
Originariamente Scritto da
Holuxar
Il senso della storia é che la storia non ha senso, se non quello che ognuno individualmente e collettivamente le attribuisce...
Ogni individuo, ogni etnia ed ogni razza ha la propria visione della storia.
La concezione ciclica della storia é forse tanto deterministica e fideistica quanto quella lineare (chi ci garantisce che tornerà una presunta "età dell'oro"o che sia mai esistita se non nei sogni e nelle speranze di alcuni autori antichi?! Non é una forma larvata di messianismo pure questa?!) e fra l'altro c'è da dubitare che sia davvero ariana; guarda caso é affine all'idea del ciclo delle stagioni che ritorna come evidenziato da James, sarebbe piuttosto da attribuire al substrato indomediterraneo che poi é stato amalgamato sia in India che in Europa.
In Grecia compare in Esiodo che non era certo un aristocratico, bensì un piccolo proprietario contadino della Beozia che considerava le invasioni dei guerrieri dorici una disgrazia ed esprimeva più che altro la mentalità e la religione popolare.
In Grecia, come in India ed in tutta Europa era solo l'aristocrazia dominante (più al limite una parte del ceto libero) a rappresentare la cultura e la stirpe nordica di origine indoeuropea.
Purtroppo la vulgata di Guenon ed Evola - che ragionavano sovente per dogmi di fede, privi di senso critico storico - ha fatto credere che la concezione ciclica sia quella tradizionale iperborea (?!) e sciocchezze simili ed é stata acriticamente accettata da quasi tutti i c.d. fautori della "Tradizione unica ed universale" con la T maiuscola.
In realtà la civiltà storica indoeuropea era già mista, per cui al suo interno bisognerebbe riconoscere ciò che é ariano e ciò che non lo é, soltanto che é assai difficile.
Alla fine NON esiste la Tradizione, esistono le tradizioni, tutte diverse e plurali. Così come NON esiste il paganesimo, esistono i paganesimi, ecc. che non hanno nulla in comune fra loro oltre al fatto di essere genericamente tali (anche se ovviamente quelli indoeuropei sono più simili fra loro).
Riguardo alla presunta bufala cristianesimo=comunismo, sta di fatto che hanno in comune il messianismo (solo che il secondo materializza l'idea di paradiso cristiano sognandolo in terra, come i testimoni di geova) e l'universalismo slegato da considerazioni etno-razziali e che Paolo di Tarso era ebreo tanto quanto Carlo Marx, per cui ognuno tragga da se le conclusioni...Proprio "lo zio" lo ripeteva spesso nelle sue conversazioni private, ma già prima di lui era stato intuito da molti incluso Nietzsche ; Ben Klassen ha scritto in "La religione eterna della natura" (1973) un interessante capitolo intitolato : "Cristianesimo e Comunismo, gemelli ebraici"...Magari é assai semplicistico fare quella equazione , lo penso anche io, però ci sono parecchi tratti ideologici simili e questo é ovvio.
Poi ovviamente non bisogna dimenticare che l'universalismo era già un intrinseco a certo mondo pre-cristiano, già tale virus sovversivo aveva contaminato il mondo greco-romano (quello di epoca tarda, razzialmente levantinizzato e degenerato) grazie al giudeo-alessandrinismo, al pur ammirevole stoicismo che però aveva il vizio cosmopolita alla radice, ecc. per non parlare della religione di Zoroastro in Persia frutto del substrato pre-ariano.
La concezione sferica della storia forse é la più sensata...
Resta il fatto che ogni epoca storica é cosa a se, anche se ricorrono spesso evidenti analogie. Chi vivrà, vedrà...
14 Words! - Holuxar