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  1. #1
    Araldo
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    Predefinito TARANTO SU ACCORDO As-Ft

    Riporto per dovere di cronaca...

    SE E’ TEMPO QUESTO DI SALDI …….. L’UNICA COSA CHE NON ACCETTIAMO DI SVENDERE E’ LA NOSTRA FIAMMA!
    di Fabrizio Taranto

    Quando dieci anni or sono Pino Rauti (eh si, diamo un po’ a Cesare ….. ) mise in campo l’orgoglio di una intera Comunità militante contro lo scempio delle Radici, della Storia, del Cameratismo, di un bagaglio di proposte e di progetti che avevano caratterizzato la presenza politica missina dal dopoguerra alla fine del ventesimo secolo, mai forse si sarebbe potuto immaginare che la liquidazione finale del progetto politico missino sarebbe venuta dalle fila dalle quali meno si doveva temere un’offesa.
    Quando nel corso di questi dieci anni di storia della Fiamma Tricolore ci siamo dibattuti tra le continue insidie di chi avrebbe voluto vederci scomparire dall’agone politico, ci siamo orgogliosamente destreggiati nel coacervo di leggi elettorali ed economiche finalizzate alla premeditata eliminazione delle forze politiche minori, siamo sopravvissuti tra scissioni e pressioni, tra errori e previdenti allontanamenti dal Movimento di quanti non ne possedevano lo stile politico ed il modus operandi (salvo oggi provvedere magari a reintrodurli nelle nostre file al solo fine di fare dispetto ….. al proprio passato), mai avremmo previsto che tra i tanti errori commessi sugli uomini e sulle loro attitudini, quelli più fatali sarebbero stati quelli delle ultime scelte.
    Ma se tempo di saldi è quello presente, l’unica cosa che non accettiamo di svendere è la nostra Fiamma Tricolore.
    Svendere è un termine forte, anche quando ha il precipuo ed unico significato di una esternazione politica; ma altro non può venire in mente a chi assiste alla celebrazione e alla esaltazione di un accordo che viene concluso da pochi, ben distante e ben all’oscuro dei neo eletti organismi collegiali del Partito, e che pone, "il nostro" Movimento, sullo stesso piano di quanti nella politica italiana non esistono, di quanti non sono mai esistiti, di quanti si sono inventati di recente, di coloro i quali tentano di ricostruirsi una verginità dopo anni di gravi complicità con i liquidatori della nostra Idea, di quanti hanno solo e puntualmente rimediato solenni ceffoni dagli elettori ogni qualvolta ci si sono confrontati.
    Una unità d’area costruita con questi metodi, con queste caratteristiche, con queste finalità non serve all’Italia e tanto meno alla Fiamma Tricolore: dimentica forse colui che oggi rappresenta al Parlamento Europeo il nostro Movimento che se siede in quello scranno è proprio perché altri, tra i quali il sottoscritto, lo misero in guardia dall’accettare un accordo con pretese simili a quelle odierne prima delle Elezioni Europee?
    Chiedevamo un Congresso Nazionale che urlasse alla Patria la affermazione di un Partito che tutelasse i diritti degli Italiani, denunciando come non si facevano e non si fanno in questo Paese gli interessi dei nostri Connazionali.
    Dobbiamo oggi gridare il nostro disgusto per come non si tutelano con queste scelte i diritti del Movimento e, con essi, i diritti degli Italiani a poter scegliere, fra i tanti, l’unico Partito che si era posto come luogo di identificazione con la tradizione, lo stile e la continuità politica del Movimento Sociale Italiano.
    A chi fosse stato chiamato alla conduzione del Movimento non avremmo certo chiesto di guidarci a diventare una delle tante "palle" all’interno di un simbolo eterogeneo, anticamera dello scioglimento in quel "nuovo soggetto politico" di cui preconizzava e pietiva la nascita già nell’immediatezza del Congresso Nazionale.
    A costui chiedevamo piuttosto di risollevare con una sferzata di orgogliosa carica propositiva le sorti di una forza politica in crisi di risultati e di adesioni: un risultato che si sarebbe potuto ottenere capitalizzando il proprio incarico parlamentare e le energie di quanti (tanti) chiedevano solo di collaborare senza nulla lucrare, come sempre, per connotarsi davanti agli Italiani per UNA battaglia, con un linguaggio, uno stile politico, una pervicacia, una determinazione, una chiarezza, una trasparenza, una coerenza, una credibilità, una presentabilità che avrebbe potuto coinvolgerne un significativo numero e riportare la Fiamma Tricolore ad essere punto di riferimento per molti nella politica italiana.
    Ci è stato risposto con una svendita di fine stagione: tengano presente tutti che sappiamo come rispondere, che sapremo evidenziare tempi e luoghi per continuare la lotta!
    (www.patriaetradizione.it)

  2. #2
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    perfettamente d'accordo con Fabrizio Taranto

  3. #3
    fedalmor
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    Taranto si è bevuto il cervello...

