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  1. #1
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    Predefinito La prescrizione,l'arma dei potenti.....

    Tre assoluzioni e 9 prescrizioni nel verdetto dei giudici di Milano
    La sentenza accolta dalle urla di parenti e colleghi: "Vergogna"
    Morti per amianto alla Breda
    per il tribunale nessun colpevole
    I dodici imputati erano accusati di omicidio colposo

    MILANO - Nessuno è colpevole della morte di Giancarlo Mangione, un operaio della Breda ucciso nel 1995 da un mesotelioma pleurico, provocato dall'esposizione all'amianto. A conclusione del processo che aveva portato alla sbarra 12 imputati di omicidio colposo la quinta sezione del tribunale penale di Milano ha disposto tre assoluzioni e nove prescrizioni.

    La sentenza è stata accolta dalle urla del pubblico presente in aula. Parenti e colleghi della vittima hanno gridato "vergogna, vergogna, li avete uccisi un'altra volta". E' stato anche srotolato uno striscione con la scritta "ingiustizia è fatta, Breda Fucine: 60 morti per amianto. Decine di malati ma la magistratura assolve i padroni". Secondo i dati forniti dalle associazioni sindacali, nel corso degli anni i decessi tra ex dipendenti della Breda imputabili all'esposizione all'amianto sarebbero circa settanta. Nei mesi scorsi inoltre la Asl di Sesto San Giovanni aveva disposto il sequestro di alcuni capannoni degli ex stabilimenti (ora Metalcam) proprio a causa dell'alta concentrazione di fibre d'amianto nell'aria.

    Contento del verdetto invece il pubblico ministero Piero Basilone. Questa, ha spiegato, "è una sentenza importante perché riconosce fondamentalmente l'impianto accusatorio e per nove la sussistenza del fatto". Per questi nove imputati l'accusa aveva chiesto la condanna a un anno e mezzo di reclusione. A spiegare la soddisfazione del pm va ricordato che un precedente processo a due dirigenti della Breda si era concluso nel 2003 con l'assoluzione "perché il fatto non sussiste".


    (5 gennaio 2005)

  2. #2
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    Venezia, 117
    Petrolchimico, processo d'appello: cinque condanne

    La Corte d'Appello di Venezia ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado che aveva assolto i 28 imputati del processo per le morti e le malattie provocate dal Petrolchimico. Dopo 40 ore di camera di consiglio i giudici hanno condannato cinque dei 25 imputati rimasti ad un anno e mezzo di reclusione, per l'omicidio colposo di un operaio e hanno dichiarato il non doversi procedere per questi stessi imputati e per altri per intervenuta PRESCRIZIONE in relazione alle MORTI, alle malattie e ai reati ambientali.
    I condannati, tutti ex dirigenti Montedison, sono Emilio Bartalini, Renato Calvi, Alberto Grandi, Piergiorgio Gatti e Giovanni D'Arminio Monforte. Gli stessi sono invece stati assolti dall'accusa di omissioni dolose di cautele negli ambienti di lavoro fino al 1975, perché il fatto non costituisce reato, mentre si sono visti riconoscere LA PRESCRIZIONE, insieme ad altri imputati per l'omessa collocazione di impianti di aspirazione dal 1974 al 1980. I cinque condannati dovranno pagare anche un risarcimento danni ai familiari della vittima e le spese processuali dei due giudizi.

