Non entro in merito alla questione di Ataturk massone e dei suoi sucessori massoni, semplicemente perché non lo so e non ne ho la documentazione e la preparazione necessarie.
Ciò che rifiuto fortemente è di cercare di vedere dappertutto un continuo e possibile complotto massonico/giudaico... Niente di più, niente di meno.
Per tornare all'argomento del thread vorrei sottolineare che tutti gli esponenti delle minoranze religiose - in testa il patriarca di Constantinopoli e i vescovi cattolici - sono fortemente favorevoli all'ingresso della Turchia in Europa, che comporterebbe un deciso miglioramento delle loro condizioni di vita.
Le argomentazioni a favore e contro l'ingresso della Turchia sono ampiamente note, perciò non voglio qui ripeterle estesamente.
Basti però ricordare che gli argomenti contro sono di gran lunga preponderanti, mentre quelli a favore o sono espressione di un ottimismo che rasenta l'ingenuità, oppure nascondono interessi sospetti di un ristretto, per quanto potente, gruppo di persone.
La Turchia è distante anni luce dall'Europa poichè essa non condivide molti dei valori che stanno alla base dell'Unione Europea. Lo strapotere dei militari, lo scarso spirito democratico, l'acceso nazionalismo, le velleità espansionistiche, il disprezzo per le minoranze, la negazione del genocidio armeno, il mancato rispetto dei diritti umani, la pulizia etnica nei confronti dei curdi; tutti questi non sono dei fatti di poco conto; non possono essere nè sottaciuti nè sottovalutati.
Bisogna ammettere con franchezza e senza ipocrisie che questo atteggiamento della Turchia, aggressivo ed intollerante, è una sua plurisecolare costante, che permea sia la sua classe dirigente che la popolazione comune e perciò non è ragionevolmente ipotizzabile che con alcune riforme legislative essa possa, nel giro di alcuni anni, cambiare. Non per nulla allorquando Kemal Ataturk impedì l'uso del fez in Turchia, fra i detrattori della Turchia cominciò a circolare la seguente battuta: " Kemal ha fatto cambiare il copricapo, ma le teste sono rimaste le stesse".
Quindi va opposto un chiaro no all'ingresso della Turchia in Europa. Va infine notato che molti dei politici che pubblicamente si esprimono a favore dell'ingresso della Turchia, poi, in privato affermano esattamente il contrario. Tutto ciò induce a concludere che nessuno, o quasi, è favorevole all'ingresso della Turchia, ma dato che anni fa è stato ad essa promesso che, un giorno, avrebbe anch'essa fatto parte dell'Europa, oggi non sanno che cosa fare per impedire che ciò avvenga...




