La Giunta vara la nuova mappa delle circoscrizioni proposta dall'assessore Sanna
Provinciali, oggi i nuovi collegi
Scontro nella maggioranza sulla data del voto

Collegi al varo. La nuova mappa per le elezioni provinciali, miccia che ha acceso anzitempo la sfida tra candidati e partiti, oggi avrà il battesimo della Giunta. L'agenda dell'esecutivo regionale (convocazione per le 10) prevede l'approvazione del nuovo assetto, dopo le correzioni proposte dall'assessore regionale agli Enti Locali Gianvalerio Sanna. «Sono stati rivisti tutti i collegi che presentavano evidenti anomalie», spiega Sanna. «In pratica si è cercato di rispettare un sostanziale equilibrio demografico che in alcuni casi era compromesso». Sanna precisa anche che il metodo adottato si basa non su fattori «discrezionali ma esclusivamente tecnici e numerici». Insomma nessun cambiamento sulla scia di gradimenti politici o imposto da strategie elettorali. «È un lavoro fatto dagli uffici, su indicazioni e parametri generali con l'unico obiettivo di avere collegi più omogenei». Al momento nessuna anticipazione sui correttivi. Unico dettaglio: l'esecutivo prenderà in visione alcune opzioni e non una proposta chiusa da votare. A interferire con la riunione di oggi, non solo le linette di febbre che ieri mattina hanno costretto il presidente della Regione Renato Soru a rimandare il faccia a faccia con l'assessore Sanna, ma anche le novità da Roma, il vertice di questo pomeriggio tra Governo nazionale, Giunta, sindacati e organizzazioni di categoria. In ballo il futuro dell'industria sarda. Le dateIn viale Trento si parlerà anche di date delle elezioni. Argomento non all'ordine del giorno ma quanto mai incalzante visto i tempi che Soru si è proposto di rispettare. Il presidente della Regione in accordo con l'assessore e con le segreterie dei partiti stabilirà il giorno del voto. L'orientamento del governatore resta quello di uniformarsi all'appuntamento nazionale del 3, 4 aprile. Scadenza su cui però pesano come macigni valutazioni tecniche, politiche e anche di legge. A parte i congressi che impegnano numerosi partiti, c'è la questione delle scadenze previste dalla normativa nazionale: i 55 giorni, stabiliti dalla leggina regionale per i comizi elettorali prima di fissare la data delle elezioni, devono partire dopo i 15 giorni di pubblicazione dei collegi. E se così è, l'appuntamento dei primi di aprile è già saltato. Dall'assessorato si parla di «ratio della norma assolutamente diversa». La disputa è aperta, anche se sono in molti nella stessa maggioranza convinti che insistere sulla data di aprile, con contenziosi da sciogliere, non giova a nessuno. La polemica Si allarga il fronte di quanti chiedono la modifica del tracciato licenziato dalla prima commissione Autonomia. Il centrodestra non ha dubbi: «Alla base di quelle scelte è sempre più evidente la strategia del centrosinistra di modificare i collegi non secondo criteri reali ma attraverso furberie». L'analisi è del coordinatore regionale di Forza Italia, Piergiorgio Massidda, che cartina alla mano punta il dito su Monserrato e Selargius: «Sono stati accorpati per indebolire il centrodestra». Per Massidda si è voluto colpire una zona che ha dato ottimi risultati con il consigliere provinciale di FI, Paolo Trudu e l'ex assessore provinciale (entrato in Consiglio regionale) Mariano Contu. Polemiche anche per Quartu accorpato a Maracalagonis. A farne le spese il presidente della Provincia di Cagliari, Mauro Contini: «Penso che queste scelte siano frutto di valutazioni politiche più che tecniche», commenta Contini. «Aspettiamo la nuova definizione della Giunta». A farsi sentire anche l'intero consiglio comunale di Elmas che ha approvato un ordine del giorno in cui chiede la separazione da Sestu. Mariano Dore, consigliere comunale e segretario Udeur spiega: «I rapporti diretti non sono con Sestu ma con Assemini». L' accorpamento definito dalla prima commissione calzerebbe a pennello al consigliere provinciale uscente di FI, Ignazio Perra. Anomalie anche nel Sassarese, su tutti Ardara. Il consiglio comunale all'unanimità chiede il divorzio da Ozieri. Malumori bipartisan. Roberto Ripa