Di Canio ha fatto il saluto romano ? Dov’è il problema ? Perché invece non puntare l’indice indignati su chi si scandalizza e chiede misure repressive ?
Quel che dovrebbe offendere le menti libere non è che il calciatore Di Canio faccia il saluto fascista alla curva, ma che su ciò si scrivano pagine di polemiche sui giornali, s’intervistino vip e politici, si mobilitino la Disciplinare e la Procura. Invece di chiedersi se il laziale va incriminato per apologia di fascismo, bisognerebbe chiedersi se non è assurdo che tale tipo di reato esista ancora. Che un’Italia che si professa libera abbia ancora una legge che punisce il reato d’opinione. Che qui nessuno finisca mai in galera per aver bloccato strade o ferrovie, tirato sassi o molotov, insultato premier o poliziotti, “okkupato” edifici pubblici o privati, ma ci possa finire come detenuto politico, solo per aver detto “viva il Duce!”, senza commettere alcun reato. È inutile ricordare che il comunismo ha fatto più morti del fascismo (altrove a milioni, in Italia a migliaia, e ben dopo la liberazione) e che nonostante ciò il saluto comunista a pugno chiuso lo fanno tutti, ad ogni corteo, ogni girotondo, ogni sciopero, ogni spettacolo di Fo, lo fa persino Costanzo dal palco della Festa dell’Unità. Che falce e martello, i simboli della più sanguinosa ideologia di tutta la storia (ancora attiva oggi, e assassinante sotto altri cieli) sono spavaldamente e impunemente inalberate da partiti che partecipano alle nostre elezioni. Inutile, anche perché non è quello il punto. Sarei il primo ad insorgere, io, se un’Italia laica che ha depenalizzato persino la bestemmia incarcerasse chi mostra pugni chiusi, falci e martelli. Ma proprio per quello m’indigna che esista, a 60 anni dalla morte del Duce, il reato di segno opposto, e che persino un maestro d’ironia come Gramellini lo ravvisi nel gesto di Di Canio, deplorandone la mancata punizione come segno di revisionismo. Se addirittura un mite come Massimo se la prende coi revisionisti (è l’accusa-tipo con cui ogni regime comunista ha sempre ucciso gli avversari interni), vuol dire che il cancro del “pensiero unico” ha sparso metastasi profonde.
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