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Discussione: Godo, e basta.....

  1. #11
    MILANESE DI UNA VOLTA
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    Originally posted by silvioleo
    sembri me dopo milan-livorno alla prima
    Hai anche tu una caviglia gonfia con su il ghiaccio?

  2. #12
    Silvioleo
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    Originally posted by Il_Siso
    Hai anche tu una caviglia gonfia con su il ghiaccio?
    no ma gridavo a tutta contro quei komunistacci mangiabambini

  3. #13
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    Tutto in un attimo...
    06/02/2005 22.59.00
    Una girandola di emozioni. Il Milan che affronta la Lazio sa di non poter sbagliare. La sconfitta della Juve, la seconda consecutiva, ha un sapore particolare perché permetterebbe ai rossoneri, in caso di vittoria, di accorciare il distacco a meno due. Scende in campo a San Siro la squadra di Carlo Ancelotti, sa di dover cogliere l’attimo. Carpe diem, Milan.
    Ma il verdetto del rettangolo di gioco sembra impietoso. I primi 45 minuti anonimi, poi ad inizio ripresa il vantaggio biancoceleste. Proprio così, deve vincere il Milan. Eppure il sorriso ha il volto di Oddo, il tabellino porta il suo nome, allo stadio esultano i tifosi avversari.
    Cresce l’ansia, la sensazione che questo campionato sia un po’ sfortunato, quanto meno. Che la squadra non sappia approfittare delle chance che le vengono date.
    Poi entra Shevchenko, il Pallone d’Oro. Entra anche Cafu, che sulla destra cambia il ritmo e fa ancora sperare. Ci crede ora il Milan e la sua curva lo incita a dovere. Hanno tutti ragione. Segna Sheva e lo fa con una punizione semplicemente stratosferica. Peruzzi è battuto, la prima volta.
    Poi i minuti passano, la palla danza, i rossoneri ci provano. Eppure mancano pochi istanti alla fine, pochi granelli alla clessidra, e il tabellone segna 1-1.
    Ma non è finita. Kakà veste i panni dell’eroe e, al fotofinish, parte in azione personale. Tira… Il palo. Incredibile. Ma, ripetiamo, non è finita. C’è Crespo, pronto ad insaccare. Ancora il legno colpito, ma questa volta poi la palla si infila nel sacco. Peruzzi è battuto, la seconda volta. Gool! Vittoria!!!
    Tre punti fondamentali. Rosetti fischia la fine della partita. Il Milan può esultare, Sheva batte la mano sul cuore, guarda la curva insieme ai suoi compagni. I tifosi si godono l’epilogo. Quello sognato e diventato in quell’attimo finale la più dolce realtà.

  4. #14
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    MILAN-LAZIO 2-1
    06/02/2005 22.20.00
    MILAN-LAZIO 2-1

    MILANO – Dopo un weekend intensissimo, il Milan dà il colpo d'ala. La squadra rossonera riesce a battere la Lazio con un 2-1 conquistato con grande grinta e con il cuore. Primo tempo incolore, inizio ripresa complicato con il gol di Oddo su rigore e poi la reazione. L'Ingresso di Sheva e Cafu, la voglia di ribaltare il risultato e di vincere per approfittare al massimo della sconfitta della Juve contro il Palermo. La punizione dell'ucraino che è valsa il pareggio e, al fotofinish, la rete di Crespo. Due gol, tre punti per una grande gioia, e adesso meno due dalla Juve. Che sofferenza, ma grazie ragazzi!


