Corriere Romagna, 5 gennaio 2005
Un “patto d’azione” contro la svolta di Bari
Ravenna - In vista delle assemblee precongressuali che si svolgeranno, a partire da domenica prossima nelle cinquanta sezioni dell’Edera, si accende il dibattito interno al PRI. In particolare il capogruppo in consiglio provinciale, Mauro Mazzotti, sostenitore, insieme al vicesindaco Giannantonio Mingozzi, agli assessori Laghi e Fusignani della mozione Gambi, lancia l’idea di un “patto d’azione” che unisca tutti i repubblicani a vario titolo contrari alla svolta del congresso di Bari che sancì l’ingresso del partito a livello nazionale nella Casa delle Libertà. Ma andiamo con ordine. Sono tre le mozioni che si confronteranno nel congresso provinciale e comunale di Ravenna in programma dal 21 al 23 gennaio. Di fatto però lo scontro vero sarà proprio fra il documento presentato da Gambi - che si schiera per l’uscita dal partito nazionale dal centrodestra e per la permanenza del PRI, in ambito locale e regionale, nelle coalizioni di centrosinistra - e la mozione Ravaglia che lancia, al contrario, l’idea di una terza forza e quindi di un’Edera svincolata da entrambi i poli. Anche il segretario dell’Unione comunale del PRI, Alessandro Carli ha però annunciato un suo documento che, assicura lui stesso, “cercheremo di presentare in tutte le assemblee precongressuali. compatibilmente ai nostri impegni”. Fatta questa premessa, qual è la tesi di Mazzotti a sostegno della sua mozione? “Oggi - scrive - il consolidarsi di coalizioni di centrosinistra nelle realtà locali, non solo rafforza l’opposizione politica ad un governo nazionale di centrodestra (fortemente avversato dalla stragrande maggioranza dei repubblicani ravennati e romagnoli), ma consente la crescita di una forte opposizione alle modifiche costituzionali, all’attacco della magistratura, alla difesa dello stato di diritto, all’assenza di una strategia di ripresa economica”. Pertanto, prosegue l’esponente dell’Edera, “consideriamo l’iniziativa degli amici repubblicani aderenti alla mozione due un errore. Il loro documento ipotizza ‘il fuori da tutto’ e cioè, localmente l’uscita dal centrosinistra. Una prospettiva avversata dai repubblicani romagnoli, oppositori del centrodestra, che ci condannerebbe alla sconfitta nell’imminente congresso nazionale”. I sostenitori della mozione Gambi sono quelli che vogliono uscire dal partito? Mazzotti non ci sta. “È bene ora che si sappia, con chiarezza - tiene a precisare -, che non è questa la prospettiva per cui lavoriamo e che resisteremo a chi vuole metterci fuori dal gioco: noi vogliamo - assicura - che il PRI esca dal centro destra” e che “tutti i repubblicani che in questi dieci anni sono usciti a sinistra del PRI si ritrovino già da oggi in un patto di unità d’azione”. Non solo. Anche gli “amici repubblicani” che - non condividendo le scelte di candidatura di Giorgio La Malfa nel listino di Forza Italia non hanno votato per il centrodestra già nel 2001 - “dichiarino - auspica Mazzotti -, fin da ora, con analoga determinazione, che intendono battersi nel 2006 con tutte le forze che si oppongono alle proposte politiche ed ai metodi di governi portati avanti dalla destra”. “Non intendiamo cambiare collocazione. Non c'interessa - rincara la dose - fare un quarto partitino repubblicano. Non c'interessano le divisioni: al contrario, vogliamo ricreare l’unità operativa di tutti i repubblicani contrari alle scelte sbagliate operate nel congresso di Bari dalla maggioranza nazionale. Finchè ci sarà possibile batterci per questa prospettiva: vogliamo riportare il PRI nella sua storica collocazione di partito della sinistra laica, riformista e democratica; di nuovo aperto a tutto a tutti i repubblicani che per questi ideali si battono. Questo il senso della nostra battaglia nei congressi locali e nazionale ormai imminenti”. L’invito quindi, rivolto a tutti, i repubblicani, è a non disertare le assemblee precongressuali. Ma il dibattito come si diceva, è caldo. E a favore della mozione Gambi scende in campo un altro esponente della direzione provinciale del PRI: Stefano Ravaglia.“La scelta di centrosinistra - dice - è necessaria per battere elettoralmente e politicamente Berlusconi e potere così normalizzare il panorama politico italiano. Non è isolandoci in fantomatiche ‘terze forze’ che salveremo la nostra tradizione, ma solo mettendo al servizio del paese le nostre idee, così come fanno i nostri amministratori locali all’interno delle giunte di centro-sinistra”. “Chiedetevi - ma la domanda è ovviamente retorica - se le giunte locali con o senza i repubblicani sono la stessa cosa. Pensate all’Università e al Museo del Risorgimento, al porto ed alla viabilità, al lavoro che ogni giorno i nostri amministratori svolgono per la collettività e per far vincere le idee dei repubblicani. La mozione degli amici Gambi, Fusignani, Laghi, Mingozzi, Mazzotti che anch’io ho sottoscritto - prosegue Ravaglia - non è una operazione verticistica come qualcuno tende ad accreditare, ma è figlia del disagio di molte sezioni, prime quelle delle Ville Unite, che non intendono più dar credito alla politica nazionale e alla dirigenza che l’ha generata; ed è coerente con tutte le posizioni espresse dagli stessi amici in ogni riunione degli organismi locali del PRI”.
ro. em.




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