IN MEMORIA DI NGO VAN XUYET: MILITANTE RIVOLUZIONARIO
Ngo Van Xuyet, è morto alla veneranda età di 91, in quella Parigi in cui si era trasferito nel 1948, il 1 gennaio 2005. Militante dei movimenti rivoluzionari e anticoloniali in IndoCina negli anni ’30, una volta compresa la politica nazionalista di Ho Chi Minh si avvicinò ai gruppi trotskisti che contestavano la politica interclassista del Pc vietnamita. Negli anni ’40 le bande staliniste, di fronte alla crescita in Vietnam di una forza più coerentemente rivoluzionaria, si scatenarono nel massacro e nella persecuzione dei militanti rivoluzionari. Grazie a Ngo Van, successivamente, si potè conoscere nei dettagli non solo la storia del movimento anticoloniale in Indocina che non fossero il prodotto della “scuola di falsificazione stalinista” ma anche i metodi utilizzati dagli stalinisti per stroncare qualsiasi opposizione rivoluzionaria.
Dopo la distruzione fisica dell’opposizione antistalinista, Ngo Van, emigrò in Francia nel 1948 dove lavorò come operaio e conobbe la sua compagna Sophie Moen. Si allontanò già allora dalle posizioni trotskiste per avvicinarsi al consiliarismo di Maximilien Rubel e divenne grande amico di Paul Mattick. Dal 1958 fu militante dell’ILO (Informations et liason ouvrières) creato da Claude Lefort e Henri Simon e più tardi dell’ICO (Informations et corrispondence ouvrière) che si sciolse nel 1973. Fu una rappresentazione vivente di dirittura e statura morale proletaria. La sua spinta e il suo impegno per un’emancipazione umana complessiva lo spinsero a diventare un raffinato sinologo ma anche a prendere in mano il pennello per disegnare moltissimi acquarelli di cui la sua casa era piena in ogni angolo.
Tra le sue opere ricordiamo lo straordinario Viet-Nam 1920-1945, révolution et contre-révolution sous la domination coloniale (rééd. Nautilus, 2000), ma anche l’ispirata autobiografia Au pays de la cloche fêlée. Tribulations d'un Cochinchinois à l'époque coloniale (L'Insomniaque, 2000), e anche altri saggi di grande valore come d'autrefois du Vietnam (éd. You Feng) en 2001, Utopie antique et guerre des paysans en Chine (éd. du Chat qui pêche) en 2004). Chi scrive ebbe l’occasione di conoscerlo durante una festa di Lutte Ouvriere, negli anni ’90, durante una presentazione del suo libro sulla “rivoluzione e controrivoluzione in Vietnam”. La sua mitezza, tipica forse delle genti indocinesi, si mischiava a una fermezza che sprigionava da tutta la sua persona: a 80 anni, lo ricordo con lisci capelli bianchi portati ordinatamente all’indietro, magro, alto, il busto eretto, la parlata semplice e compassata di chi non bisogno di parole stridule per esprimere le sue idee.
Nel provincialismo e nella grettezza di quello che vorrebbe essere il movimento rivoluzionario italiano, più spesso impegnato a tracciare confini settari o, all’opposto, a conquistare poltrone in partitini o sindacati riformisti, la figura di Ngo Van, non lascerà traccia alcuna. Bene così. Era uomo di ben altro spessore, che si elevava al di sopra delle liti da pollaio e del lavorio del politicantismo. La GT nella misura delle sue forze, agirà perchè quelle tradizioni, quei sogni, a cui faceva riferimento Ngo Van si spargano come quelle ventate di aria fresca che spazzano via nuvolosi neri e portano il sereno.
Addio, Ngo Van. La lotta continua.
Yurii Colombo




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