diario 14-01-2005
Il collezionista di poltrone
Percy Yallop
Nel centrosinistra c'è qualcuno che vorrebbe correre dietro all'ex ministro Clemente Mastella. Senza di lui, dicono, non si vincono le elezioni. Ma è vero? Per il disinvolto sindaco di Ceppaloni la stabilità delle alleanze è come l'aglio per i vampiri e chi si affida a lui si mette in cattive mani
Come se non avessero già abbastanza problemi, nel centrosinistra c'è chi corre dietro all'umorale Clemente Mastella. Ma alla Gad conviene davvero tenerselo? L' Udeur vale solo 1'1,3 per cento ma crea problemi come se avesse il 10 per cento. La vera vocazione dell'ex portavoce di De Mita, si sa, non è certo il buon governo ma tessere intrighi e preparare imboscate ai suoi alleati. Allora perché perdere tempo con uno che se anche ti fa vincere poi ti rende impossibile la vita? Da mesi il Masaniello dei ceti medi sta trescando in segreto con il Polo. Ma nella Gad c'è chi vuole Mastella perché senza di lui, dicono, si perderebbe. E davvero così? Alle ultime europee al Nord l'Udeur ha preso meno voti della Lista dei pensionati, 0,3 per cento contro 1'1,5 per cento. In compenso i Pensionati non pretendono assessorati e presidenze. In Puglia e Sicilia è ininfluente e in Calabria lo danno in netto calo. La verità è che l'ex portavoce di De Mita conta qualcosa solo a Benevento dove ha il 22 per cento. In Basilicata dove l'Udeur ha meno del 7 per cento e dove, ciononostante, pretende la presidenza della giunta, il centrosinistra supera il 50 per cento anche senza il boss del Sannio. In Campania i sondaggi danno Bassolino vincente anche senza Mastella, che è dato in calo dal 7 per cento al 4 per cento. E fuori coalizione il sindaco di Ceppaloni varrebbe ancora meno.
Lo stesso Clemente in fondo è una tigre di carta: non ha mai vinto nei collegi maggioritari, ed è stato sempre recuperato grazie al proporzionale. Per giunta, come ha detto Salvatore Lauro di Forza Italia, «in Campania la vera opposizione a Bassolino l'ha fatta l'Udeur e non la Casa delle libertà». E Mastella faceva parte della coalizione di Bassolino. Clemente infatti è meglio averlo come nemico che come amico. Tra il 1996 e il 2004 ha indirizzato ai suoi alleati 313 dichiarazioni conflittuali, tra minacce, richieste di crisi, pretese di poltrone, avvertimenti, diktat, provocazioni verbali. Stabilità e unità sono per Mastella come l'aglio per i vampiri: l'ex ministro di Berlusconi ha organizzato ribaltoni e congiure dappertutto, da Ceppaloni a Reggio Calabria e ribalta disinvoltamente anche le sue idee: era per il maggioritario e ora è per il proporzionale; era per il bipolarismo e ora rivuole il grande centro: era per la bicamerale e ne ha chiesto lo scioglimento dopo un mese; era per la federazione di centro e adesso è contrario; voleva sciogliersi nella Margherita poi al dunque ha cambiato idea: era favorevole alle primarie e poi all'improvviso: «Primarie? E che stiamo in America?!»; era un fan di Cossiga e dopo qualche mese lo ha definito «Er Piotta»; detestava D'Alema e lo ha votato due volte premier. Quando era in maggioranza con l'Ulivo ha votato contro la riforma Bindi, contro la legge che estendeva le Rsu alle piccole aziende, contro la revisione dei contratti Tav assegnati da Necci senza gara europea mentre non è certo che abbia votato per Ciampi presidente come va dicendo. All'opposizione si è astenuto sulla mozione del governo Berlusconi sull'Iraq e anche su quella dell'Ulivo per il ritiro delle truppe. Ha votato a favore delle leggi antiterrorismo di Berlusconi. Ha chiesto la commissione d'inchiesta su tangentopoli con relativa amnistia, la revisione della legge sull'aborto, si è opposto alla legge sulla fecondazione assistita dell'Ulivo ed è favorevole al ponte sullo