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  1. #1
    Liberale per la libertà
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    Predefinito Idee concrete per un Terzo Polo.

    L'Idea del Terzo Polo è ottima.Pensare che i veri liberali che ci sono oggi in Italia debbano schierarsi con la Cdl,è un aberrazione.La Cdl diverrebbe ancora più minestrone di adesso(e già fa abbastanza schifo),medesimo discorso vale per Correntone e forze di sinistra.Un Terzo Polo è necessario.Anzitutto bisogna rubare una geniale idea del partito Berlusconi.Le Idee di un partito per quanto siano buone,se non pubblicizzate e se non comunicabili facilmente all'elettore,sono INUTILI.Dunque una buona campagna elettorale è necessaria.Ma,FONDAMENTALE è un serio colpo mediatico(difficilmente attuabile ad essere onesti):trovare persone di spicco da affiliare a questo partito,già conosciute dall'opinione pubblica(per esempio un Diego Della Valle o un Paolo Mieli,non da porre al comando per non far sì che si riproponga l'attuale e vergognoso conflitto d'interessi)che facciano prendere il volo alla lista.Elaborare un Manifesto Liberale che professi come obiettivo il raggiungimento dello status di pari opportunità e condizioni per ogni persona(insomma una condizione di libertà effettiva),insomma dare una forte radice ideologica al programma partitico e gonfiarlo(perchè no) con un pò di retorica(gli indecisi si conquistano così,Forza Italia docet).E(su questo punto sono indeciso)una politica economica non completamente liberista,ma tesa a fornire una cornice all'interno della quale si evolva un economia aperta ma non sleale.Punto sulle Religioni:Piena Eguaglianza ad ogni Religione.Quindi i Crocifissi nelle Scuole non sono proprio necessari,oppure(l'ipotesi più giusta secondo me) possibilità per ogni persona di tenere anche in pubblico usi e costumi(e simboli,oggetti) che rivelino la propria identità religiosa.Altra cosa importante:Forze dell'ordine più attente all'ordine pubblico e alla criminalità,perchè la libertà non ha un senso solo attivo(cioè di poter fare),ma anche un senso passivo(essere protetti dall'altrui fare ingiusto nei propri confronti).Questione Lavoro:Incentivare il Cittadino a trovar lavoro,e non a farsi mantenere dalla Cassaintegrazione(o dal sussidio per la disoccupazione) diminuendo gli apporti danarosi di questa(comunque questo è un punto difficile,fatemi sapere,c'è bisogno di un serio parere tecnico).Per ora basta così.Aspetto un pò di opinioni per discuterne su un pò.

  2. #2
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    E in politica estera?

  3. #3
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    io sono un indipendentista sardo, ma dato che si parla d'Italia (ke per me è la repubblica italiana esclusa la sardegna) parlo ank'io d'italia


    penso ke il primo problema, elo si è visto alla grande con questo governo sia la mancanza di una sincera cultura liberista

    premesso che liberismo non vuol dire abrogare alcune leggi di tutela dei lavoratori, perchè alcune sono sacrosante, o la vogliamo finire come in giappone che lavorano 20 ore al giorno e fanno 5 giorni di pausa all'anno

    questo governo ha attuato il liberismo su un fronte solo: ha effettivamente precarizzato il lavoro rendendolo più flessibile, adeguandolo agli standard internazionali, facendo diminuire i costi e rilanciano il prodotto

    ma cosa ha fatto riguardo all'altro fronte, quello della concorrenza? bè lì ha fatto un lavoro al contrario: oggi in Italia non c'è antitrust (o meglio c'è ma è come se non ci fosse), e i settori economici più importanti sono dei vergognosi monopoli o oligopoli, uno su tutti la televisione

    allora da liberali diciamo: sì alla precarizzazione dei lavoratori (senza esagerare)ma sì anke alla precarizzazione delle imprese attarverso un antitrust forte, che protegga la concorrenza: servirebbe una legge ke impedisca ad un'impresa di avere una posizione troppo dominante sul mercato

    Risultato: un paese che si regge sulla piccola e media impresa, con profitti più diffusi e più bassi (ma sempre profitti sono!!) col risultato che abbiamo sia più uguaglianza e giustizia sociale, e salvaguardiamo appieno la cosa più importante che è la libertà di creare e di intraprendere

    per una economia libera!!

  4. #4
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    Per una economia libera liberiamo anche la Sardegna dai sussidi provenienti da Roma e dalla UE.
    No?

  5. #5
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    Non male questo messaggio...
    Se vuoi amarmi, amami per null'altro che l'amore stesso.
    Non dire mai " io l'amo per il suo sorriso, il volto, il modo di parlare " perchè queste cose col tempo possono cambiare, o cambiare per te.

  6. #6
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    eh,la politica estera.Questa sì che è una domanda da 1000 punti.Io qui sarei per la non belligeranza,a meno che non si verifichino circostanze di straordinarie violazioni di diritti.Il problema è che per chi governa il punto è molto più complesso:spesso coloro che appoggiano o non appoggiano i paesi belligeranti(come nell'ultima guerra in Iraq) lo fanno per un preciso motivo economico-politico,e non per i tanto sbandierati motivi di democrazia o liberalità.Dal punto di vista delle intese con altri Stati,qui si entra in una fattispecie troppo specifica da poter essere analizzata in poche righe.

