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Discussione: Gli dei delle urne

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    Predefinito Gli dei delle urne

    Messaggio del 22 gennaio 2005.
    Parla il terrorista Abu Musab al Zarqawi, braccio destro di bin Laden in Iraq.

    “Grazie ad Allah, il piano del jihad sta facendo progressi nel Paese dei due fiumi (Iraq, ndt) e i suoi frutti stanno rivelandosi e sono buoni.
    Che cosa hanno guadagnato gli americani occupanti e i loro alleati sciiti dall’invasione e dall’aggressione contro la terra dell’islam?
    I loro scandali e le loro bugie si sono rivelati a tutto il mondo e le loro pretese di portare stabilità e sicurezza, con il governo iracheno apostata, sono fallite.
    Sono ancora tutti concentrati a realizzare la più grande bugia dell’America: la cosiddetta democrazia.
    Gli americani si sono intrufolati nelle menti di molte persone con la bugia della democrazia civile, creando l’illusione che felicità e prosperità potessero dipendere da questo moderno progetto a opera degli uomini.
    L’Amministrazione americana blasfema ha giustificato la guerra contro l’Iraq e l’Afghanistan definendosi protettrice della democrazia nel mondo; e il governo di Allawi è nato con il proposito specifico di fornire una copertura e di ingannare i cuori degli iracheni e del mondo, in modo da alimentare l’illusione che gli Stati Uniti siano seri riguardo alla creazione di un Iraq indipendente e democratico.

    La trappola ipocrita
    La democrazia è venuta a dirci che il popolo è sia giudice sia riferimento sia colui che prende le decisioni definitive su tutto.
    Il giudizio del popolo è irreversibile: rappresenta sia le regole sia ciò cui le regole fanno riferimento.
    La sua volontà è sacra, la sua scelta è vincolante, le sue opinioni prevalgono su tutto e sono rispettate, il suo giudizio si fonda sulla saggezza e sulla giustizia, e attraverso di lui, tutto ciò che gli interessa si eleva, tutto ciò che non interessa resta nell’ombra.
    Ciò che il popolo permette è permesso, ciò che il popolo nega è vietato e l’unica cosa che conta è ciò che si rifà alla legge e al sistema.
    Tutto il resto non ha né sacralità né valore né peso, anche se si tratta di una religione che arriva dal Signore dei Mondi.
    Questa legge che dà il potere a un popolo di governare su un altro popolo è l’essenza del regime democratico, intorno alla quale tutto ruota, altrimenti cessa di esistere.
    E’ questa la religione della democrazia verso cui si alzano preghiere tutti i giorni.
    La democrazia si basa sulla libertà di credo e di religione che permette a una persona di scegliere la fede che vuole; si basa sulla libertà di parola, qualsiasi forma essa abbia, anche se insulta la religione; si basa sulla separazione tra Stato e Chiesa che contraddice i principi dell’Islam; si basa sui partiti politici e sui gruppi, al di là della loro ideologia, sulla regola della maggioranza, anche se è corrotta, che permette all’infedeltà e alle pratiche sbagliate di moltiplicarsi.
    O musulmani!
    Non fate la pace con chi vuole la democrazia, con chi fa pace con voi solo a patto che rinunciate alla vostra religione e con chi a questi obbedisce.
    Se pensate di poter conquistare un giorno la loro approvazione senza diventare uno di loro, siete in errore.
    Come potete accettare che i Crociati nemici e i loro sostenitori controllino il vostro sangue e i vostri soldi con una legge diversa rispetto a quella pura di Allah e con una religione diversa dalla Sua più giusta religione.
    Dovete stare attenti al piano del nemico che vuole portare la cosiddetta democrazia in modo da rimuovere ciò che di bello c’è in voi: l’hanno perfezionato costruendo la trappola ipocrita che farà prevalere gli sciiti nel governo dell’Iraq.
    Quattro milioni di sciiti sono stati portati dall’Iran perché partecipino alle elezioni e raggiungano l’obiettivo di controllare la maggior parte dei seggi del Consiglio pagano.
    Grazie a ciò potranno formare un governo di maggioranza che controlla i settori strategici della sicurezza e dell’economia.
    Poi cominceranno a diffondere il loro ipocrita dominio sulla gente, con denaro e metallo (armi, ndt) tentazioni e paura.
    Con il loro controllo beneficeranno delle risorse dei musulmani. Perciò abbiamo dichiarato una fiera guerra contro questo processo ipocrita e abbiamo mostrato coloro che stanno con questa ideologia sbagliata.
    Chiunque cerchi di aiutare a far funzionare questo piano è un sostenitore del piano e dei suoi ideatori e sarà giudicato con lo stesso giudizio che toccherà a quelli.
    I candidati per le elezioni chiedono di essere trattati come divinità e coloro che li eleggeranno li tratteranno come dei al posto di Allah.
    Riceveranno la stessa condanna di blasfemia e di deviatori dall’islam”.