Stretto. Inoltre ha disertato i vertici dell'Ulivo in tutto il 2-003, dopo aver sbattuto la porta ogni volta che si avvicinavano elezioni. Per non parlare delle strampalate iniziative che prende. Una volta si voleva alleare con Sgarbi e Pannella, un'altra ha proposto un asse delle opposizioni a Bertinotti e un'altra ancora è arrivato a offrirsi finanche alla Lega nord: «Se ci uniamo sono cavoli pertutti» (Ansa 12.o8.98). Da scongiuri poi le sue previsioni: nel 2001 consultò due veggenti che pronosticarono la vittoria dell'Ulivo; nel 98 disse che non avrebbe scommesso su) futuro politico di Berlusconi, mentre nel 2001 profetizzò che il governo del Polo avrebbe avuto vita breve. Il Napoli Calcio invece secondo lui entro il 2003 si sarebbe quotato in Borsa. Se ormai sono mitici i ricorrenti annunci che il Sud sta per esplodere come il Vesuvio, altrettanto lo sono certe sue proposte, come Berlusconi senatore a vita, Gianni Agnelli candidato dell'Ulivo, l'immunità per i consiglieri regionali, un casinò in ogni regione e la nuova immancabile Cassa per il Mezzogiorno. La verità è che Mastella è un pittoresco leader regionale sopravvissuto all'irripetibile stagione del demitismo. Ed è nella politica locale che si vede il vero Mastella. Dopo aver ribaltato la giunta Rastrelli di centrodestra, tra il 2000 e il 2004 ha provocato alla Regione Campania continue crisi. La penultima è stata ordita per nominare la moglie Sandra Lonardo alla presidenza dell'Azienda provinciale del turismo di Caserta, accontentandosi alla fine di quella di Capri e riuscendo a sistemare anche suo cognato Pasquale Giuditta come capo staff dell'assessorato all'Ambiente. Giuditta era stato eletto anche presidente dell'Autorità territoriale ottimale Benevento-Avellino ed è stato poi rimosso dal Tar. Sua moglie, si sa, è un chiodo fisso per Clemente: dopo averla fatta correre senza successo alle politiche del tool, ora la vuole candidare a sindaco di Benevento nel 2006 e ha affidato a Datamedia un sondaggio per conoscere il gradimento cittadino della consorte. D'altra parte la signora Mastella ama fàre collezione di poltrone, ed è anche commissario regionale della Croce rossa e infine presidente dell'Associazione culturale Iside Nova. Naturalmente anche Sandra tiene famiglia e suo cugino, Lucio Lonardo, è stato presidente dello lacp di Benevento. Senonché nel 2-003 la magistratura apre un'inchiesta su irregolarità amministrative dello Iacp, arrestando sette impiegati, per cui Lonardo si deve dimettere. Poi nel dicembre 2003 Mastella, in polemica col centrosinistra per le poche poltrone avute, si allea con la minoranza del Polo in Consiglio provinciale, fa rivotare I onardo presidente e rimedia in più un'altra vicepresidenza.
Questo mercanteggiamento provoca la reazione del presidente Nardone dei Ds, che toglie la delega ai tre assessori mastelliani. Evidentemente le maniere forti con Clemente hanno successo e il cugino della moglie Lonardo si deve dimettere un'altra volta da presidente Iacp. Ora il ras di Ceppaloni come nuovo presidente Iacp vuole Carlo Camilleri, ex segretario provinciale Udeur e tanto per cambiare, padre della fidanzata del figlio. E se gli altri non vogliono Camilleri? Cade la giunta provinciale. La morale di don Clemente: «E che siamo i più fessi, noi?». Mastella è anche sindaco di Ceppaloni dove governa insieme al Polo e con un vicesindaco di Forza Italia. Dapprima don Clemente appoggia un sindaco diessino, Nicola Rossi, che trova le finanze del Comune dissestate da un decennio di reggenza mastelliana e le risana. Poi sorge qualche attrito e dopo aver dato la sua disponibilità a Rossi, aspetta che questi parta per una vacanza, convince quattro consiglieri della maggioranza a dimettersi e fa cadere la giunta Rossi.
