Porter Goss direttore della CIA
Martedì 10 agosto il presidente Bush ha annunciato alla nazione che la CIA ha, dopo le dimissioni di George Tenet, un nuovo direttore, Porter J. Goss. La nomina da parte del presidente dovrà essere ratificata dal Senato, ma non ci si aspettano sorprese. Chi è Porter Goss e perchè Bush lo ha scelto e proprio in questo momento?
Porter J. Goss è un deputato repubblicano eletto nel 14esimo distretto della Florida. Nato a Waterbury, Connecticut, il 26 novembre 1936, presbiteriano, è approdato al Congresso per la prima volta nel 1988. Laureatosi a Yale nel 1960, lavorò per due anni, dal '60 al '62, per l'intelligence militare. Successivamente entrò nella CIA, dove rimase fino al 1971: fece parte della sua sezione più conosciuta, il Directorate of Operations. Nei primi anni '70 una grave infezione stafilococcica lo costrinse a ritirarsi a Sanibel in Florida, dove dimorano numerosi ufficiali della CIA in pensione. Da qui partì la sua carriera politica. Eletto membro del primo Consiglio Comunale di Sanibel nel 1974, ne divenne sindaco. Nel 1983 fu designato membro del Consiglio della Contea di Lee dall'allora governatore della Florida, il democratico Bob Graham. Giunse alla Camera nel 1988. La sua appartenenza all'intelligence, prima militare, poi civile, venne da lui rivelata, a seguito di uno speciale permesso ricevuto, nel momento del suo debutto in politica e allora si seppe che aveva operato in Europa, America Latina e a Miami nel 1962, durante la crisi dei missili cubani. Sposato con Mariel Robinson, è padre di quattro figli e nonno di undici nipoti.
Durante la sua sedicennale attività parlamentare si occupò di rappresentare le preoccupazioni del proprio elettorato, quello del Sud-Ovest della Florida, e focalizzò i propri sforzi su temi quali i veterani, l'ambiente, l'assistenza sanitaria e la sicurezza nazionale. Per quanto concerne la sicurezza nazionale, durante i propri mandati parlamentari, Porter visitò a più riprese l'Europa Orientale, l'America Latina e l'Asia, per discutere con gli alleati e verificare i cambiamenti avvenuti in quei paesi, divenendo un interlocutore importante nella discussione sul nuovo ruolo della NATO e la sua auspicata riforma. Attualmente è presidente della Commissione Permanente di Intelligence della Camera.
Fin qui la biografia, ma veniamo ora alla decisione di Bush di nominarlo successore di Tenet. Il nome di Goss per la direzione della più importante delle 15 agenzie che formano la comunità dell'intelligence statunitense, non è giunto certo inaspettato: era uno dei favoriti. Ma, certo, la designazione di un membro del Congresso non è pratica usuale negli States: solo un altro direttore della CIA era un membro del Congresso, l'ex presidente americano George H.W. Bush.
Questa, ad esempio, è una delle critiche che sono state mosse alla decisione di Bush figlio: qualcuno si è scandalizzato, o ha finto di farlo, agitando il fantasma della "politicizzazione" dell'intelligence. Ma davvero qualcuno ha mai pensato che, essendo la nomina presidenziale, fosse immune da valutazioni di tipo politico, se non altro riguardo alle linee generali di politica estera dell'amministrazione in carica? Forse noi italiani siamo stati rovinati dalla hybris politica, ma non crederemmo neanche un po' alla neutralità politica del direttore della CIA.
Comunque, un dato interessante è che i più cauti nel commentare la nomina di Goss sono stati i Democratici. Chissà se si tratta di alto senso di responsabilità verso le sorti della nazione o, piuttosto, di preoccupazione di scontentare un elettorato che non perdona posizioni che potrebbero apparire disfattiste in materia di sicurezza nazionale. Nessuno può dirlo. E' certo, però, che persino il New York Times, che non è mai stato tenero con le scelte dell'attuale presidente, ha ammesso che si tratta di uno sforzo, un tentativo di migliorare la performance della CIA, uscita a pezzi dai lavori della Commissione sull'11 settembre.
D'altra parte il momento è realmente difficile: le presidenziali alle porte ed un allarme terrorismo alle stelle. Non stentiamo a credere che ci sia più di un politico di parte democratica disposto a fare un passo indietro, quando si tratta di temi tanto drammatici come un eventuale altro 11 settembre. Anche perchè, come sottolineava qualche giorno fa Eleanor Clift di Newsweek, i Repubblicani hanno attualmente grossi vantaggi su questo tema. Infatti, se non succedesse nulla da qui alle elezioni di novembre, Bush potrebbe dire di aver protetto efficacemente la nazione, e se, invece, ci fosse un altro attacco terroristico, molti analisti politici sono concordi nell'affermare che la nazione si stringerebbe attorno al suo presidente e lo riconfermerebbe in carica. Inoltre circola voce di un possibile allontamento di Tom Ridge dal Ministero della Sicurezza Nazionale a favore dell'ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani: una catastrofe per un "tiepido" come Kerry.
D'altra parte è anche in atto la discussione sulla riforma dell'intelligence nel senso delle raccomandazioni contenute nel Rapporto 9/11 e Goss può vantare un'ottima conoscenza del funzionamento (o mal-funzionamento) della CIA. «Conosce la CIA dentro e fuori» ha affermato Bush nel breve discorso di nomina di Goss nel Rose Garden. Questo potrebbe essere un grosso vantaggio, soprattutto in tempi rapidi, soprattutto ora che bisogna darsi da fare velocemente. Molti, però, soprattutto, da parte repubblicana, temono che questo possa portare Goss a "coprire" fatti o persone che in passato hanno compiuto errori. Secondo Frank J. Gaffney, presidente del Center for Security Policy, un think tank conservatore di Washington, il punto è che Goss è troppo vicino all'Agenzia (la CIA) e, quindi, alle sue disfunzioni. Meglio un outsider che un insider, secondo alcuni.
Certo è, però, che Goss ha fama di essere un moderato ed una persona ragionevole: che sia in grado di rivoltare come un calzino l'opprimente burocrazia delle molte agenzie d'intelligence statunitensi lo vedremo.
ragionpolitica.it
![]()
Porter Goss




Rispondi Citando