«Con Alessandra serve l’intesa alle politiche»
Il premier continua il pressing e offre 5 seggi. E Rauti vuole indebolire la concorrente
di MARCO CONTI
ROMA - «La Mussolini in Campania? Puo farcela perchè c’è una grande voglia di cambiamento e i sondaggi lo confermano. Mi sembra però, a leggere i giornali, che Berlusconi debba prima convincere Fini. Comunque se trovano una faccia nuova ce la possono fare». Antonio D’Amato, ex leader di Confindustria e mancato candidato della Cdl contro Bassolino, è appena sceso dall’aereo che lo ha riportato da Vienna e si attarda in una delle edicole di Fiumicino. Non sembra avere dubbi l’ex presidente di Confindustria sulla scelta che dovrebbe fare il centrodestra. Per la verità non avrebbe dubbi nemmeno il presidente del Consiglio che da qualche giorno è in pressing - sempre più nervoso - sul ministro degli Esteri, che di Alessandra Mussolini non vuol sentir parlare e promette per oggi un attacco durissimo contro chi nel centrodestra vuol fra rientrare dalla finestra quei fantasmi che il partito gettò dalla porta dieci anni fa a Fiuggi.
Berlusconi però non sembra intenzionato a mollare anche perchè, regionali a parte, guarda già alle politiche dove servirà sommare tutto, radicali compresi, per battere un centrosinistra più compatto del 2001. Raccontano i bene informati che nella telefonata che Berlusconi ieri l’altro ha fatto alla Mussolini si siano di fatto gettate le basi dell’intesa per il prossimo anno e che il presidente del Consiglio abbia di fatto accettato di trattare dalla base di quattro-cinque seggi sicuri che verrebbero garantiti ad ”Alterativa sociale” che intende sicuramente eleggere in Parlamento sia Roberto Fiore che Adriano Tilgher. Chiusa l’intesa con il Msi (Movimento Idea Sociale) di Pino Rauti che di fatto è entrata nella Cdl, il presidente del Consiglio sta in queste ore perseguendo tenacemente il disegno di tenere agganciata la Mussolini al centrodestra, arrivando magari a stipulare un patto di non belligeranza in alcune regioni che imporrebbe alla stessa Mussolini di mancare in qualche area l’obiettivo della raccolta delle firme. Nel frattempo Rauti continua nell’opera di indebolimento della Mussolini e nei giorni scorsi è riuscito a strappare ad ”Alternativa sociale” le venti federazioni della ”Fiamma Tricolore” di Fabrizio Taranto e Luca Romagnoli. Come si vede a destra di An c’è molto fermento e ieri ha destato scalpore l’apertura di un’inchiesta della procura di Brescia che starebbe rispolverando l’ex legge Mancino contro ”Forza Nuova” e Roberto Fiore per alcune scritte antisemite apparse sui muri della città.
Se Berlusconi ha più di una recriminazione nei confronti di Fini per la sua ostilità a lasciare che cresca qualcosa alla sua destra, qualche mugugno si sta levando in queste ore dentro il partito di via della Scrofa. «Stiamo arrivando al nodo delle alleanze e di come allargare il Polo troppo tardi - commenta uno dei rappresentanti di An nell’esecutivo - abbiamo lasciato andar via la Mussolini e ora su due piedi stiamo cercando di riprenderla, ma è chiaro che più passa il tempo e più alto sarà il prezzo». A via della Scrofa sono in molti a ricordar il ”no” di Fini nel ’96 a Rauti che costò al centrodestra non pochi collegi e giurano che alla fine «Berlusconi farà l’accordo e noi dovremmo adeguarci». Come accadde nel 2001.
da Il Messagero di sabato 29 gennaio 2005 pag. 11




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