Eletto sindaco nell'aprile 2003, dopo appena un anno e mezzo il piccolo Comune di 3.400 abitanti si ritrova un altrodeficit di Soo mila curo. L'ufficio tecnico non esiste più, i geometri fànno i vigili urbani e le progettazioni vengono appaltate all'esterno, mentre il gruppo di lavoro dei Patti territoriali è stato sciolto e rimpiazzato da uno che prevede qualche tecnico di fede mastelliana.
Nel Sannio mastelliano accadono anche dei miracoli: alle ultime elezioni Ceppaloni si è ritrovata con 400 iscritti in più alle liste elettorali. L'opposizione ha chiesto una commissione d'inchiesta sull'episodio, ma don Clemente ha detto di no. C'è poi lo strano caso di Casalduni (Bn), un Comune dove alle europee su 1020 votanti, 916, pari al 9o per cento, hanno votato Udeur. Secondo Angela Zeoli dell'Italia dei valori, tutti e i 9 i candidati della lista Udeur hanno preso esattamente ciascuno gli stessi voti, compresi quei candidati sconosciuti agli abitanti dei piccolo paesino. Forse, si chiede la Zeoli «le famiglie si sono messe d'accordo perché nessun candidato dell'Udeur restasse a bocca asciutta?».
Un gioco redditizio. La politica, si sa, per Clemente è soprattutto un mercato di poltrone e cariche, occupazione del potere. E per stare in questo mercato alza continuamente il suo prezzo politico, negando i propri voti agli alleati, minacciando rappresaglie e mettendo cori le spalle al muro gli alleati. È un gioco che qualche volta gli riesce, come quando nel 2003 ha impedito l'insediamento della giunta provinciale di Benevento, dove il centrosinistra aveva appena vinto, fino a quando non ha ottenuto un assessore alla Provincia di Napoli strappandolo ai Verdi. O come quando fa nominare personaggi sgraditi sia alla maggioranza che all'opposizione, vedi Tommaso Zerella, assessore mastelliano a Ceppaloni nel 1986 e fino all'agosto 2003 quando si è dimesso. Zerella infatti è stato nominato direttore sanitario della Asl I di Benevento nonostante per lui ci fosse una richiesta di rinvio a giudizio per abuso d'ufficio e falso. Secondo i giudici, in qualità di direttore sanitario del distretto 17 aveva accreditato un centro di riabilitazione oltre il limite temporale previsto, attribuendogli prestazioni specifiche che secondo i giudici il centro non erogava. D'altra parte Mastela ha una predilezione per la Sanità. La Asl territoriale di Benevento è in mano all'uderrino Mario Scarinzi, contestato dal difensore civico perché, essendo un direttore didattico, non avrebbe i titoli per fare il direttore generale di un'azienda sanitaria pubblica. Nella stessa Asl i, Mastella ha piazzato come direttore amministrativo Ruggero Cataldi, ex sindaco Udeur di Morcone, e come direttrice sanitaria Teresa Angrisano, sindaco di Apolloso e consigliere provinciale Udeur.
Tutte le direzioni della Asl i del capoluogo sannita sono dunque in mano ai mastelliani. Un monopolio. Al punto che l'unica direzione sfuggitagli diventa oggetto di attacchi furibondi da parte dell'Udeur. Capita alla direttrice degli Ospedali civici riuniti Rummo di Benevento, Loretta Mussi. La Mussi, che viene dal Niguarda di Milano e dal San Camillo di Roma, ha migliorato a vista d'occhio il dequalificato ospedale beneventano e nelle assunzioni ha privilegiato la competenza alle raccomandazioni, accusando pubblicamente l'Udeur di fare pressioni per raccomandare medici vicini politicamente. L'. Udeur l'ha querelata e sta raccogliendo firme per costringere Bassolino a cacciarla. Due consiglieri comunali dell'Udeur, che riconoscono i meriti della Mussi, non hanno però firmato. Mastella inoltre controlla l'Azienda ospedaliera di Caserta con Pietro Alfano e Luigi Annunziata e quella di Salerno con Domenico Pirozzí, mentre a Napoli il direttore sanitario del Cardarelli Giuseppe Matarazzo è un suo fedele.