    LA PARTITA. Clarence Seedorf recupera dalla leggera forma influenzale che lo aveva colpito nella serata di ieri e parte dall’inizio con gli stessi compagni di squadra con cui ha condiviso la vittoria di Messina, mentre la Lazio infoltisce il centrocampo con gli esterni Oddo e Cesar per cercare di arginare sulle fasce la squadra rossonera. Dopo la sconfitta della Juventus e il pareggio dell’Inter, il Milan e la Lazio si presentano così agli ordini di Rosetti per il posticipo domenicale. La prima conclusione, su punizione, è di Dabo che calcia alto al 4’ minuto. Risponde tre minuti dopo Gattuso che non impegna granchè Peruzzi ma che ha il merito di provarci e di essere il primo a cercare la porta avversaria esattamente come è accaduto mercoledì sera a Messina. Un primo bilancio dopo undici minuti di gioco: Milan non velocissimo, e non sempre molto preciso, Lazio coperta e reattiva nei contrasti. Al 16’, dopo alcuni tentativi rossoneri senza finalizzazioni, ecco un tiro debole di Pandev che si perde sul fondo alla destra di Dida. La risposta, poco dopo, di Stam, sempre dalla distanza. Il Milan fatica ad alzare il ritmo contro una squadra bianceleste che pressa a tutto campo, che ha Dabo praticamente a uomo su Kakà, e che porta disturbo anche sul difensore centrale quando questi è il portatore di palla come accade con Rocchi su Nesta. Il primo pericolo per la Lazio arriva al 26’ dopo un colpo di testa, un tentativo di controllo di Tomasson in area di rigore e la botta di Seedorf che dal limite dell’area, sulla respinta, impegna Peruzzi. Passano quattro minuti e una discesa di Antonio Filippini infligge un attimo di affanno alla difesa rossonera con un cross da destra. Al 37’ un guizzo di Kaladze semina se non altro lo scompiglio nell’area laziale prima che un campanile veda Peruzzi uscire in anticipo su Crespo. E’ sempre l’argentino ad alzare di testa poco prima della fine del primo tempo con Tomasson che non riesce a correggere sotto misura in rovesciata. Le due squadre vanno al riposo sullo 0-0 dopo un primo tempo sostanzialmente impalpabile, nel corso del quale la squadra rossonera ha fatto poco per essere brillante e incisiva. A complicare le cose una Lazio molto applicata, molto attenta e ben organizzata allo scopo di arginare il gioco rossonero.

    Alla ripresa del gioco nessuna variazione nei due schieramenti, mentre la Lazio ha colto l’occasione dell’intervallo per far effettuare il riscaldamento a Liverani entrato in campo nel corso del primo tempo al posto dell’infortunato Cesar. Mentre Cafu e Shevchenko si riscaldano a bordo campo, il Milan prova a salire di tono e intensità ma anche nei primi sei-sette minuti di gioco non ci sono vere e proprie occasioni da rete a favore dei padroni di casa. A differenza del primo tempo però, la Lazio appare più scattante sulle ripartente verso l’area di rigore rossonera. Fa fede in questo senso un tiro di Liverani. E ancor di più il rigore concesso alla Lazio per un intervento di Stam su Rocchi. La trasformazione è di Oddo. E’ la terza volta consecutiva che i rossoneri vanno in svantaggio a San Siro. Contro l’Udinese c’è stata la rimonta, contro il Bologna no. Ci prova Andriy Shevchenko a rinfocolare le speranze rossonere ma il suo tiro dalla distanza finisce fuori. Ancora il campione ucraino è protagonista con Crespo di una grande occasione al 22’ della ripresa: in scivolata l’argentino devia di poco a fil di palo a porta vuota. Anche in questo secondo tempo al Milan fa difetto la brillantezza. Ma ci pensa Sheva, come all’andata. Il Milan fa centro su punizione. E’ il sesto gol consecutivo in questa stagione di Andriy contro la Lazio dopo la tripletta in Supercoppa e la doppietta dell’andata. Nove minuti dopo il Milan ci riprova con Cafu ma la sua conclusione da destra finisce alta alla sinistra di Peruzzi. Arrivano sempre dalla destra e sempre dal piede brasiliano i suggerimenti per gli attaccanti rossoneri, ma le conclusioni non arrivano.
    Quando tutto sembra perso però arriva la rete finale, firmata Hernan Crespo. In realtà la grande azione è di Kakà. Il brasiliano arriva al limite dell'area, conclude, colpisce il palo. Ma in agguato c'è l'argentino che non sbaglia e regala la vittoria.


    MARCATORI: al 55’Oddo su rigore, al 72’ Shevchenko, al 94' Crespo

    MILAN: Dida; Stam, Nesta, Maldini, Kaladze (dal 57’ Serginho); Gattuso, Pirlo, Seedorf (dal 61’ Cafu); Kakà; Tomasson (dal 56’ Shevchenko), Crespo.

    LAZIO: Peruzzi; Siviglia, Giannichedda; Couto; Oddo, A.Filippini, Dabo, E.Filippini, Cesar (dal 31’ Liverani); Pandev (dal 75’ Di Canio), Rocchi.

