Un proiettile contro la cometa
per scoprire i segreti del cosmo
Al suo interno gli indizi sulla nascita del sistema solare
di ALESSIO BALBI
Ecco il "cannone" spaziale
ROMA - L'hanno battezzata "Deep Impact", ma avrebbero potuto chiamarla anche "Independence Day". Quel che è certo è che per la prossima missione Nasa ci volesse un nome hollywoodiano, all'altezza delle sue ambizioni sceniche e della sua "trama": da Cape Canaveral sta per essere lanciata una navetta che il prossimo 4 luglio, giusto in tempo per l'anniversario dell'indipendenza americana, sparerà una pallottola da 300 chili contro la cometa Tempel 1. L'esplosione sarà ripresa e trasmessa in tutto il mondo dalle telecamere più potenti mai utilizzate nello spazio profondo. Uno spettacolo mai visto.
La dinamica della missione Deep Impact ricalca da vicino quella dell'omonimo film del 1998. Ma stavolta non c'è nessun asteroide da distruggere prima che piombi sulla Terra. Alla base della missione c'è solo la volonta di conoscere meglio le comete e, attraverso questo, avere qualche notizia in più sull'origine del sistema solare. Questi corpi celesti sono infatti considerati come materiali di scarto provenienti dalla formazione dei pianeti, e la loro composizione è di estremo interesse per gli astronomi.
La navicella Nasa sarà il primo veicolo umano a toccare la superficie di una cometa. L'impatto sarà tutt'altro che soft: il proiettile sparato da Deep Impact colpirà Tempel 1 a 36 mila chilometri orari e, nelle intenzioni degli scienziati, dovrebbe produrre un cratere grande abbastanza da contenere il Colosseo. In tal modo, per la prima volta, sarà possibile osservare da vicino il nucleo di una cometa.
Ad oggi, il veicolo umano che più si è avvicinato a una cometa è stato la navicella Nasa Stardust, che un anno fa entrò nella coma (la nube di gas che circonda il nucleo) della cometa Wild 2. Stardust sta tornando sulla Terra con le particelle raccolte in quell'occasione, e dovrebbe atterrare l'anno prossimo. L'Agenzia spaziale europea ha lanciato quest'anno la missione Rosetta, un progetto ancora più ambizioso che prevede, nel 2014, l'atterraggio di una sonda sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Rispetto ai tempi lunghi di queste altre missioni, Deep Impact si risolverà quasi in un battito di ciglia: solo sei mesi di viaggio, per un totale di 431 milioni di chilometri percorsi.
Ma c'è chi non crede che tutto andrà liscio come previsto dalla Nasa. Secondo alcuni scienziati, l'impatto potrebbe mandare in pezzi la cometa. Niente, comunque, che possa trasformare Deep Impact in Armageddon: al momento dell'impatto, Tempel 1 si troverà a 133 milioni di chilometri di distanza dalla Terra, e il proiettile sparato, garantiscono alla Nasa, non sposterà l'orbita della cometa in maniera significativa, e di certo non tanto da renderla un pericolo per il nostro pianeta. "Il proiettile è grande un metro per un metro, mentre il nucleo di Tempel 1 è largo 6 chilometri", spiegano. "In proporzione, è l'equivalente di una zanzara che colpisca un Boeing 767".
(10 gennaio 2005)




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