Mastella grazie a Pomicino ha amici giornalisti all'Ansa, dove il vicedirettore, la cui moglie era comproprietaria di due ex testate pomiciniane come Itinerario e Napoli City, è legato a Pomicino. Il Mattino è diretto da Mario Orfeo nipote di un pomiciniano doc come Vincenzo Maria Greco. E non proprio ostile a Pomicino è il Corriere del Mezzogiorno di Marco De Marco. Mastella tra tutti gli alleati è il più faticoso che ti può capitare. La vicenda della giunta Bassolino alla Regione Campania è emblematica. Dopo la vittoria del zooo, Mastella inizia immediatamente a piantare grane. Nella composizione della giunta non ottiene gli assessori desiderati e allora attacca con il piagnisteo e «noi non siamo alleati di serie B», e «la coalizione è troppo sbilanciata a sinistra», e «vogliamo pari dignità di alleati» etc. E poi per ripicca fa dimettere gli assessori Udeur della giunta provinciale di Benevento nella quale governava con il centrosinistra e chiede ai Ds il riequilibrio della giunta comunale di Napoli: era il maggio del aooo, appena un mese dopo le elezioni. Poi Mastella si mette in testa di fare ìl sindaco di Napoli. E inizia a porre condizioni al centrosinistra. Se volete che appoggio Veltroni sindaco di Roma dovete appoggiare me sindaco di Napoli. Poi, persa la partita con la lervolino, Mastella si vendica facendo dimettere un assessore dell' Udeur della giunta Bassolino. Allora il centrosinistra offre a Mastella di entrare nella giunta provinciale di Napoli ma Mastella fa il prezioso: «E che siamo, accattoni della politica!». Una sceneggiata. La strumentalità di certi attacchi mastelliani finisce per essere anche autolesionista: quando Bassolino nel marzo del 2004 riceve un avviso di garanzia per cinque consulenze attribuite dalla giunta campana, Mastella gli si scaglia contro in un comizio a Benevento, tralasciando il dettaglio che tre di quelle consulenze erano a favore dì uomini dell'Udeur. Stesso discorso per l'avviso di garanzia che Bassolino riceve per la vicenda dei rifiuti. Mastella maramaldeggia subito, dimenticando che gli ultimi quattro assessori all'Ambiente erano stati dell'Udeur. Ma il boss sannita è noto per creare problemi a tutti gli alleati, anche a quelli del Polo, e infine a se stesso. Come a Brindisi quando nel 1999 ha ribaltato la giunta di centrodestra del sindaco Giovanni Antonino della quale l'Udeur faceva parte. Antonino, rieletto sindaco in una giunta di centrosinistra, è stato poi arrestato due volte per concussione insieme a Ermanno Pierri, presidente Udeur del Consiglio comunale. Antonino e Pierri si sarebbero fatti promettere una tangente pari al 5 per cento su un importo di 9oomila euro da un imprenditore per la realizzazione «senza problemi» di tiri centro commerciale. Sempre Antonino e Pierri sono accusati di avere intascato una mazzetta di 35 mila euro da una ditta per l'aggiudicazione dell'appalto della manutenzione degli impianti dell'illuminazione pubblica. D'altra parte Mastella, oltre che impegnato a segare il ramo in cui siede la sua maggioranza, gestisce da vero «gruppettaro», caotico e rissoso, il suo partito. Nell' Udeur non esiste alcuna disciplina e personalismi e particolarismi sono all'ordine del giorno. Il gruppo dell'Udeur al Consiglio regionale della Campania, composto da cinque consiglieri, al termine della legislatura si è diviso in tre sottogruppi. Nel 2000 l'Udeur ha eletto in Calabria un solo consigliere regionale mentre adesso se ne ritrova cinque e ognuno ha formato un proprio gruppo consiliare «monodose». Così i consiglieri possono percepire anche le indennità di capogruppo e disporre, come recitano i generosi regolamenti, di più personale.
