Se la cercate su di una qualsiasi, moderna, carta geografica non la troverete mai. Infatti oggi si chiama Oswiecim e si trova a circa 50 km ad ovest di Cracovia, in Polonia.
Occorre consultare un atlante di almeno 100 anni fa per trovare il nome di Auschwitz.
Amo studiare vecchie e nuove carte geografiche dell' Europa orientale per confrontare toponimi ormai obsoleti, dimenticati, con il loro corrispettivo odierno. Testimoniano le migrazioni, i numerosi cambi di sovranità e spostamento dei confini che per secoli hanno travagliato quella sfortunata regione. Solitamente in nomi sono abbastanza simili a quelli passati, come nel caso di Poznan/Posen, Szesczin/Stettin, Timisoara/Temesvar, Split/Spalato. Ma spesso completamente diversi, vedi l' attuale capitale della Slovacchia, Bratislava, che ai tempi di Cecco Beppe era conosciuta come Pressburg dai germanofoni e Pozsony dagli ungheresi. Oppure Zagreb, Agram in tedesco. O Dubrovnik/Ragusa. O ancora la rumena Brasov, un tempo Kronstadt. O la napoleonica Austerlitz, oggi Slavkov in Moravia. E non solo città ma anche intere regioni come la Transilvania, Siebenbuergen per i circa 60 mila germanofoni discendenti degli emigranti sassoni che ancora la abitano, hanno un etimo totalmente diverso. Siebenbuergen significa infatti Settecastelli, mentre come è noto Transilvania è nome latino per "Terra oltre i boschi" (anche la parola rumena per designare la regione, Ardeal, deriva da bosco).
Gli antichi nomi tedeschi non sempre son dovuti al fatto che quelle terre facessero un tempo parte della Germania o dell' Austria-Ungheria
Emigranti sassoni infatti si stabilirono nell' odierna Transilvania 3 secoli prima che la regione fosse inglobata nell' impero austroungarico.
Dirigendo lo sguardo più a nord sull' atlante troviamo la città che certo detiene il record in fatto di pluralità di nomi. Conosciuta da noi italiani come Leopoli, fu, di volta in volta, L' vov per i russi, Lwow per i polacchi, Lemberg per gli austriaci. Oggi, finalmente, Lviv per gli ucraini. E speriamo che quello sia il suo nome definitivo. Che a qualche importante e nervoso vicino non venga in mente di cambiarle nazionalità e nome un' altra volta.
g




Rispondi Citando