  7. #7
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    sono d'accorod con aguas ma l'indipendenza economica deve essere accompagnata da quella politica: noi non diamo tasse a roma e noi non kiediamo soldi a roma è molto facile!!

    il problema è ke non vogliono a Roma

  8. #8
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    In origine postato da cràudiu
    sono d'accorod con aguas ma l'indipendenza economica deve essere accompagnata da quella politica: noi non diamo tasse a roma e noi non kiediamo soldi a roma è molto facile!!

    il problema è ke non vogliono a Roma
    No, il problema è un altro: ai sardi e alla loro classe politica stra bene il flusso economio che viene da Roma e dalla UE.
    Ti faccio l'esempio più recente, la richiesta di fondi al Ministero delle Politiche agruicole per l'epidemia di lingua blu.
    Insomma, è colpa di Roma se gli allevatori di mucche e le pecore sarde fanno ammalare i propri animali?
    Tutti d'accordo, dall'estrema dx alla estrema sx, dagli autonomisti agli indipendentisti.
    Tuti a spremere la mammella della matrigna Roma.
    Come si può chiedere indipendenza e richiedere sussidi dagli stessi da cui si reclama indipendenza?
    Infatti ai sardi l'indipoendenza non piace, se è vero che non esiste un solo consigleire regionale indipendentista su 84 e nemmeno un solo consigliere provinciale.
    I partiti indipendentisti hanno avuto l'1,71% dei voti alle scorse regionalòi del 2004.
    Perché?
    Perché i sardi sanno che l'indipendenza toglierebbe i sussidi

  9. #9
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    sembra ke questo sia il tio argomento preferito kiariamo:

    - stando al fatto ke tutte le imprese con sede fiscale fuori sardegna pagano le tasse fuori sardegna, qua pagano ICI e nettezza urbana (quindi saras, costa smeralda eCo. non versano qui un centesimo) COSA SUCCEDE: tutti quei soldi vengono computati come tasse per il Lazio o la Lombardia in gran parte, quando i signori i soldi li fanno da noi

    - senza contare quanto scritto prima, delle attività effettivamente computate in sardegna, dallo stato tornano agli enti locali (regione compresa) il 63% di quello che noi diamo, per farti un esempio la sicilia prende un pò più del 90%, la prov di Bolzano prende il 120%

    - il sistema è molto semplice finchè io ti pago le tasse ho il sacrosanto diritto ad avere scuole, ospedali ecc. tutto pagato da roma, io l'autogoverno fiscale (della serie niente soldi a roma-niente soldi da roma) lo farei anke domani se potessi

    -distingui tra sardi e politici sardi: i nostri politici sull'assistenza ci marciano, proprio come dici, ma la stessa assistenza sta distruggendo il nostro tessuto produttivo: e come se uno ti dice non lavorare ti do io 1000 euro al mese, io però uso tutto ciò ke ti appartiene: in pratica la sato italiano assistenziale e dirigista ricatta i sardi con l'aiuto di una classe politica corrotta e profondamente antisarda

    - è vero gli indipendentisti hanno pochi voti, però conta che se in sardegna non parli di lingua e nazione sarda non prendi voti.
    Oggi soru è a capo di un movimento riformatore, che per quanto non indipendentista si sta proponendo di sconfiggere l'assistenzialismo, e questa è l'anticamera di un movimento di liberazione nazionale diffuso


    -l'indipendentismo si manifesta ciclicamente, negli anni 80 prendeva quasi il 20%, il problema è ke quei voti erano raccolti da un partito rivendicazionista e antiindipendentista, ti sembra assurdo, bè insardegna è successo: qui i cari Lussu e Mario Melis parlavano di nazione sarda (in sardo), poi quando andavano a roma erano i primi a leccare il culo allo stato, ribadendo il oro impegno a fermare l'indipendentismo, che poi è quello ke effettivamente fecero

    ne riparleremo tra 10-20 anni questa giunta sta dando spazi importanti alla lingua e alla cultura sarda, ora andando avanti così la rinascita della nostra coscienza nazionale è solo questione di tempo

    a si biri

  10. #10
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    Ma intendiamoci:
    -La costa Smeralda, come ogni altra risorsa naturale, non vale niente se qualcuno non la fa fruttare. Se la fa fruttare un pugliese o un marchigiano perché deve pagare le tasse alla Sardegna?
    E' il pugliese che la fa fruttare, non la Regione Sardegna, che ha solo la FORTUNA di avere un posto bellissimo, ma NESSUN MERITO nel farla fruttare.
    - Soru a capo di un movimento riformatore? Fino ad ora gli echi nazionali del suo riformismo sai quali sono?: 1) il divieto di edificabilità fino a 2 chilometri dalla costa (inutile proibizionismo anticapitalista) 2) l'approvazione delle leggi attuative per il raddoppio delle province... 3) la richiesta di soldi al Ministro Alemanno per l'epidemia di lingua blu. Questo appare fuori Sardegna. Che ci trovi di riformatore?
    -Rivendicare la propria specificità culturale è una cosa che apprezzo, ma le piccole patrie non portano da nessuna parte. E' la chiusura verso l'esterno. E' il tuffo nel passato. Difatti i sardi vogliono il contrario, ossia l'apertura verso il continente, rivalutando la propria specificità culturale. In poche parole prevarrà il tanto deprecato MONDIALISMO, perché è il sistema economico-politico più libero e più efficiente.
    - I non sardi usare ciò che appartiene alla Sardegna in cambio di 1000 € al mese? Ma se i sardi non sono capaci di sfruttare quello che ha la Sardegna non hanno diritto nemmeno a questi 1000 €, perché OGNI RISORSA VALE QUELLO CHE RIESCI A TRARNE PROFITTO. Se i sardi non hanno saputo far profitto delle loro risorse E' SOLO COLPA LORO.

 

 
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