Uscita a destra. Se è vero che chi va verso Mastella di solito viene dal centro, di solito chi lascia Mastella se ne va a destra. Alla copia preferiscono l'originale. Come il governatore della Sicilia Totò Cuffaro, ex vicesegretario Udeur, o come i senatori Melchiorre Cirami e Luigi Firrarello. La verità è che Mastella tiene sempre un piede nella staffa del Polo, non perché sia di destra, Mastella è solo un trasformista, ma per far stare sulle spine la sua coalizione. Alla Provincia di Catania ha appoggiato il Polo. A Reggio Calabria in Comune e in Provincia governa con il centrodestra. In Regione un voto dell'Udeur ha consentito al Polo di eleggere presidente del Consiglio Luigi Fedele di Forza Italia. A Foggia l'Udeur ha appoggiato la candidatura a sindaco di Antonio Pellegrino del Polo. A Trani, Ruvo di Puglia e Conversano l'Udeur governa con il Polo, mentre a Monopoli l'unico eletto dell'Udeur ora se ne è andato con la lista Fitto. Anche ad Aversa, Casal di Principe e Casoria, l'Udeur era o è in maggioranza con il Polo. Come meravigliarsi quindi se Mastella si comporta come il 15 dicembre scorso, quando, presiedendo una seduta alla Camera, non ha messo ai voti una proposta con la quale il centrosinistra sarebbe riuscito a rinviare l'approvazione del decreto Salva Previti? E poi girando la patata bollente a Casini? Mastella lo ha fatto non perché fosse a favore del Salva Previti ma solo per vendicarsi del centrosinistra che gli negava la presidenza della Basilicata.
Il libro nero dell'Udeur. Come molti ex democristiani, anche quelli dell' Udeur hanno avuto e hanno le loro grane giudiziarie. Cominciamo naturalmente da Paolo Cirino Pomicino. Il quale inizia ìl suo tragitto nell' Udeur negando in conferenza stampa che si sarebbe candidato alle europee. Il buon giorno si vede dal mattino. Esattamente un mese prima Pomicino diceva: «Io con Mastella? La notizia non è vera» (Ansa 20.1.04). A proposito di verità, Pomicino dichiara di essere stato sempre assolto, 40 volte per l'esattezza. Ma tralascia alcuni dettagli. Intanto che è un pregiudicato. Perché il 10.7.98 è stato condannato dalla Cassazione a un anno e otto mesi di reclusione e 20 milioni di multa per violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti, in relazione alla vicenda Enimont. Così come dimentica che il 29.1.01 ha patteggiato la pena di due mesi per corruzione in continuazione a quella Enimont nel processo per i fondi neri Eni. Pomicino ha poi un processo aperto a Foggia per una tangente di 5 miliardi che un imprenditore milanese avrebbe pagato a vari politici tra cui Rino Formica, per la fornitura di nastri trasportatori nel porto di Manfredonia, un appalto di 78 miliardi di lire. Inoltre Pomicino è indagato a Napoli per concorso in bancarotta fraudolenta nel crac Italgrani. Ricevuto l'avviso di garanzia il 9.7.03 lo ha rifiutato perché c'erano troppe cancellature («Cose da salumiere!»). In un' intervista all'Espresso Franco Ambrosio, ex patron della Italgrani fallita nel 1999 per un debito di iioo miliardi, ha dichiarato: «Cesare Geronzi mi fece avere 2 milioni di marchi, pari a un miliardo di lire dell'epoca, destinati all'onorevole Paolo Cerino Pomicino». Ma Pomicino nega tutto. Un altro dettaglio che Pomicino tralascia è che, se è vero che in più di uri caso è stato assolto per non aver commesso il fatto, è anche vero che è stato prosciolto grazie alla prescrizione dei reati. Come nel processo per le tangenti nella ricostruzione del terremoto dell'8o. O come nel processo per la tangente di un miliardo chiesta all'assessore Luigi Manco in cambio della sua nomina a commissario straordinario della lndesit. O come nel processo per la tangente di un miliardo che ha coinvolto Pomicino e l'ex presidente delle Case di cura riunite di Bari, Francesco Cavallari.
