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  1. #1
    Dios, Patria, Fueros, Rey
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    Exclamation In ricordo di Arturo Michelini, l'unico Conservatore Italiano...

    Cari amici Conservatori,
    torno a definire ancora una volta cosa significhi proclamarsi "conservatori" ma da un'ottica NUOVA e in termini assai semplicistici per arrivare al fine ad introdurre la figura di cui intendo parlare.

    Dopo otto anni di studio del movimento conservatore americano, posso affermare con certezza che un Conservatore sia un "Destro" dalla testa ai piedi. In che senso? Nel senso che TUTTE le componenti del vastissimo movimento statunitense (in sintesi, paleo, neo e theoconservatives) possono a ragion veduta definirsi CONSERVATRICI a tutto tondo essendo portatrici di sensibilità che non confliggono affatto con l' "essere ortodossamente a Destra".

    E in Italia? La destra italiana non ha MAI espresso nulla di genericamente associabile ad una seria e matura Destra Conservatrice non avendo la minima consapevolezza di quale fosse il significato di questa etichetta. Da questo punto di vista Mussolini ha creato irreparabili disastri, instillando nella pseudo-destra che sarebbe venuta l'idea che fosse necessario ripartire dall'ultima parentesi fascista, dalla Repubblica Sociale Italiana.

    E qui comincia l'inizio della fine. Nasce il Movimento Sociale Italiano, un partito che finge di stare a destra pur cavalcando principalmente battaglie di matrice socialista. E infatti illustri storici dell'MSI come Adalberto Baldoni sottolineano che quella vocazione "sinistrorsa" era assai diffusa tre le file del partito della fiamma, con Rauti e Almirante in prima linea (vedine l'origine nel fascismo "rosso" incarnato dai vari Ricci, Bombacci, Bilenchi, Pratolini, Gallian...).

    E l'esistenza di questa "corrente" era del resto dimostrata dal proprio contraltare interno rappresentato da una Destra filoatlantica e aperta al dialogo con le altre formazioni moderate. Il suo principale esponente, tal Arturo Michelini, riesce a conquistare il vertice del partito nel 1954 divenendo il 4° segretario missino dopo Giacinto Trevisonno, Giorgio Almirante (che riprenderà le redini del partito alla sua morte occorsa nel 1969) e Augusto de Marsanich.

    Michelini, confermato segretario per un soffio in occasione della celebrazione del 5° congresso tenutosi a Milano nel 1956, è a tal punto distante dalla sinistra interna da essere costretto a fondare un nuovo quotidiano che contrastasse la linea del "Secolo d'Italia" diretto da Almirante: "Il Popolo Italiano".

    Michelini, mai stato fascista (non aveva aderito nè al Pfn nè alla Rsi e ciò veniva ovviamente percepito come una sorta di "macchia indelebile" all'interno dell'Msi dell'epoca) e sideralmente distante dalle seduzioni social-rivoluzionarie interne, dimostra una tale lungimiranza politica già nei lontani '50 da sognare la nascita di una "Grande Destra" a-fascista, cattolica, nazionale e conservatrice. Tesse rapporti con la destra cattolica di Luigi Gedda ma purtroppo in ultima istanza Alcide De Gasperi si oppone alla realizzazione del progetto.

    Se un male incurabile non ce lo avesse portato via nel 1969 a soli 60 anni, Michelini - come sosteneva Romualdi - sarebbe rimasto a lungo alla guida del partito che avrebbe probabilmente trasformato in un contenitore molto più vicino alla nostra sensibilità conservatrice.

    E invece ricordiamo solo Giorgio Almirante: un politico straordinario per carità ma assai distante dall'humus politico che guidò l'azione di Michelini, anche se è bene ricordare che l'ex direttore del Secolo una volta riappropriatosi della segreteria si spoglierà delle vesti più "sinistre" per rappresentare più trasversalmente l'intero partito.

    In conclusione: se CONSERVATORISMO (per la mia umilissima opinione personale) è stare inequivocabilmente a DESTRA (e non già al centro o alla sinistra della stessa) e rivendicarne con orgoglio l'appartenenza, Arturo Michelini è certamente L'UNICO CONSERVATORE ITALIANO, l'unico esponente al quale erano legate le peranze della nascita di un grande soggetto che potesse definirsi AUTENTICAMENTE tale.