    "

    "Purtroppo - ha osservato Casson - la giustizia è arrivata troppo tardi. E' un processo che si sarebbe dovuto fare vent'anni fa. Vent'anni fa avrebbero condannato tutti, come conferma la sentenza di oggi

  3. #3
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    LEGGI LA SENTENZA...
    SME-BERLUSCONI: IL TESTO DELLA SENTENZA =

    Milano, 10 dic. (Adnkronos) - Questo il testo della sentenza
    pronunciato in serata dai giudici del processo stralcio per la Sme
    dove l'imputato era Silvio Berlusconi. ''Dichiara non doversi
    procedere nei confronti di Berlusconi Silvio in ordine al reato di
    corruzione ascrittogli al capo A, limitatamente al bonifico in data
    6-7 marzo 1991 perchè, qualificato il fatto per l'imputato come
    violazione degli articoli 319 e 321 cp e riconosciute le circostanze
    attenuanti generiche lo stesso è estinto per intervenuta prescrizione
    ''. ....................................
    (Cri/Opr/Adnkronos)

  4. #4
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    Le conseguenze della nuova norma
    G8, Petruzzelli, truffe e furti: in forse i processi
    Dell’effetto-prescrizione potrebbero beneficiare anche Vanna Marchi e il premier per l’indagine sul falso in bilancio
    ROMA - Salva-Previti, la legge approvata ieri dalla Camera, ma salva anche centinaia se non migliaia di altri imputati, compreso Silvio Berlusconi, tuttora indagato a Milano per il presunto falso in bilancio da 280 milioni di euro di Mediaset. Quella norma, che di fatto dimezza i termini di prescrizione e libera l’avvocato e deputato di Forza Italia dal rischio di veder confermare in appello le sue condanne a 16 anni per tre corruzioni giudiziarie (casi Imi-Sir, Lodo Mondadori e Squillante), ha l’effetto di spazzare via moltissimi altri processi in attesa di sentenza definitiva.L’effetto economico è che le vittime o i loro parenti non potranno ottenere il risarcimento dei danni come parti civili. I poliziotti accusati delle violenze al G8, i presunti piromani del teatro Petruzzelli di Bari, i medici della Lombardia già condannati per corruzioni e truffe, l’imputata Vanna Marchi: sono soltanto alcuni dei «beneficiari» delle nuove norme nate per aggravare le pene per i recidivi ma poi trasformate, secondo l’opposizione, in «un’amnistia mascherata».

    I POLIZIOTTI - Sono due i processi contro funzionari e agenti accusati di violenze contro i No Global. Ed entrambi potrebbero finire in prescrizione. Il primo riguarda l’irruzione nella scuola Diaz del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova. Tre giorni fa il giudice ha disposto il rinvio a giudizio di 28 poliziotti per falso, lesioni gravi e calunnia. Secondo il codice ora in vigore, il tempo a disposizione per arrivare al verdetto finale è di 15 anni a partire dalla commissione del reato. Con la nuova legge si scende a 8 anni e 9 mesi. La prima udienza è stata fissata il 6 aprile 2005. Circa 4 anni sono stati necessari per la fase istruttoria. I giuristi escludono che in altri quattro si possa arrivare al verdetto della Cassazione. Stessa prognosi per il processo di Napoli, dove però è stato contestato il sequestro di persona, per cui la prescrizione scatta dopo dieci anni: la prima udienza è prevista il 9 marzo 2005.

    IL PETRUZZELLI - Il processo d’appello per il rogo che il 27 ottobre 1991 distrusse il teatro Petruzzelli di Bari è già cominciato, ma, quando la legge sarà approvata in via definitiva, sarà già «morto». La prescrizione per il reato di incendio doloso scende infatti da 15 a 8 anni e nove mesi.

    MAGHI E CARTOMANTI - Vanna Marchi è certamente la più nota. Ma sono decine e decine gli imbonitori che godranno delle nuove norme. Per avere un’idea, basti pensare che soltanto nel distretto di Milano nell’ultimo anno giudiziario sono stati avviati 10.460 procedimenti per truffa, spesso ai danni di anziani. Le vittime, oltre al danno, rischiano la beffa: per ottenere il risarcimento dovranno avviare un separato processo civile, pagarsi l’avvocato e portare tutte le prove del raggiro.

