vertice della Cdl a Roma
Regionali, Berlusconi strappa l'accordo
Via libera a Biasotti (Liguria) e Storace (Lazio). Formigoni rinuncia al Pirellone e la Lega ritira la candidatura di Maroni
Il premier Berlusconi (Ansa)
ROMA - Alle 3 di pomeriggio, dopo tre ore di intenso faccia a faccia a Palazzo Chigi, Gianni Alemanno, ministro di An, esce con l'accordo in tasca e annuncia: c'è l'intesa. Il nodo delle candidature alle regionali, o meglio dei governatori, che ha scosso soprattutto Forza Italia e che avrebbe potuto avere pesanti ricadute anche sulla maggioranza, è risolto. Anche se non tutto è stato ancora definito. «E’ andato tutto
positivamente», spiega Alemanno anticipando quelle che a breve viene comunicato con una nota da palazzo Chigi. Il collega di partito, Ignazio La Russa, la spiega così: «Fumata sostanzialmente bianca».
NO ALLE LISTE PERSONALI - In pratica, la Lega farebbe un passo indietro e sosterrà alle regionali i candidati della Casa delle Libertà, ritirando dunque la candidatura di Maroni in Lombardia. Sul nodo più caldo, quello delle liste dei presidenti, viene trovata una mezza intesa. Non saranno ammesse liste personali: qualsiasi «deroga» a questo principio dovrà essere decisa, su proposta del partito di riferimento del candidato governatore, da un vertice ad hoc della Cdl. In pratica le liste cosidette dei presidenti potranno essere presentate solo se appoggiate dal partito di riferimento del candidato governatore e ridiscusse in un nuovo vertice di maggioranza. In pratica il meccanismo scelto dovrebbe rendere possibile la lista di Francesco Storace nel Lazio (appoggiata da An), e di Sandro Biasotti (Forza Italia) in Liguria, mentre Roberto Formigoni in Lombardia




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