Scaletta di riparazione a uso di trasmissione.
Pronta in Rai una puntata di riequilibrio. Dopo le infamanti calunnie propagate da Report ai danni della Sicilia bedda e onesta, Rete Due, rete sempre a disposizione, ha già attivato il dottor Masotti e Nove Canali è in grado adesso di dare in anticipo ai suoi lettori il minutaggio, i blocchi e la scalettatura di Punto e Capo, Speciale caponatina: la Sicilia è bedda e onesta.
Giovanni Masotti e Daniela Vergara aprono la puntata offrendo al pubblico in studio la degustazione di cassatine, cannoli e – in area rosticceria – quadume.
Evitare castrato. Provocherebbe incaprettamento.
Primo blocco. Masotti fa il suo stand-up: “Ha proprio ragione Sartori quando sul Corriere scrive ‘mettete la faccenda in mano un Cuffaro e ne vedrete delle belle’”.
La telecamera 1 inquadra Totò Cuffaro seduto nella postazione centrale. Ha sulle ginocchia un piatto e un caratteristico coltello, tipo liccasapuni. Ai piedi, un grazioso paniere di vimini intrecciati colmo di fichidindia. Il presidente dei siciliani – presidente di tutti i siciliani – sprezzante del pericolo, a significare il coraggio delle istituzioni, prende un frutto a mano nuda e con mano ferma sbuccia il ficodindia, incurante delle spine. La Vergara intanto si accomoda al suo fianco, Cuffaro le porge il meritato omaggio mondato di buccia e spine. Primo piano di Vergara che gusta e contemporaneamente fa giradito sulla guancia per dire “è buonissima”.
Campo largo sul pubblico mentre entrano in studio i picciotti e le picciotte di “Ballerò a Ballarò”, gruppo folk diretto dal maestro Pietro Carriglio. Accennano a una tarantella nel frattempo che distribuiscono al pubblico altri fichidindia. Primo piano su Vergara che inghiotte: “I semini si sputano?”. Telecamera 2 su Cuffaro:
“No, ma a suo conforto credo sia opportuno sentire l’illuminato parere di un illustre clinico.
Sto parlando di Umberto Scapagnini”. Rvm Scapagnini.
Masotti lancia e annuisce quello che il sindaco di Catania, tra l’altro medico del Cav., sta dicendo a proposito dei semini: “Possono fare ‘ntuppare se ingeriti in notevole quantità ma alla lunga, pur ritardando sedute fisiologiche, producono un effetto rilassante nell’organismo”.
Secondo blocco. Intervista a magistrato antimafia (individuarlo) disponibile a elogio di Totò Cuffaro. Lancio Rvm d’archivio in cui si vede il senatore a vita Mario Luzi ricevere da Cuffaro il premio, “Marranzano d’argento”.
Dichiarazione di Luzi: “E’ più importante del Nobel”. Ancora un intervento musicale curato da Carriglio. Lancio su serviziointervista a Salvatore Lo Piccolo, “nuovo braccio destro di Bernando Provenzano e ministro di Cosa Nostra – parole di Report –per i rapporti internazionali con l’Antistato”. Lancio dibattito. Minutaggio contingentato (7 min. a Totò, 5 a Gianfranco Miccichè, 3 a Diego Cammarata, il sindaco, 1 a Carriglio con dicitura motivazione in sovrimpressione:
“Grazie alla sua cultura, Palermo s’è liberata della Mafia”).
Terzo blocco. Irrompe in studio un Festino di Santa Rosalia fatto apposta per il pubblico della Rai affinché della Sicilia abbia l’immagine più sincera, quella bedda e onesta.
Note per la regia.
Primo piano con campo americano per Cuffaro (4 frame, telec 1-2).
Veloce carrellata di interviste ai confratelli vestiti rigorosamente d’azzurro.
Presentazione alla Santuzza del sacro cappotto elettorale, ex voto di finissima fattura per grazia ricevuta nei sessantuno collegi.
Madrina della serata Stefania Prestigiacomo (evitare padrini).
La ministro consegna il premio “Fichidindio d’oro per la Sicilia bedda e onesta” a Silvio Berlusconi.
Lancio di pubblicità, ritorno in studio e chiusura:
“Ecco la Sicilia bedda e onesta”.
Su Il Foglio
saluti




Rispondi Citando