COMPLIMENTI PER LA SPLENDIDA ANALISI. IO AVEVO DATO PER SCONTATO PARECCHIO. MA FORSE E' MEGLIO NON DARE PER SCONTATO NIENTE E DIRE LE COSE COME STANNO.In origine postato da fedalmor
1) Quelli non sono fascisti, sono imbecilli (e te lo dice uno che ci ha passato un paio d'anni in quella massa amorfa di cerebrolesi);
2) Certo. Bisogna vedere cosa intendi per autonomie regionali. Se s'intende che a livello economico si debba favorire l'industria tessile laddove ve ne siano i presupposti e l'agricoltura altrove... d'accordo... ma se parli di favorire i dialetti, mettere cartelli in 'doppia lingua', amministrare il denaro pubblico in boiate d'arredo urbano, consentire che vi sia una disparità di risorse statali, etc... allora mi trovi assolutamente contrario. Aumentare di un grado di giudizio i processi, foraggiare ulteriori parlamentini e sovrapporre ulteriori norme al già corposo diritto nazionale è un suicidio.
3) La domanda sorge spontanea: i comunisti - storicamente - cos'hanno fatto?Noi non sosteniamo alcun regime, il regime fascista - che non tutti incensano (io, ad esempio, non lo esalto) - è stata una tirannide necessaria in un periodo di crisi, così come venivano concepite le tirannidi greche. Già con la RSI si è abbozzata una forma di Stato più propria, che è stata distrutta non solo con la fine della guerra, ma appunto con l'abolizione della legge sulla socializzazione.
4) L'occhiolino al Berluscazz l'ha fatto Rauti ed è stato preventivamente buttato fuori dal partito. Noi non facciamo alcun occhietto a nessuno. Buonocore e Taranto che volevano gli accordi con la CdL sono stati 'invitati' ad andarsene e sono confluiti nel MIS con Rauti, che ha già spronato a votare CdL alle regionali. Mi domando, perché Rifondazione si definisce 'comunista' e poi fa l'occhiolino a democristiani catto-integralisti radical chic? Il problema è che la politica è una merda, non che i fascisti siano endemicamente ipocriti, come di fatto sostieni.
5) Partecipazione agli utili e alla gestione dell'azienda in oggetto, ovviamente normati in senso statalista, ma non necessariamente anti-privatista (lo Stato imprenditore nell'iniziativa aziendale, in pratica uno stato sociale propriamente detto, che non debba abolire né l'iniziativa, né la proprietà privata). In ciò s'inserisce una riforma delle camere atta a coinvolgere le classi dei lavoratori che divengano parte attiva della politica interna e non già interlocutori esterni e ignorati. In uno scenario simile, il sindacato non ha ragion d'essere, in quanto è il sindacato stesso a divenire 'parlamento'. Negli Stati comunisti sono stati cooptati nei soviet i fedeli al regime, non vedo che socializzazione ci fosse senza l'intervento diretto delle parti sociali... quello fu nepotismo (i soviet furono concepiti dagli editori di Mosca, non vedo come potessero definirsi 'operai'). Sul fatto che vi siano diversi punti in comune con il socialismo reale è evidente: il fascismo-movimento fu espressione di una comunanza d'intenti tra sindacalisti anarco-insurrezionalisti (tanto per usare un termine in voga oggi), socialisti interventisti e poi repubblicani, monarchici, laici, pagani, atei e cattolici... insomma, un vero crogiuolo d'esperienze che coinvolge in primis la spinta social(-ista) in campo economico, l'identitarismo nazionale e la tradizione romana (ma anche greca, medievalista, evangelica) per la cultura e il primato dell'Italia e degli Italiani secondo lo ius soli.![]()
(piacere di leggerti).




Noi non sosteniamo alcun regime, il regime fascista - che non tutti incensano (io, ad esempio, non lo esalto) - è stata una tirannide necessaria in un periodo di crisi, così come venivano concepite le tirannidi greche. Già con la RSI si è abbozzata una forma di Stato più propria, che è stata distrutta non solo con la fine della guerra, ma appunto con l'abolizione della legge sulla socializzazione.
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Chissà che la vecchiaia mi stia facendo bene... 
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