Il messaggio di fine anno è stato il più breve del Settennato
Un saluto ai militari impegnati all'estero: "Operano per la pace"
Ciampi: "Piangiamo i morti in Asia
La crisi italiana? La supereremo"
Ai politici: "La dialettica e il confronto sono essenziali"
Ciampi, mentre legge il discorso di fine d'anno
ROMA - "Piangiamo i nostri morti, piangiamo migliaia e migliaia di morti di tante nazioni, lontane nello spazio, vicine nel lutto". Con queste parole, Carlo Azeglio Ciampi ha iniziato il suo sesto messaggio di fine anno (il più breve del suo settennato, 16 minuti), trasmesso a reti unificate in diretta televisiva dalla sua residenza al Quirinale.
Il capo dello Stato ha sottolineato che "in ogni parte del mondo l'attesa serena del nuovo anno è stata funestata dall'immane disastro naturale nell'area dell'Oceano Indiano. Di giorno in giorno, di ora in ora, il bilancio delle vittime e dei dispersi aumenta oltre ogni previsione. Tutto ciò - ha detto il presidente - impone una riflessione sul fatto che il mondo è uno, e che sia il mondo unito ad affrontare l'opera di assistenza alle popolazioni colpite. Il nostro benessere ci impone la solidarietà".
Ambiente. "Al di là dell'intervento in Asia, proponiamoci anche un impegno di lungo respiro, per affrontare i problemi della prevenzione, degli squilibri ambientali, delle regole che il mondo si deve dare per la difesa dell'ambiente".
Costituzione Ue. "La firma a Roma del Trattato Costituzionale dell'Unione Europea è l'evento dominante del 2004 e rappresenta la realizzazione di un sogno. "La generazione a cui io appartengo, che combattè e soffrì l'ultima e più grande strage della storia moderna - ha proseguito Ciampi - ha realizzato un sogno. Abbiamo portato in tutta Europa pace e democrazia. Ne siamo fieri, ma l'opera va continuata: sta a voi giovani portarla a compimento".
Emigrazione. "Di fronte ai drammi dell'emigrazione, ricordiamo che tanti dei nostri padri furono emigranti. Rivolgiamoci con amicizia - ha aggiunto il presidente - agli stranieri che vivono tra noi, osservando le nostre leggi".
Sviluppo. Tocca a governo e Parlamento decidere "come intervenire" per fronteggiare adeguatamente i problemi di una "crescita stentata". Importante è vincere la sfida di una competizione globale. "In un'economia quale quella italiana, ampiamente aperta all'estero - ha detto Ciampi - è fondamentale rafforzare l'apparato produttivo per renderlo più competitivo sul mercato interno e internazionale. L'Italia di oggi è una delle maggiori potenze economiche del mondo. Occorre essere uniti. Siamo tanto più forti quanto più sappiamo fare sistema. Non ho dubbi che supereremo anche questa prova".
Politica. Per valorizzare le risorse dell'Italia, serve "una politica di aperto, leale confronto tra istituzioni, imprenditori, lavoratori, che rilanci una capacità d'intesa che non mancò neppure in anni di grandi scontri ideologici". Ciampi ha citato anche Giuseppe Mazzini di cui nel 2005 cade il bicentenario della nascita. Da lui impariamo che "la Patria è, prima di ogni altra cosa, la coscienza della Patria. La dialettica e i confronti sono essenziali alla democrazia. Ma la ricerca di convergenze e di soluzioni concordate è utile e necessaria a tutti".
Medio Oriente. La crisi del Medio Oriente può produrre catastrofi imprevedibili attraverso il rischio dell'uso di armi di distruzione di massa. "Dalle nostre coste meridionali, affacciate sul Mediterraneo, lo sguardo volge - ha detto Carlo Azeglio Ciampi - ai paesi dell'Africa, in attesa, tra disperazione e speranza, del proprio riscatto; al Medio Oriente, i cui conflitti alimentano folli ideologie terroristiche. Questa minaccia, rivolta al mondo intero, rischia di condurre all'impiego di quelle armi di distruzione di massa. E' una minaccia di catastrofi che possono superare anche i peggiori disastri naturali, come quello che stiamo vivendo. Noi diciamo no ai conflitti fra civiltà. No alla sfida del terrorismo: nel nome di Dio non si uccide".
I militari all'estero. "L'Italia è oggi impegnata per la pace su molti fronti. Ovunque siano presenti, nei Balcani, in Afghanistan, in Iraq, i nostri militari operano per il mantenimento della pace".
Il Papa. Nel suo discorso,il presidente della Repubblica ha rivolto anche un augurio al Papa, "che lancia ogni giorno nel mondo, raccogliendo tutte le sue forze, messaggi di pace, che toccano il cuore".
(31 dicembre 2004)
Tratto da Repubblica.it


Rispondi Citando

roprio dei valori si sta occupando Ciampi quando riprende la tradizione risorgimentale,nello specifico quella mazziniana,e cerca di ridare a questo paese uno straccio di identità,rispondendo ad un sentire comune di molte persone,tanto a destra quanto a sinistra.