    LA MALASANITA’ - Quando l’intero staff di Giuseppe Poggi Longostrevi scelse di patteggiare le pene per lo scandalo dei rimborsi gonfiati e delle tangenti pagate «fino al 1997», non potevano certo immaginare che tutto sarebbe stato prescritto. Né lo poteva lo stesso professore che si è ucciso ancor prima del processo. Già le attuali norme, tra il primo grado grado e l’appello, hanno ridotto da 175 a 31 i medici condannati per corruzione, garantendo agli altri la prescrizione. Ora, con la salva-Previti, il tempo limite scende a sei anni e tre mesi: un termine già scaduto per tutti.

    GLI ALTRI IMPUNITI - Solo per fare alcuni esempi: i bancari accusati di appropriazione indebita (la prescrizione scende a tre anni e nove mesi), chi compie maltrattamenti in famiglia (sei anni e tre mesi) e chi commette falso in bilancio (stesso termine) danneggiando azionisti e obbligazionisti di società quotate in Borsa.

  5. #5
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    Il 7 p.v. inizia, con la prima udienza, il processo d'appello di Cesare Previti.

    Si prevedono sedute fiume e stravolgimenti dell'agenda parlamentare nell'urgenza dell'approvazione definitiva del decreto che salva il SUO culo giudiziario.

    Tutte le altre "bazzecole" postate sopra hanno ben poca importanza.

  6. #6
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    Poi; ci sono ANCHE i Paesi (in parte, almeno) civili...

    Altro che salva Previti.
    Non passa negli Usa il tentativo di «tutelare» Tom DeLay
    Bruno Marolo

    WASHINGTON
    Ogni paese ha i suoi Previti e i suoi Dell'Utri.
    Alcuni, però, sono più rigorosi di altri.
    Negli Stati Uniti non è ammesso il salvataggio.
    Sotto la pressione di una base popolare sdegnata, la maggioranza repubblicana alla Camera ha rinunciato a votare un nuovo codice di comportamento che secondo gli autori avrebbe messo al riparo il suo capogruppo Tom DeLay dagli assalti dei «giudici politicizzati».

    L'assemblea dei deputati, riunita ieri (martedì) per la prima volta dopo le elezioni, ha confermato il regolamento in vigore.
    Se il leader di un gruppo parlamentare viene messo sotto accusa dalla magistratura, si deve dimettere immediatamente, senza aspettare il processo.

    Per i leader politici non vale il principio per cui ogni cittadino è considerato innocente fino a quando non sia dichiarato colpevole da una sentenza definitiva.

    Il prestigio del parlamento non consente che il sospetto sfiori persone chiamate a esercitare una funzione pubblica.