  4. #4
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    In origine postato da fedalmor
    Taranto si è bevuto il cervello...
    Taranto andrà con Rauti.

  5. #5
    Per la metapolitica
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    Predefinito e come al solito...

    In origine postato da Missino
    Riporto per dovere di cronaca...

    SE E’ TEMPO QUESTO DI SALDI …….. L’UNICA COSA CHE NON ACCETTIAMO DI SVENDERE E’ LA NOSTRA FIAMMA!
    di Fabrizio Taranto

    Quando dieci anni or sono Pino Rauti (eh si, diamo un po’ a Cesare ….. ) mise in campo l’orgoglio di una intera Comunità militante contro lo scempio delle Radici, della Storia, del Cameratismo, di un bagaglio di proposte e di progetti che avevano caratterizzato la presenza politica missina dal dopoguerra alla fine del ventesimo secolo, mai forse si sarebbe potuto immaginare che la liquidazione finale del progetto politico missino sarebbe venuta dalle fila dalle quali meno si doveva temere un’offesa.
    Quando nel corso di questi dieci anni di storia della Fiamma Tricolore ci siamo dibattuti tra le continue insidie di chi avrebbe voluto vederci scomparire dall’agone politico, ci siamo orgogliosamente destreggiati nel coacervo di leggi elettorali ed economiche finalizzate alla premeditata eliminazione delle forze politiche minori, siamo sopravvissuti tra scissioni e pressioni, tra errori e previdenti allontanamenti dal Movimento di quanti non ne possedevano lo stile politico ed il modus operandi (salvo oggi provvedere magari a reintrodurli nelle nostre file al solo fine di fare dispetto ….. al proprio passato), mai avremmo previsto che tra i tanti errori commessi sugli uomini e sulle loro attitudini, quelli più fatali sarebbero stati quelli delle ultime scelte.
    Ma se tempo di saldi è quello presente, l’unica cosa che non accettiamo di svendere è la nostra Fiamma Tricolore.
    Svendere è un termine forte, anche quando ha il precipuo ed unico significato di una esternazione politica; ma altro non può venire in mente a chi assiste alla celebrazione e alla esaltazione di un accordo che viene concluso da pochi, ben distante e ben all’oscuro dei neo eletti organismi collegiali del Partito, e che pone, "il nostro" Movimento, sullo stesso piano di quanti nella politica italiana non esistono, di quanti non sono mai esistiti, di quanti si sono inventati di recente, di coloro i quali tentano di ricostruirsi una verginità dopo anni di gravi complicità con i liquidatori della nostra Idea, di quanti hanno solo e puntualmente rimediato solenni ceffoni dagli elettori ogni qualvolta ci si sono confrontati.
    Una unità d’area costruita con questi metodi, con queste caratteristiche, con queste finalità non serve all’Italia e tanto meno alla Fiamma Tricolore: dimentica forse colui che oggi rappresenta al Parlamento Europeo il nostro Movimento che se siede in quello scranno è proprio perché altri, tra i quali il sottoscritto, lo misero in guardia dall’accettare un accordo con pretese simili a quelle odierne prima delle Elezioni Europee?
    Chiedevamo un Congresso Nazionale che urlasse alla Patria la affermazione di un Partito che tutelasse i diritti degli Italiani, denunciando come non si facevano e non si fanno in questo Paese gli interessi dei nostri Connazionali.
    Dobbiamo oggi gridare il nostro disgusto per come non si tutelano con queste scelte i diritti del Movimento e, con essi, i diritti degli Italiani a poter scegliere, fra i tanti, l’unico Partito che si era posto come luogo di identificazione con la tradizione, lo stile e la continuità politica del Movimento Sociale Italiano.
    A chi fosse stato chiamato alla conduzione del Movimento non avremmo certo chiesto di guidarci a diventare una delle tante "palle" all’interno di un simbolo eterogeneo, anticamera dello scioglimento in quel "nuovo soggetto politico" di cui preconizzava e pietiva la nascita già nell’immediatezza del Congresso Nazionale.
    A costui chiedevamo piuttosto di risollevare con una sferzata di orgogliosa carica propositiva le sorti di una forza politica in crisi di risultati e di adesioni: un risultato che si sarebbe potuto ottenere capitalizzando il proprio incarico parlamentare e le energie di quanti (tanti) chiedevano solo di collaborare senza nulla lucrare, come sempre, per connotarsi davanti agli Italiani per UNA battaglia, con un linguaggio, uno stile politico, una pervicacia, una determinazione, una chiarezza, una trasparenza, una coerenza, una credibilità, una presentabilità che avrebbe potuto coinvolgerne un significativo numero e riportare la Fiamma Tricolore ad essere punto di riferimento per molti nella politica italiana.
    Ci è stato risposto con una svendita di fine stagione: tengano presente tutti che sappiamo come rispondere, che sapremo evidenziare tempi e luoghi per continuare la lotta!
    (www.patriaetradizione.it)
    per una cosa buona che si fa, altri rompono le uova nel paniere...