    Sono risolutamente contrario infatti a "spaccare il capello in quattro" per affibiare etichette conservatrici a personalità italiane che non hanno MAI militato a Destra e non ne hanno MAI riconosciuto la legittimità politica. Cossiga? Solo un democristiano; La Malfa? Solo un repubblicano.
    Ergo non bisogna altresì affannarsi per cercare presunte ascendenze conservatrici nel Belpaese. E' necessario mettersi il cuore in pace: per il sottoscritto l'Italia è ASSOLUTAMENTE priva di una tradizione conservatrice e ritengo francamente stravagante il tentativo di chi, proclamandosi conservatore, marca ossessivamente la propria italianità per cercare presunte ascendenze nazionali ed evitare a tutti i costi di tirare in ballo gli unici depositari di questa nobile tradizone politica: gli Stati Uniti d'America che hanno dimostrato molta più maturità rispetto agli originari precursori "tories" ancora fermi (a parte l'illuminato esempio thatcheriano) ad un'impostazione conservatrice condita da the e panciotto.

    Per crescere non possiamo che guardare agli Stati Uniti, studiandone profondamente la straordinaria vivacità intellettuale che muove da Kirk, prosegue con Goldwater e giunge sino a noi (nelle sue diversissime declinazioni) con Buchanan, Kristol, Buckley, Novak e tanti altri nomi.

    Non già "Amerikano", ma fedelissimo alleato degli Stati Uniti, mi sento orgogliosamente ITALIANO ma riconosco con assoluta onestà intellettuale che il mio Paese non mi offre alcun paradigma conservatore. Non me ne dolgo per niente e non sarei orgoglioso se facessi capriole retoriche pur di affermarlo a tutti i costi.
    Pertanto mi faccio un viaggetto negli Usa, studio analiticamente il ricchissimo arcipelago di associazioni, fondazioni ed emittenti conservatrici, quindi ritorno in Italia cercando di ADATTARE con intelligenza quel modello e non già di COPIARLO posticciamente.

    Al termine del percorso non avrò perduto affatto la mia SPECIFICITA' italiana e avrò solo attinto da una realtà di cui riconosco con onestà intellettuale (il criterio che ci dovrebbe sempre guidare) la maggiore esperienza politica.
    Salendo su quell'areo con Arturo Michelini nel cuore...

    Quante lezioni mi hanno dato in questo senso quello straordinario maestro che è Marco Respinti (se credete realmente nel conservatorismo dovete conoscerlo a tutti i costi!!! Come primo passo vi invito a scrivere il suo nome in un motore di ricerca per spulciarvi gli innumerevoli risultati. Continuare ad ignorarlo sarebbe uguale a definirsi comunisti non conoscendo Marx...) e la "sua" diretta "declinazione politica" rappresentata da Alfredo Mantovano (non a caso sono grandi amici...)!

    Cari amici, lasciamoci alle spalle il "deserto culturale" dei vari La Russa, Gasparri, Storace e Buontempo (ah dimenticavo, se conservatorismo è stare a Destra non posso che "provare" ad "identificarmi" solo e soltanto con An ed evidentemente non già con forzisti o democristiani) per segnare la riscossa politica della Destra italiana, che non può non passare preventivamente da una robusta controffensiva intellettuale.

    Che ne pensate? Il microfono a voi...
    Cordialmente
    Italianhawk

  2. #2
    Leoni in guerra e agnelli pieni di dolcezza nelle nostre case
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    Ti ho risposto all'altra discussione.
    www.interamala.it - Visitatelo che ci tengo

  3. #3
    Liberale
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    Michelini fu sicuramente una grandissima personalità politica italiana che , per colpa della "kultura" che spadroneggia da quarant'anni in Italia , è stato sempre sottostimato.
    Oggi potremmo definirlo un precursore di Pinuccio Tatarella o se vogliamo dello stesso Fini.
    Fu uno dei pochi conservatori italiani , ma non l'unico.
    Andrebbe ricordato più spesso infatti anche il grandissimo Malagodi , che , paradossalmenmte e sempre a causa della storiografia a senso unico , oggi è più conosciuto all'estero che da noi.
    Malagodi infatti poteva vantare grande prestigio anche all'estero essendo stato presidente dell'Internazionale Liberale , nonchè famoso banchiere.
    Sotto la sua guida il Partito Liberale Italiano raggiunse , alla fine degli anni '60 , il suo massimo successo elettorale.

  4. #4
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