    da Il Foglio del 25 gennaio

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Ferrara risponde

    Dice il Decapitatore che “i candidati per le elezioni chiedono di essere trattati come divinità e coloro che li eleggeranno li tratteranno come dei al posto di Allah”, dunque eletti ed elettori “riceveranno la stessa condanna di blasfemia e di deviatori dall’islam”.
    Il documento che pubblichiamo in prima pagina sotto il titolo “gli dei delle urne” mostra in modo inequivoco, con eccezionale vigore raddoppiato dal fragore delle autobomba, la natura radicale, profondissima, religiosa dello scontro in atto sulla democrazia e sulla libertà nel mondo.
    Il discorso contro la “più grande bugia dell’America”, tenuto il 22 gennaio da Abu Mussab al Zarqawi, il luogotenente di Osama bin Laden in Iraq, è il perfetto contrappunto dell’oratoria di George W. Bush, della tonalità religiosa che suffragava due giorni prima, davanti al Campidoglio di Washington, l’idea di una missione liberatrice degli Stati Uniti nel mondo.
    Leggere per credere.
    La paura del partito terrorista - e il discorso del Decapitatore è palesemente la risposta strategica all’inaugurazione del secondo
    mandato del presidente americano – è che gli americani si “intrufolino nelle menti di molte persone con la bugia della democrazia civile” per “ingannare i cuori degli iracheni e del mondo”.
    Il Decapitatore capisce la democrazia e la sua clamorosa e irreversibile carica modernizzatrice molto meglio di quanto non riescano a capirla i suoi critici d’occidente.
    Al Zarqawi definisce alla perfezione il sistema incentrato sulla sovranità popolare, sulla libertà di pensiero e di culto religioso, sulla libertà di parola, sul governo della maggioranza, sulla separazione tra stato e chiesa, e per essere un bandito sembra un bandito che abbia letto Rousseau e Montesquieu.
    E che abbia perfino sfogliato Max Weber, coniatore della formula del “politeismo dei valori”, visto l’accenno ai candidati dei diversi partiti “trattati come divinità”.
    La democrazia, “questo moderno progetto ad opera degli uomini” (nelle parole colte del bandito), consacra la persona e i suoi diritti, “tutto il resto non ha né sacralità né valore né peso, anche se si tratta di una religione che arriva dal Signore dei Mondi”.
    Per noi forse no, per noi il carattere religioso della democrazia è un eccesso conservatore, ma è chiaro che per i capi del partito del terrore la democrazia è un’eresia religiosa, un nemico religioso.
    La democrazia come programma politico non ha valore e merita disprezzo per lo storico Eric Hobsbawm, per lo scrittore Norman Mailer, per le frotte di intellettuali che considerano le elezioni in medio oriente o in Afghanistan una “fiction”.
    Però ci conforta il disprezzo timorato e simmetrico del Decapitatore, la sua paura trasparente che questa “trappola ipocrita” possa camminare sulle gambe di milioni di iracheni, magari faticosamente, ma a cominciare da domenica prossima.

    Il Foglio del 25 gennaio

    saluti

 

 

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