Segretario regionale dell'Udeur campano è Antonio Fantini, pezzo da novanta della Dc napoletana, ed ex presidente della Regione Campania dall'83 all'89. Fantini è stato anche commissario straordinario per la ricostruzione del terremoto e secondo quanto confessò un ex assessore Dc senza essere creduto dai giudici, Armando De Rosa, Fantini faceva parte della «cupola» che si spartiva la torta degli appalti insieme a Pomicino, Di Donato e Di Lorenzo. Difficile districarsi nelle sue molteplici vicende giudiziarie. Di certo si sa che per le tangenti della ricostruzione del terremoto il reato di corruzione impropria ascrittogli è caduto in prescrizione il 2.5.02, ma il P,m D'Avino è ricorso in appello. Finito agli arresti nel '94 e nel '95, Fantini è stato accusato di irregolarità nella concessione di permessi per un parco giochi di Afiagola (1991); di abuso d'ufficio per l'acquisto dei motoscafi «spazzamare» di Mariano Pane mai utilizzati (1993), vicenda per la quale fu condannato dalla Corte dei conti a 7 miliardi di risarcimento e poi assolto in secondo grado; di corruzione nei lavori di ristrutturazione di r8 stazioni ferroviarie delle linee Circumflegrea e Cumana (1994,), ammettendo di aver preso il denaro ma di averlo girato a Citaristi; di abuso d'ufficio in merito a lavori sulla statale 268 e sul canale Conte di Sarno i cui costi erario saliti rispettivamente da 71 a 175 miliardi e da 15 a 350. Nel '95 il nome di Fantini fu trovato nell'agenda del manager della Fininvest Maurizio Japicca, rubricato sotto la dicitura «in buoni contatti».
Complessa la situazione di Stefano Cusumano, attuale capogruppo Udeur alla Camera. L'allora sottosegretario al Tesoro Stefano Cusumano (Udr), fu arrestato il 26.4.99 insieme all'assessore regionale all'Industria della Regione Sicilia, Giuseppe Castiglione dell'Udr, nell'ambito dell'inchiesta su irregolarità procedurali e «tangenti» negli appalti da 120 miliardi di lire per la costruzione del nuovo ospedale Garibaldi di Catania. I reati ipotizzati erano concorso in turbativa d'asta e concorso esterno in associazione mafiosa. A1 centro dell'inchiesta gli appoggi mafiosi e politici di cui godette a Catania la Cgp, azienda di costruzione dell'imprenditore lombardo Giulio Romagnoli che, nel 1997, si aggiudicò il secondo lotto dei lavori. Nell'inchiesta fu coinvolto un terzo politico: Giuseppe Firrarello, senatore dell'Udr mastelliano e suocero di Castiglione, che avrebbe avuto un ruolo negli appalti catanesi della Cgp e la cui richiesta di arresto fu respinta dal Senato. Cusumano e Castiglione, secondo i Pm avrebbero «favorito illecitamente l'aggiudicazione di appalti pubblici a imprese contigue» alla frangia di Cosa nostra rappresentata da Giuseppe Intelisano a Catania e Vito Vitale a Palermo. In particolare ai politici venne contestato di avere operato in modo da fare aggiudicare il secondo lotto dell'ospedale Garibaldi di Catania alla Cgp. In cambio l'impresa avrebbe dovuto ritirare il proprio ricorso al Tar sbloccando l'aggiudicazione dell'appalto per la costruzione delle case per studenti alla Cogeco di Vincenzo Randazzo, un'impresa «diretta espressione di "famiglie" inserite in Cosa nostra». La Cassazione giudicò immotivato l'arresto di Cusumano rimettendolo in libertà ma il processo è ancora in corso e sia Castiglione che Cusumano hanno ammesso di aver partecipato con Firrarello a una riunione in un albergo romano con i costruttori Romagnoli della Cgp e Randazzo della Cogeco. Per Romagnoli la riunione era per spartirsi appalti e decidere tangenti, secondo i politici era per dirimere contrasti sugli appalti.
Doping e assegni rubati. L'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Sergio Stancato, di 48 anni, dell'allora Udr mastelliano, è stato invece arrestato il 7.5.98 dalla Guardia di finanza con l'accusa di corruzione. Stancato era accusato di avere concordato con i titolari di due imprese del settore della tutela ambientale una tangente di poco più di un miliardo di lire, che in parte, sempre secondo l'accusa, gli sarebbe stata liquidata. haccusa di corruzione si riferiva a due appalti assegnati dalla giunta regionale. Nell'agosto successivo la Cassazione gli ha revocato gli arresti domiciliati.
