Il viaggio comincia in realtà il 31 dicembre 2004, andando a letto presto perché alle 7.30 dell' indomani sarebbe arrivato il taxi per LIN. Si sa che volare costa sacrifici...
Il volo AF per CDG decollerà alle 9.30 ma, visto quel che è successo nei giorni precedenti ai controlli di sicurezza, decidiamo di presentarci ai check in con largo anticipo. Ovviamente pochi pazzi hanno optato per la partenza la mattina di Capodanno e Linate è vuoto. E infatti per questo motivo avevamo trovato due voli premio Millemiglia. AZ simpaticamente evita Cuba, su cui qualunque concorrente italiano fa soldi, DL è sotto embargo e quindi voleremo AF.
L' obiettivo era assicurarsi i posti sulla fila d' emergenza del 744 Air France nella lunga tratta che ci avrebbe portati all' Avana e che AF correttamente non preassegna, li danno solo il giorno stesso al check in se ti vedono OK. Purtroppo a Linate ci danno la carta d' imbarco anche per il volo successivo, ma niente posti agognati, che assegnano solo a Parigi.![]()
Alle 8 siamo soli dentro al Club SEA. Un' ora abbondante a leggere, guardare la TV, ingurgitare brioches, cappuccini, salatini e bibite varie con le due addette esclusivamente per noi. Simpatico avere un salottone a propria disposizione all' aeroporto. Peccato solo non poter fare un altro giro in sala radar... e peccato che non ci sia una postazione Internet. Ma si avvicina la mezzanotte di Cenerentola e, con massimo odio della mia viziatissima compagna, ci mescoliamo al popolo per salire sulla Y del 321 AF. LF direi del 70%, almeno metà dei passeggeri si sarebbe fermata a Parigi.
A CDG fa freddo, arriviamo al terminal 2F e dobbiamo andare al 2A, bisogna camminare per chilometri, scendere, girare, rigirare, camminare, uscire, prendere lo sfigatissimo e sovraffollato bus di collegamento e arrivare infine al 2A. Direi tutto molto scomodo, molto lento e molto mal segnalato. Ma perché non mettono una monorotaia come al Terminal C di Fiumicino e a JFK? Nulla batte la scomodità di Heathrow, ma come hub CDG fa perdere un sacco di tempo. Al 2A la zucca ritorna per un po' carrozza e con la Freccia Alata ci infiliamo nella sala VIP di AF, che è nientepopodimeno che il Salon Concorde, anche se ora i voli di prestigio partono da un' altra parte. All' ingresso entriamo in contatto con l' anima di Air France. Tre addette tre, molto carine, molto cortesi e contemporaneamente molto professionali e distaccate. Ri-chiedo l' assegnazione dei posti sulla fila d' emergenza e si vede che non sono abituate a gestire passeggeri di classe economica, mi sento un po' pezzente. Il problema è che AF ha non solo mille tipi di aerei, ma ognuno in cento configurazioni diverse e su seatguru.com c' è poco. Mi faccio dare un timetable con le piantine degli aerei, ma capisco che il nostro non sarà uno dei 744 "Caraibes Ocean Indien". Alla fine mi arrendo e mi faccio dare le nuove carte d' imbarco con due posti in fila 26, che mademoiselle garantisce essere fila uscita d' emergenza. A bordo scoprirò che l' uscita di emergenza è davanti alla fila 25![]()
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Il Salon Concorde è molto grande ma niente di eccezionale, grufolo fra coca e patatine davanti al PC in una malriuscita imitazione di AZ1774, scrivo un chilometrico messaggio al forum, ma al momento buono POL si impalla come al solito ed è ora di andare al gate. Almeno così sembra, a CDG sui monitor non segnano a che ora si farà l' imbarco, solo che avverrà on time, anche se non è vero e dunque, dopo aver camminato ancora a lungo, salito e sceso scale e camminato ancora siamo in tempo per passare mezz' ora in piedi ammucchiati davanti al gate. Il computer è saltato e faranno l' imbarco del 744 a mano. Grazie a dio mi intrufolo tra i primi e vado a sedermi all' odiato posto tre quarti d' ora prima che salga l' ultimo passeggero. Poi ancora venti minuti a ricontrollare due volte con una macchinetta che il numero di passeggeri corrispondesse.
Infine chiusura dei portelloni, taxi infinito e si decolla. L' ala del 747 è talmente grande che dal finestrino non si vede nulla, ci sono almeno 70 posti vuoti e (vostro orrore!) mi fiondo su un posto corridoio che ha pure il sedile adiacente vuoto. Il seat pitch è davvero ottimo, niente a che vedere con l' ultimo 747 provato, un BA, allungo le gambe con comodo, il vicino non c' è e sto pure largo, anche in Y c' è un piccolo amenity kit con mascherina, tappi per le orecchie e auricolari regalo che si possono tenere e riutilizzare con iPod e Walkman.
Il pranzo è abbondante ma un po' deludente, dai francesi a tavola ci si aspetta ben altro che un pollo col riso similasiatico, volando poi ai Caraibi... In uno dei galley dietro rimarrano a disposizione bibite per tutto il viaggio, ma non sandwich che lasciano solo sui voli più lunghi.
Manca l' Ife, quindi manca pure il noioso scatolotto tra i piedi del 777 AZ, ma odio la TV anche a terra e passo l' intero viaggio dormendo o camminando per i lunghi corridoi.
Mi eccita sempre molto programmare viaggi in aereo, soprattutto intercontinentali, ma al dunque devo dire che sono una palla, le onde dell' oceano annoiano dopo tre minuti, il tempo non passa mai, se il posto è scomodo è una tortura, se non si riesce a dormire il jet lag si accentua. Quindi affronto il rischio di espulsione dal forum e dichiaro solennemente che adoro i WB ma viaggiarci in Y non mi entusiasma, cerco solo di minimizzare la stanchezza e la noia. Questa volta è andata benissimo, tra una pennichella e l' altra, e dopo un discreto spuntino finalmente atterriamo all' Avana, dopo aver recuperato gran parte del ritardo della partenza.
Il Terminal 3 di HAV mi fa una buona impressione, ha pochi anni e credo che sia stato costruito dai Canadesi. Controlli d' immigrazione un po' kafkiani, ma niente timbri sul passaporto per non inguaiare gli Americani che arrivano sfidando il cretino divieto di Washington, le valigie arrivano abbastanza presto e finalmente eccoci a Cuba nel 46° anniversario della Revolucion.
-continua-




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