Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Dal 2004 con amore
    Data Registrazione
    15 Jun 2004
    Località
    Attorno a Milano
    Messaggi
    19,247
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Se è cerebrale, è vera morte.

    INTERVISTA
    Lo scienziato Rodolfo Proietti: «Ma lo stato vegetativo non è encefalogramma piatto Una grave disabilità è ancora vita per noi»

    Se è cerebrale, è vera morte



    Da Roma Luigi Dell'Aglio

    «Si definisce morte cerebrale la condizione che sopraggiunge quando il cervello è completamente e irreversibilmente compromesso. E dalla morte cerebrale, che per la scienza individua la morte dell'essere umano, nessuno si è mai risvegliato».
    Il professor Rodolfo Proietti, direttore dell'Istituto di Anestesia e di Rianimazione dell'Università Cattolica, ribadisce la posizione assunta da più di venti anni dalla comunità scientifica mondiale e fatta propria, già nel 1985, dalla Pontificia Accademia delle Scienze. L'argomento è caldo, e Proietti si accinge a spiegare in un rapporto quali sono i criteri neurologici su cui si basa l'accertamento della morte. Ne parlerà nel convegno internazionale, che si preannuncia molto vivace, organizzato proprio dall'Accademia Pontificia, per oggi e domani in Vaticano, dal titolo «The signs of Death», i segni della morte, e che ha come scopo una nuova approfondita riflessione su questa delicata materia.

    Professor Proietti, con quali segni certi si presenta la morte?

    «Le condizioni necessarie perché sussista la morte cerebrale vengono valutate in base a criteri neurologici molto rigorosi. Sono condizioni che debbono risultare assolutamente certe. Non può essere ammesso alcun rischio di errore. Perciò sia la scienza sia il diritto sia i comitati etici hanno ritenuto opportuno fissare un adeguato periodo di osservazione. Questo va da un minimo di sei ore per gli adulti a un massimo di 24 ore per i bambini di età inferiore a un anno. Alla fine del periodo di osservazione, una commissione (composta da tre specialisti: anestesista-rianimatore, neurologo esperto in elettroencefalografia e medico legale), se l'encefalo del paziente ha subìto lesioni complete e irreversibili, dichiara la morte».

    Questa norma è seguita in tutti i Paesi?

    «Tutte le grandi società scientifiche e le commissioni mediche riconoscono questi criteri, sia pure con piccole differenze tra paese e paese. Si considera giusto rispettare un adeguato periodo di osservazione, anche se l'avvenuta morte dell'encefalo potrebbe essere accertata in tempi molto più brevi, utilizzando indagini strumentali».

    Quali, per esempio?

    «L'angiografia cerebrale, prima di tutto. Si usa nei casi in cui possa sussistere un minimo dubbio. Con questo esame si accerta se, all'interno del sistema nervoso centrale, arriva ancora sangue oppure no. Se emerge che l'intero cervello non è più irrorato, tutti gli altri segni clinici diventano irrilevanti: la morte cerebrale è evidente. Ma bisogna dire subito che tutta la fase di osservazione clinica e strumentale per accertare la morte cerebrale ha inizio soltanto dopo che i medici hanno messo in atto tutte le terapie per prevenire questo evento. Supponiamo che un paziente sia trasportato in ospedale per un grave trauma cranico. I medici interverranno con una terapia anti-edema, per evitare che si gonfi il tessuto cerebrale. Se si crea una forte ipertensione endocranica, e non viene trattata, sopraggiunge la morte del cervello. In caso di emorragia cerebrale, si ricorre a un intervento chirurgico per togliere il sangue travasato. Oppure può essere necessaria una craniotomia per decomprimere il cervello ed evitare un arresto di flusso del sangue».

    Qual è la percentuale di pazienti che non sopravvivono dopo un grave trauma cranico?

    «Nei reparti di rianimazione, dove si viene seguiti da un'équipe multidisciplinare, i risultati sono abbastanza soddisfacenti: più dell'80% dei pazienti guarisce; meno del venti per cento può andare incontro a disabilità anche pesanti; solo nell'uno per cento dei casi il danno è tale che, nonostante gli interventi terapeutici più avanzati, si verifica la morte cerebrale».