Nel settembre del 1999 è stato nominato responsabile del dipartimento sport dell'Udeur Andrea Carnevale, l'ex centravanti del Napoli e della Nazionale, che ebbe una squalifica di un anno per doping nel 1990. 117.12.2000 è stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa il consigliere comunale di Catania Alfio Russo, eletto con 1'Udeur ma poi passato con Democrazia europea. C'è poi il caso di Andrea Fodale, candidato alle provinciali dell'Udr mastelliano e accusato di essere a capo di una organizzazione che ricettava assegni rubati monetizzandoli attraverso società inesistenti che aprivano conti correnti in diversi uffici postali, depositando i titoli rapinati e riscuotendo denaro contante. Fodale, grazie al fatto di pesare 237 chili, ha evitato il carcere finendo ai domiciliare il 20.7.00 insieme al padre e altre undici persone della sua organizzazione. I carabinieri del Ros con l'operazione Urano, il 27.3.01 arrestavano parecchi presunti mafiosi appartenenti a cosche del nisseno facenti capo a Bernardo Provenzano. Tra gli arrestati Carmelo Messina, medicee segretario del!' Udeur di Mussomeli.
Nell'ambito dell'inchiesta sulla sanitopoli reggina, insieme ad altri 24 imputati tra i quali anche i diessiui Adamo, Bova e Laudadio, il 7.4.01 è stato rinviato a giudizio Giuseppe Torchia, attuale consigliere alla Regione Calabria dell'Udeur, mentre un ex parlamentare transitato per !'Udeur, Eugenio Filograna, è stato arrestato il 21.11.2002. Filograna, proprietario della Postalmarket, era accusato di aver distratto tra il '96 e il '98, cinque milioni di euro a una cooperativa di cui era arnm nistratore di fatto ma non di diritto, facendola fallire.
II candidato Udeur alle elezioni europee 2004 Bonaventura La Macchia è stato rinviato a giudizio l'r.7.o2 per bancarotta fraudolenta edestorsione. Arrestato nel febbraio zona, La Macchia deve rispondere del fallimento di due società, la Edilrestauri e la Edicom 97. Per La Macchia nel 1996 era stato chiesto il rinvio a giudizio per ricettazione, falso in bilancio, falso ideologico, falso materiale, ed evasione fiscale, perla gestione del Cosenza Calcio di cui era stato presidente.
Il sindaco di Sant'Angelo a Scala (Av), Vinìcio Zaccaria, è stato arrestato il 30.4.03 nell'ambito di un'inchiesta stalla forestazione della zona. Da alcuni mesi erano finiti nel mirino dei magistrati amministratori comunali e tecnica delle Comunità montane. Zaccaria aveva lasciato da poco la Margherita per entrare nelle fila dell' Udeur. I carabinieri della compagnia di Pineroloil 17.6.04 hanno arrestato sette persone accasate di aver messo in piedi una fiorente attività di spaccio di hashish. Fra questi anche un candidato Udeur alle elezioni comunali di Piossasco, Artuso Sperato e sua moglie Stefania Zamariola, accusata di trasportare la droga nel passeggino della figlia.