    >sappiamo come rispondere, che >sapremo evidenziare tempi e luoghi >per continuare la lotta!

    ennesimo partitello da 0,01% ed ennesimo ducetto?
    Io supporto:

    www.noreporter.org
    www.juliusevola.it

  6. #6
    fedalmor
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    In origine postato da benelos
    Taranto andrà con Rauti.
    Appunto.
    E adesso voglio vedere cosa dicono quelli che l'hanno appoggiato al Congresso... per ora alcuni tacciono, altri stanno addirittura osannando i ragazzi di BA dopo avergliene dette dietro di tutti i colori... che schifo che fa la politica: tutto questo per due misere poltroncine, che presumibilmente non si prenderanno né Galizia, né altri.

  7. #7
    email non funzionante
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    In origine postato da fedalmor
    Taranto si è bevuto il cervello...
    Non sono d'accordo: se l'è bevuto quando ha impedito a Romagnoli di accettare un accordo simile prima delle elezioni europee. Se l'avesse lasciato fare adesso il "camerata" segretario non sarebbe assiso nelle redditizia poltrona di Bruxelles e sarebbe già sparito nel nulla dal quale è emerso grazie alla "lungimiranza" di Rauti

  8. #8
    fedalmor
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    In origine postato da Fantomas
    Non sono d'accordo: se l'è bevuto quando ha impedito a Romagnoli di accettare un accordo simile prima delle elezioni europee. Se l'avesse lasciato fare adesso il "camerata" segretario non sarebbe assiso nelle redditizia poltrona di Bruxelles e sarebbe già sparito nel nulla dal quale è emerso grazie alla "lungimiranza" di Rauti
    La mia affermazione non è tanto per le tesi di Taranto, che sicuramente possono avere delle motivazioni, e non sono certo esposte da uno sprovveduto. Ma, mi domando, com'è possibile che Taranto se ne esca con queste dichiarazioni scissioniste, quando poi al Congresso ha ritirato la propria candidatura per evidente inferiorità, salvo poi cercare dei brogli per prendere qualche eletto in più al Comitato Centrale? È stato sconfitto, ha rovinato la reputazione della Fiamma nell'area, col risultato di farci arrivare ad un accordo che sicuramente non ci favorisce, e che probabilmente sarebbe stato concepito in ben altri termini se non ci fosse stato il problema delle europee (Romagnoli penso che sarebbe andato comunque al PE, perché in base agli accordi scorsi avevamo ben altro peso in seno ad AS). Ora si parla di uscita e di confluire nel MIS... dopo aver sostenuto una Fiamma da sola, si ritrova con la CdL come quell'altro, Buonocore, che avrebbe potuto guadagnare un posto più dignitoso in regione se solo avesse ponderato da un altro punto di vista la sua posizione... beh, è un atteggiamento inaccettabile, se dovesse essere confermato, e quando la linea maggioritaria della Fiamma Tricolore avrà successo - e sono convinto che sarà così, viste le reazioni della primissima ora - si mangerà i c*glioni per ciò che ha perso, e nessuno lo riprenderà indietro (mi auguro). Non si può sputare m*rda sul partito in questo modo... non si può combattere una battaglia in solitaria... non è ammssibile un atteggiamento del genere. Già quel sito è un insulto al nostro lavoro, se poi lo utilizza per fare terrorismo, è meglio che tolga subito il nostro logo.

  9. #9
    fedalmor
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    In origine postato da Fantomas
    redditizia poltrona di Bruxelles
    Romagnoli, a quanto mi risulta, tiene per sé un rimborso spese e utilizza gli altri soldi per la Segreteria romana e per il partito: non si può proprio dire che il nostro segretario si stia arricchendo con il PE, al quale siede con il 100% delle presenze.

  10. #10
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    Ma per favore.... Parlate di alternative invece di stupidaggini. Qual'era la vostra alternativa? Andare da soli in 3-4 regioni (perchè quello sarebbe stato il nostro target di presentazioni di liste) e raccogliere,nella migliore delle ipotesi, l'1% ? Con la Mussolini che dilaga nel Lazio. in Campagna, ecc...

    In queste elezioni era in ballo la sopravvivenza elettorale della Fiamma, molti fingono di non capirlo. Altro che svendita.. la svendita sarebbe stata quella che proponente voi, cioè la morte politica e elettorale del partito. E poi, con i confronti che fate tra Europee e regionali, dimostrate di non conoscere le enormi differenze tra i due contesti elettorali. Un contro erano le Europee, dove si votava col proporzionale puro, senza dover raccogliere firme, ecc. Un conto sono le regionali, dove la contrapposizione contemporanea alla Mussolini e ad alcuni candidati del centrodestra (penso solo a Storace nel Lazio) equivalrebbe ad un suicidio politico.

 

 
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