postato da LIBERAL_
    Se non hanno un atteggiamento allarmista, catastrofista e strumentale perdono ogni ragione di esistere e per quanto riguarda le associazioni ecologiste perdono anche fior di finanziamenti.

    Chiamali scemi
    e io pago...

  4. #4
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    In origine postato da silvioleo
    e io pago...
    e non sei il solo

  5. #5
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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  6. #6
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    Fortissimi i frequentatori di Indymedia!

  7. #7
    Silvioleo
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    Predefinito L'onda anomala che parte da Kyoto

    Maremoto nella testa dei Verdi

    di Carlo Stagnaro

    Avete preso la macchina il 26 dicembre? Se sì, salite sul banco degl’imputati, prego. Potreste essere responsabili dello tsunami che ha colpito sei paesi asiatici. L’incredibile accusa giunge da Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi: “Ci troviamo di fronte a segnali precisi che il pianeta invia”. Eppure, “c’è chi, irresponsabilmente, come gli Usa e la stessa Italia, ritiene di non dover rispettare gli accordi di Kyoto sulla riduzione degli inquinanti nell’atmosfera”.
    Ci sarebbe da ridere se queste dichiarazioni non facessero correre un brivido lungo la schiena. Da un lato poggiano su basi scientifiche inconsistenti. Dall’altro svelano tutto il cinismo degli ambientalisti radicali.
    E’ difficile trovare qualcosa di più tristemente naturale dei terremoti. L’onda anomala dell’altro giorno è proprio la conseguenza di un movimento sottomarino del terreno. Il riscaldamento globale c’entra nulla: esso pure è un fenomeno naturalissimo. In effetti, trovandoci un un’epoca post-glaciale, non dovremmo stupirci se le temperature medie del pianeta tendono a salire. “Il terremoto che ha scatenato l’onda – spiega il fisico Franco Battaglia – non ha niente a che vedere coi cambiamenti climatici, ma dipende dai movimenti della crosta terrestre. Chi invoca l’effetto serra non fa altro che disinformazione tesa a confondere le acque”.
    Più che speculare su dinamiche complesse come quelle del clima, sarebbe utile porsi un’altra questione. Perché un disastro naturale che, in Europa o negli Usa, causerebbe molti danni e qualche morto, in Asia miete decine di migliaia di vittime e rade al suolo interi villaggi? La ragione è che i Paesi sviluppati possono contare su uno stock di risorse economiche e conoscenze tecnologiche tale da consentire loro di predisporre strutture più resistenti e sistemi d’allarme efficienti. Purtroppo, non siamo ancora in grado di prevedere un sisma col dovuto preavviso: possiamo però approntare una serie di “livelli difensivi” in modo da minimizzare il danno.
    I Paesi in via di sviluppo non possono. Dopo la ricostruzione, bisogna augurarsi che le aree povere del globo riescano a incamminarsi sulla strada della crescita economica. Che passa necessariamente per l’apertura dei mercati: da parte loro e da parte nostra. Ogni giorno, grazie alla muraglia protezionista che circonda l’UE, noi stessi siamo indirettamente responsabili della miseria che affligge qualcuno da qualche parte.
    La prima e più importante risorsa è l’energia: dalla sua disponibilità deriva la capacità di affrontare, localmente, problemi che possono o non possono essere noti in anticipo. La minaccia all’esistenza di tanta gente non giunge dal riscaldamento globale: viene dai terremoti e dai maremoti, dalla fame e dalle epidemie. Tutti problemi che si possono affrontare grazie a un benessere più diffuso e a più ricerca. L’uno e l’altra, però, sono spesso ostacolati dai pregiudizi anti-crescita alimentati dagli stessi ecologisti, che vedono la ricchezza come un affronto alla Madre Terra. D’altro canto, se gli scienziati, i cui finanziamenti dipendono largamente da decisioni politiche, sono costretti, per campare, a schierarsi col verdismo ideologico, si finisce per sprecare quantità ingenti di denaro che potrebbero essere più proficuamente impiegate altrove.
    Kyoto, che Bonelli chiama in causa, è la quintessenza dello spreco: un trattato internazionale che finirà per rendere più povere le nazioni ricche senza rendere più ricche quelle povere, e non avrà alcun impatto sul clima. E mentre noi bruciamo i soldi per far dispetto ai petrolieri, la gente muore.

    (Da L'Indipendente, 29 dicembre 2004)

 

 

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