Truffa comunitaria . Il consigliere regionale pugliese nonché consigliere provinciale di Bari dell'Udeur, Leonardo Maffione, è stato arrestato il 29.5.03 dalla Guardia di finanza perché, nella sua qualità di imprenditore vitivinicolo di Barletta avrebbe fatto parte di un'organizzazione dedita alla truffa comunitaria, all'evasione fiscale e all'impiego di ingenti quantitativi di uva da tavola per la produzione di vino. Problemi con la giustizia ha anche Ennio Morrone, consigliere regionale dell'Udeur in Calabria. Morrone dai 3.9.03 è indagato nell'ambito della nlaxiìnchiesta della Dda di Catanzaro sulla penetrazione della 'ndrangheta nei lavori della Salerno-Reggio Calabria, che ha portato all'arresto di 37 persone tra cui funzionari dell'Anas presunti affiliati alle cosche malavitose e che vede coinvolte 84 persone. Morrone è titolare della Geocal, un laboratorio di analisi che avrebbe dovuto attestare la scarsa qualità dei materiali utilizzati dalle ditte vincitrici degli appalti. Li 1 .8.04 la polizia di Gela ha arrestato dodici persone per associazione a delinquere finalizzata all'usura, con estorsioni, danneggiamenti, turbativa d'asta. Tre degli arrestati sono accusati anche di voto di scambio. In carcere tra gli altri è fruito un consigliere provinciale di Caltanissetta, Salvatore Di Giacomo dell'Udeur, impiegato comunale a Gela, mentre il figlio Paolo, consigliere comunale dell'Udeur a Gela, è indagato. Secondo l'accusa i due avrebbero preteso voti in cambio dello snellimento di pratiche relative a concessioni edilizie. Rocco Di Giacomo, fratello di Salvatore, avrebbe gestito una rete di piccoli imprenditori per decidere la spartizione degli appalti comunali. Il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, aveva piu volte denunciato che «i Di Giacomo formavano un clan che gestisce affari all'interno del Comune di Gela». Secondo l'accusa i Di Giacomo concedevanoprestiti ausuraa col tasso del no per cento mensile (tao per cento annuo) ottenendo, in caso di insolvenza del debitore, la cessione di una parte dell'azienda o di immobili.
Sotto Inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa è il consigliere regionale dell' Udeur alla Regione Campania e imprenditore edile Vittorio Insigne. li pool antican corra di Napoli lo indaga per presunti collegamenti con il boss latitante della camorra Pasquale Zagaria. Esisterebbe un collaudato meccanismo di controllo delle commesse pubbliche e private messo in piedi proprio dallo Zagaria, della cui organizzazione fliceva parte Imanacolata Capone, poi assassinata in un bar. Il capogruppo dell' U deur nel Consiglio regionale campano Giuseppe Manzo fu invece arrestato il 12.1.94 insieme ad altri otto membri del Comitato di gestione della Us134 di Pompei. Era accusato di associazione a delinquere, concussione e corruzione. I nove avrebbero preteso tangenti per facilitare aziende fornitrici di servizi che non possedevano i requisiti richiesti dalla legge. Manzo nel 1992 era stato rinviato a giudizio insieme al Comitato digestione per abuso d'ufficio: avevano lavorito tre ditte fornitrici di materali sanitari con trattative private.
Lo scorso 22 novembre a Potenza è scattata un'imponente operazione gin di ziari a che ha portato all'aares to di 51 persone. Secondo i Pro Montemurro e Woodcoch, uomini politici e criminalità organizzata. 'ndrangheta e camorra, avevano stretto un sodalizio criminale per commettere reati contro la pubblica amministrazione, controllare le attività econ.onaiche] condizionare il rilascio di concessioni e autorizzazioni amministrative e acquisire appalti a vantaggio di imprese «di comodo». Il tutto in cambio di voti. Tra gli arrestati, oltre a Luongo dei Ds e Blasi di Forza Italia, c'è Antonio Potenza, deputato dell' Udeur che avrebbe beneficiato dei voti fatti confluire su di lui dalle organizzazioni mafiose. Agli arresti è finito anche Agostino Pernacchia, consigliere regionale del.l'Udeur. Peni iacchia è accusato di aver avuto un ruolo in appalti concessi dal Centro oncologico di Rionero in. Volture (Potenza) alla ditta di pulizie Due enne in cambio dell'assunzione di alcune persone. Tra gli indagati c'è anche l'ex sindaco di Potenza Gaetano Fierro ora consigliere regionale dell' Udeur. Il 18 dicembre scorso il7ribunale del riesame ha interdetto dai pubblici uffici per due rasesi l'assessore alla Mobilità del Comune di Napoli Luca Esposito dell'Udeu:-. Laccusa:falso ideologico, falso materiale e falso per soppressione. Aveva concesso un permesso che non doveva concedere cercando di fa rase sparire le prove. Il centrosinistra è proprio sicuro di avere bisogno di Clemente Mastella?




Rispondi Citando

