E' un avvocato di 59 anni, arrivato al primo posto di "Vote 4 me"
un programma di gran successo in onda sulla rete "ITV"
Al reality degli aspiranti politici
vince chi vuole castrare i pedofili
LONDRA - L'intento - nobilissimo- degli autori di un reality show di gran successo in Gran Bretagna - "Vote 4 me" - doveva essere senz'altro quello di ridiffondere l'amore sopito per la politica, per la partecipazione democratica, mettendo davanti alle telecamere degli aspiranti politici, sottoposti a diverse prove. In palio, la candidatura alle elezioni locali. Ma si sa che i rischi nascosti in ogni reality show che si rispetti sono davvero tanti e insidiosi, al punto da riuscire a vanificare anche la più alta delle intenzioni.
Così, è accaduto che un avvocato di 59 anni - Rodney Hylton-Potts - al primo posto nella trasmissione, in onda sulla rete britannica "ITV", abbia suscitato clamorose e preoccupatissime proteste per le affermazioni razziste contenute nel suo "programma di governo". "Il manifesto del tassista", così l'avvocato londinese ha definito il suo progetto che contiene, nell'ordine: la proposta di castrazione obbligatoria dei pedofili, la revoca della legge sui diritti umani, la legalizzazione di tutti gli stupefacenti, la costruzione di nove carceri e la deportazione forzata degli immigrati che, ha sottolineato Hylton-Potts, ridurrebbero a 20 milioni l'attuale popolazione del Regno Unito. Aggiungendo: "Una volta si poteva guidare fino ad Henley (140 chilometri a nord-est di Londra) senza incontrare neanche un negro".
Adesso, anziché festeggiare la vittoria e la prossima candidatura alle elezioni locali, dunque, l'avvocato ha dovuto fronteggiare un'ondata di proteste. Tra gli accusatori più accaniti, c'è Dominic Carman, un altro concorrente del reality, dalla visione delle cose visibilmente più aperta, il quale ha affermato che Hylton-Potts ha vinto fomentando bassi sentimenti razzisti e che i giudici del programma non avrebbero dovuto permettergli di partecipare alle finali. "Mettere in finale un fascista semi comico come se fosse un candidato serio, è come giocare col fuoco".
Ma Hylton-Potts nega di essere razzista ed ha così replicato: "Dopo la vittoria sono andato a festeggiare al ristorante con uno dei miei migliori amici, originario del Kenia e musulmano".
(16 gennaio 2005)





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(anche se dalla faccia non è che ispiri granchè...)
