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  1. #1
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    Predefinito Bonelli in difficoltà ?

    La bonelli, la storica casa editrice di Tex, ultimamente secondo me sta attraversando moltissime difficoltà, tutto è cominciato con la cessione alla star di Jonathan Steele, poi proseguito con la futura chiusura e cessione alla Edizioni IF di Nick Raider e prosegue con i notevolissimi ritardi delle uscite, ad esempio le fumetterie NON ricevono più Dampyr da almeno cinque mesi, e con il nuovo numero del Dylan Dog Book che NON è riuscito ad arrivare in tutte le edicole.

    Anche i miti sono destinati a crollare?

  2. #2
    .
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    Tex e Zagor hanno accompagnato la mia infanzia, per un periodo abbastanza lungo mio padre non ne ha perso un numero e li leggevo anch'io. Sarebbe veramente un peccato...

  3. #3
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    In Origine Postato da Flora
    Tex e Zagor hanno accompagnato la mia infanzia, per un periodo abbastanza lungo mio padre non ne ha perso un numero e li leggevo anch'io. Sarebbe veramente un peccato...
    Tutti ne sentiranno la mancanza, ma la Bonelli deve decidersi a cambiare linea, troppo antiquata per i tempi che corrono.

  4. #4
    Orazio Coclite
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    Bonelli è forse il maggiore responsabile della fossilizzazione e arretratezza del fumetto italiano.
    Non per niente gli autori nostrani sono da anni costretti a rivolgersi ai francesi (Dargaud, Glenat, Albin Michel) per pubblicare delle opere che vengano trattate con il giusto rispetto.
    La Bonelli ancora si ostina a pubblicare serie come Zagor, di cui ho TUTTI i numeri fino a metà anni '90, che riflettevano mode culturali ormai scemate da decenni...

  5. #5
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    Predefinito

    In Origine Postato da Orazio Coclite
    Bonelli è forse il maggiore responsabile della fossilizzazione e arretratezza del fumetto italiano.
    Non per niente gli autori nostrani sono da anni costretti a rivolgersi ai francesi (Dargaud, Glenat, Albin Michel) per pubblicare delle opere che vengano trattate con il giusto rispetto.
    La Bonelli ancora si ostina a pubblicare serie come Zagor, di cui ho TUTTI i numeri fino a metà anni '90, che riflettevano mode culturali ormai scemate da decenni...
    Sono d'accordissino con te, ormai è ora che la Bonelli cambi sistema, la roba vecchia è destinata a morire, infatti si vede, fortuna non tutte le case fumettistiche sono così in Italia (che ha moltissimi talenti, alcuni di questi lavorano per case come Marvel o DC) perchè se no saremmo rovinati.

  6. #6
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    Ho smesso di prendere Dylan Dog già alcuni anni fa, era diventato indecente. A parte le storie che ormai erano raffazzonate, scontate e stupide, si devono essere fatti prendere la mano dal successo e si sono messi in testa di fare i moralisti ed i maestri di vita, con una superficialità ed uno stile retorico unici nel loro genere. Uno schifo, insomma.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  7. #7
    Hanno assassinato Calipari
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    In Origine Postato da yota71
    Tutti ne sentiranno la mancanza, ma la Bonelli deve decidersi a cambiare linea, troppo antiquata per i tempi che corrono.
    A me i suoi fumetti piacciono, in particolar modo Julia

    A me piacciono i fumetti che si leggono, e non quelli con 4 tavole colorate e piene di confusione che costano un occhio della testa...

  8. #8
    Orazio Coclite
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    In Origine Postato da yurj
    A me i suoi fumetti piacciono, in particolar modo Julia.
    A me piacciono i fumetti che si leggono, e non quelli con 4 tavole colorate e piene di confusione che costano un occhio della testa...
    De gustibus... Ma c'è pure chi preferisce leggere cose intelligenti e, possibilmente, ben fatte. Non per questo disdegnando il fumetto che si avvale dell'impostazione classica. Non scordiamoci d'altronde di capolavori assolutamente rivoluzionari ed innovativi, quali ad esempio Watchmen e V for vendetta, che partono proprio dalla griglia tradizionale a sei spazi.
    Ma dopotutto di Alan Moore non se ne trovano troppi in giro...

  9. #9
    Orazio Coclite
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    Per dirla con le parole del grande Giorgio Gaber:

    "la casa editrice Bonelli è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana..."

    Perché al di là di chi, come l'amico poco sopra, limita probabilmente la propria fruizione giornaliera di fumetti ai cinque minuti spesi al gabinetto (e i fumetti Bonelli sono negli anni stati identificati proprio come la lettura da intrattenimento da gabinetto per eccellenza...), c'è pure chi si domanda il perché di tanta differenza tra la realtà italiana e quella, ad esempio francese o belga. C'è chi si domanda perché tanti autori italiani hanno maggiore successo e riconoscenza in Francia. C'è chi si domanda perché Serpieri e Giardino, seppure italiani, escano prima in Francia e poi in Italia. C'è chi si domanda perché tutta questa differenza qualitativa e quantitativa tra noi e la situazione d'oltralpe. Possibile che Hugo Pratt e Corto Maltese debbano essere più noti ed apprezzati a Parigi che non a Venezia?
    E di tutto questo la Bonelli, tra tanti sicuri meriti, ha anche delle colpe precise che nascono proprio dal suo modo di fare ed intendere fumetto in Italia.

  10. #10
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    Predefinito

    In Origine Postato da Orazio Coclite
    Per dirla con le parole del grande Giorgio Gaber:

    "la casa editrice Bonelli è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana..."

    Perché al di là di chi, come l'amico poco sopra, limita probabilmente la propria fruizione giornaliera di fumetti ai cinque minuti spesi al gabinetto (e i fumetti Bonelli sono negli anni stati identificati proprio come la lettura da intrattenimento da gabinetto per eccellenza...), c'è pure chi si domanda il perché di tanta differenza tra la realtà italiana e quella, ad esempio francese o belga. C'è chi si domanda perché tanti autori italiani hanno maggiore successo e riconoscenza in Francia. C'è chi si domanda perché Serpieri e Giardino, seppure italiani, escano prima in Francia e poi in Italia. C'è chi si domanda perché tutta questa differenza qualitativa e quantitativa tra noi e la situazione d'oltralpe. Possibile che Hugo Pratt e Corto Maltese debbano essere più noti ed apprezzati a Parigi che non a Venezia?
    E di tutto questo la Bonelli, tra tanti sicuri meriti, ha anche delle colpe precise che nascono proprio dal suo modo di fare ed intendere fumetto in Italia.
    Aggiungo anche che in Italia autori come Serpieri, Pratt ecc. arrivano sempre con estremo ritardo nelle fumetterie e nelle edicole (quando ci escono) denotando una chiara sottovalutazione da parte degli editori dei suddetti autori che magari preferiscono fare di tutto di più per la bonelli (nemmeno fosse chissa chi) che è la casa editrice più antiquata in Italia, e magari vengono sottovalutati grandi soggettisti come Neil Gaiman e la sua opera d'arte che è Sandman, vengono anche sottovalutati grandi mangaka come Jiro Tanaguchi (anche se c'è da dire che ultimamente sta attirando parecchio l'attenzione delle case editrici).

 

 
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