    Spesso, dopo un trauma o per una grave patologia, sopraggiunge il coma, cioè la perdita di coscienza. Può essere sempre accertata, con la massima chiarezza, la differenza tra questa condizione (o altre simili), e la morte cerebrale?

    «Le varie condizi oni sono definite con la massima chiarezza. Il paziente in coma ha gli occhi chiusi e reagisce - anche se scarsamente - agli stimoli esterni. Il coma però può evolvere in tre direzioni. La prima è la guarigione : dal coma si esce in un'elevata percentuale di casi. La seconda è lo stato vegetativo persistente: il coma si trasforma in un'altra condizione, prevalentemente per effetto di una lesione della corteccia cerebrale, la parte più esterna del cervello. Il paziente riapre gli occhi, riacquista una mimica, cioè una capacità di espressione del viso, recupera l'attività respiratoria, e una certa reattività agli stimoli esterni. Anche lo stato vegetativo può migliorare in modo significativo, specie nei primi due anni; talvolta, tuttavia, il paziente non riesce a recuperare - spesso nemmeno dopo anni - un vero contatto con l'ambiente esterno. Poi c'è la terza, possibile conclusione del coma: la lesione si estende a tutto il sistema nervoso centrale. Ed è la morte cerebrale».

    In questo convegno saranno presentati dati nuovi e si aprirà un dibattito. Potrebbero essere avanzate proposte più restrittive che limitano il valore della dichiarazione di morte cerebrale?

    «Per discutere nuove posizioni, occorre prima conoscerle. Penso che si tratti soprattutto di dubbi che proprio nel dibattito potranno essere risolti. Qual è l'interrogativo principale che può sorgere? Che i metodi utilizzati dalla scienza non siano sufficienti, in qualche modo, ad accertare la morte dell'encefalo? Tenuto conto dei criteri neurologici da tempo consolidati, ritengo che questi dubbi non siano giustificati. Nessuno ha mai notato un recupero, anche minimo, laddove sia stata accertata la morte cerebrale».

    Esistono fasi di confine, near-death, in cui la morte cerebrale non è ancora avvenuta?

    «C'è chi ha proposto di equiparare alla morte cerebrale lo stato vegetativo. A questa idea ci opporremo sempre, e strenuamente. La distruzione completa della corteccia e uno stato veg etativo irreversibile non bastano per dichiarare la morte cerebrale. Occorre che siano completamente e irreversibilmente distrutte non solo la corteccia ma anche le strutture troncoencefaliche, che permettono ai polmoni di respirare e al cuore di battere. Si tratta di situazioni ben diverse. Una grave disabilità non può mai essere equiparata alla morte cerebrale. Per noi, in quel caso, la vita è presente».


    Avvenire - 3 febbraio 2005

  2. #2
    allevatore
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    campagna lombardo-veneta
    Messaggi
    4,930
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    cerebrale.

  3. #3
    Dal 2004 con amore
    Data Registrazione
    15 Jun 2004
    Località
    Attorno a Milano
    Messaggi
    19,247
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito


  4. #4
    allevatore
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    campagna lombardo-veneta
    Messaggi
    4,930
     Likes dati
    0
     Like avuti
    6
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Thomas Aquinas
    ho solo anticipato Dreyer.

  5. #5
    Dal 2004 con amore
    Data Registrazione
    15 Jun 2004
    Località
    Attorno a Milano
    Messaggi
    19,247
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Che non venga mai a saperlo quindi...

 

 

Discussioni Simili

  1. La crisi della definizione di morte cerebrale
    Di Giordi nel forum Laici e Laicità
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 07-07-10, 08:00
  2. Bioetica. Sulla morte cerebrale
    Di Epifanio nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 06-09-08, 12:13
  3. Risposte: 32
    Ultimo Messaggio: 15-05-05, 16:46
  4. Davide, tre anni, dichiarato in cosiddetta morte cerebrale
    Di franco damiani (POL) nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 25-12-02, 02:34
  5. Donazione degli organi e morte cerebrale
    Di Qoelèt nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 24-03-02, 21:12

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito