E' venuta da me una signora titolare di un'impresa agricola, disperata è dir poco....tempo fa una ditta che commercia in tè, thè, té, chiamatelo come vi pare, le ha prospettato l'affare del secolo, e quindi è riuscita a convincerla ad acquistare 500 piante da thè al costo di Euro 10 cadauna, per un totale di Euro 5000,00 più I.V.A., pagate immediatamente dopo la consegna delle piante.
Oltre al contratto di acquisto (guarda caso non si sa perchè una ditta che ha sede legale in Firenze possa far sottoscrivere una competenza esclusiva nel caso di controversia per il foro di Roma), è stato stipulato un patto di opzione in base al quale tra tre anni, quando le piante sarebbero state sufficientemente alte da potere raccogliere il thè, la società venditrice delle piantine avrebbe comprato la produzione di thè per una somma pari a 20.000,00 euro, con facoltà per la signora, di rivenderle al miglior offerente nel caso in cui la società non esercitasse il diritto di opzione.
Consegnate le piantine, sono state appunto piantate e curate come teneri cuccioli appena nati, ma il tutto si è seccato nel giro di un mese.
La società, effettuata una visura, risulta inattiva...il rappresentante, che aveva lasciato anche il suo cellulare, ha il cellulare staccato perennemente, il telefono della ditta risulta inesistente...la lettera che ho fatto risulta tuttavia ricevuta regolarmente.
Mi trattengo dal fare causa per il fatto che la mia, incautamente, ha doppiamente sottoscritto la deroga del foro competente, il suo, in favore del foro di Roma...ed essendo il contratto stipulato tra imprenditori, la deroga non è, in base alla recente normativa, una clausola abusiva...una causa a Roma costerebbe alla signora più del costo delle piantine.
Pensate un pò, con questa storia apparentemente banale, quanti soldi ha fatto la società truffaldina.
La prossima settimana, visto che la posta la ricevono regolarmente, proverò a fare due righe in cui minaccio un'azione penale, ma penso che varrà a ben poco.
Quando mi trovo di fronte a questi casi in cui nulla o poco posso, mi prende un senso d'impotenza pazzesco...alla fine mi dico che in fondo, nessuno dovrebbe firmare cose insensate, ma insomma, non è così semplice.
Ma nulla è perduto, devo trovare un modo perchè non valga il foro esclusivo in Roma, sia mai che essendo la mia piccola imprenditrice, oltretutto agricola, non possa sensatamente farla passare per clausola abusiva...sperèm


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