    «Un capo deve sacrificarsi per il partito, e non chiedere al partito di esporsi alle critiche dell'opinione pubblica per difenderlo», ha dichiarato il deputato repubblicano Mark Steven Kirk.
    Il gruppo parlamentare dal partito, riunito a porte chiuse lunedì sera, ha approvato all'unanimità una mozione che chiede al capogruppo di affrontare la legge in tutto il suo rigore.
    Lo stesso DeLay ha preso l'iniziativa.
    «Sono fiducioso - ha detto ai colleghi - che non sarà mossa alcuna accusa contro di me ma voglio evitare che le mie vicende giudiziarie diventino un problema per il partito».
    All'origine della polemica vi è il provvedimento di un «grand jury», una giuria istruttoria del Texas, che ha incriminato tre attivisti repubblicani per violazione della legge sul finanziamento delle campagne elettorali. Secondo l'accusa i tre hanno accettato da diverse grandi aziende contributi superiori al massimo consentito dalla legge. I soldi erano destinati ai candidati repubblicani per la camera dello stato del Texas. Tom DeLay, che è deputato nel congresso federale e non in quello dello stato, non ha ricevuto neppure un dollaro. Tuttavia i tre attivisti in attesa di giudizio lavoravano anche per lui. La sua posizione a Washington gli consente di svolgere un ruolo di primo piano anche nel Texas dove è stato eletto. Egli stesso si è vantato di avere ispirato la riforma delle circoscrizioni grazie alla quale il suo partito ha ottenuto cinque seggi in più nelle ultime elezioni.
    Se il «grand jury» decidesse di mettere sotto accusa DeLay per complicità nella raccolta dei fondi neri, cambierebbe il capogruppo della maggioranza alla Camera e il presidente George Bush perderebbe un alleato prezioso, che viene dal Texas come lui e sostiene a spada tratta i suoi programmi radicali. Gli stessi repubblicani che applaudivano l'inchiesta del grande inquisitore Kenneth Starr sulle trasgressioni sessuali dell'ex presidente Bill Clinton, questa volta hanno fatto quadrato contro le incursioni dei giudici sul terreno politico. Hanno accusato i magistrati del Texas di indagare su Tom DeLay per fare lo sgambetto a George Bush, e hanno cercato di tenerli a bada.
    In novembre, i deputati repubblicani hanno preparato una bozza di nuovo regolamento della Camera, che avrebbe autorizzato i capigruppo sotto accusa a rimanere in carica fino alla conclusione del processo. Era ovviamente un provvedimento su misura per Tom DeLay. Il capogruppo aveva già ricevuto tre ammonimenti dalla commissione etica del congresso, per il modo in cui minacciava di sabotare le campagne elettorali dei suoi compagni di partito restii ad approvare le richieste di Bush.
    La base del partito si è ribellata. Zach Wamp, un deputato del Tennessee, ha dichiarato: «Se votassi un regolamento simile sentirei il bisogno di una doccia. Quando sono stato eletto per la prima volta nel 1994 mi è stato raccomandato di tenere alto il buon nome del congresso. Dopo dieci anni mi si chiede di adottare una morale più elastica».
    Alla fine lo stesso DeLay ha fatto marcia indietro.
    «Nelle vacanze di Natale - ha spiegato il suo portavoce Jonathan Grella - ha riflettuto a lungo, e ha deciso di non fornire ai nostri avversari pretesti per criticarci».

    Alla faccia dei bananas...

  7. #7
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    Vedi, gli a voi tnato odiati STATES, li dovresti prendere ad esmepio, la Halliburton, si propio lei e' stata multata (risarcimenti)per 4.7 miliardi di dollari propio ieri, per casi di avvelenamento da ammianto.

  8. #8
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    Solo per togliere il nick dall'elenco del principale...

  9. #9
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    In Origine Postato da MrBojangles
    Poi; ci sono ANCHE i Paesi (in parte, almeno) civili...

    Altro che salva Previti.
    Non passa negli Usa il tentativo di «tutelare» Tom DeLay
    Bruno Marolo

    WASHINGTON
    Ogni paese ha i suoi Previti e i suoi Dell'Utri.
    [...]

    Per i leader politici non vale il principio per cui ogni cittadino è considerato innocente fino a quando non sia dichiarato colpevole da una sentenza definitiva.

    Il prestigio del parlamento non consente che il sospetto sfiori persone chiamate a esercitare una funzione pubblica.

    [...]

    Alla faccia dei bananas...
    E' strana 'sta cosa che gli "ammerreCani" snobbino le scelte della "culla della democrazia".
    Ci sarà qualche "recondito" motivo???

  10. #10
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    In Origine Postato da MrBojangles
    E' strana 'sta cosa che gli "ammerreCani" snobbino le scelte della "culla della democrazia".
    Ci sarà qualche "recondito" motivo???
    L'America, a volte, fa di tutto per non farsi apprezzare. Ma per altri versi è sicuramente un grande Paese. Un aspetto fondamentale della democrazia è l'uguaglianza di fronte alla legge. Beh, questo principio in America è rispettato, quanto da te postato ne è buona testimonianza. Oltre a copiare la muscolarità del grande Alleato, sarebbe opportuno che qualcuno riflettesse anche su questo.

 

 
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