    ARBITRO: Rosetti (assistenti Mitro e Farneti, quarto uomo De Marco)

    AMMONITI: E. Filippini, Stam, F. Couto, Dabo,

    TEMPO DI GIOCO: 45 + 1 nel primo tempo;

  5. #15
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    Predefinito già che ci sono posto anche Messina-Milan

    da: www.acmilan.com




    MESSINA-MILAN 1-4
    02/02/2005 22.31.00
    Dopo due sconfitte consecutive, contro Livorno e Bologna, il Milan si presenta al cospetto del Messina per invertire la tendenza. Obiettivo tre punti per la classifica e per allontanare quella che inizia a sembrare una crisi di risultati. Non un’impresa facile per i rossoneri, proprio il Messina infatti evoca ricordi poco positivi. All’andata la squadra di Mutti era infatti riuscita a battere i rossoneri grazie ai gol di Giampà e Zampagna.
    Adesso però tutto è diverso, il Milan vuole rialzarsi e per farlo Carlo Ancelotti, costretto a rinunciare a Shevchenko e Inzaghi infortunati, schiera il consueto 4-3-1-2 con qualche cambio importante. In difesa non c’è Stam, ma c’è Nesta a fianco di Maldini centrale, a destra Cafu, a sinistra il ritorno di Kaladze. A centrocampo Pirlo si posiziona nel suo ruolo di playmaker, davanti a lui Gattuso e Seedorf. Per l’olandese una bella opportunità dopo le recenti panchine a favore di Dhorasoo. In attacco Kakà vince il ballottaggio con Rui Costa e viene schierato alle spalle di Crespo e Tomasson.
    Mutti ripropone lo stesso schieramento già adottato contro la Roma, fatta eccezione di Iliev squalificato. Quindi il tecnico giallorosso si affida a Zanchi davanti alla difesa con il compito di marcare ad uomo Kakà, esterni di centrocampo Giampà e Yanagisawa, più avanzati rispetto ai due centrali Coppola e Donati, in attacco, unica punta, Zampagna.
    Dopo tre minuti il Milan ha la prima grande occasione della gara: Tomasson fa partire il contropiede, Gattuso leggermente defilato a destra, entra in area e, libero, conclude, decisamente fuori misura.
    La successiva importante opportunità la crea con un’azione personale Cafu al 7’: il difensore rossonero è rapido ed efficace nell’involarsi sulla fascia destra, poi mette al centro un buon pallone, sul quale arriva Kaladze.Anche il tiro del georgiano però non è preciso.
    E’ precisissimo invece Crespo due minuti più tardi: l’azione parte dai piedi di Seedorf, Kakà di tacco libera l’argentino che non sbaglia. Gol numero sette in campionato per Valdanito, che non segnava dal 6 gennaio. Milan in vantaggio.
    La reazione del Messina è tutta nei piedi di Coppola che al 15’ fa partire un tiro dalla distanza potente ma poco preciso, Dida guarda la palla sfilare alla sua sinistra.
    La formazione di Ancelotti si dimostra attenta, accorta, desiderosa di macinare gioco. E puntualmente i rossoneri concedono il bis: Crespo apre per Cafu, bravissimo a trovare lo spazio e a crossare. Il suo lancio è intercettato da Storari che respinge ma non trattiene. In agguato, Tomasson lo sorprende e realizza il secondo gol. Due reti in 18 minuti, un dato che acquista ancora più significato se si ricorda che i rossoneri non segnavano in trasferta dal 4 dicembre.
    I giallorossi faticano a trovare gli spazi, ma Zampagna e compagni soventi riescono comunque a farsi pericolosi. Al 20’ Parisi impensierisce Dida su calcio di punizione, ma il brasiliano è bravissimo a rispondere al difensore.
    Poi è ancora Milan, dapprima insidioso con una conclusione di Seedorf respinta in corner da un tempestivo Storari, poi con un sinistro al volo di Crespo, di pochissimo a lato.
    Il centrocampista olandese va vicino al terzo gol con un’altra botta dalla distanza, ma anche in questa occasione non trova fortuna sfiorando il palo alla sinistra del portiere siciliano.
    Scocca il trentesimo e il Messina accorcia le distanze: Gattuso perde palla a centrocampo, Parisi crossa, Janagisawa favorisce Zampagna, che di destro, in rovesciata, mette la palla nell’angolino basso alla destra di Dida.
    Poi il centrocampista di Corigliano cerca subito di farsi perdonare con un destro dai 20 metri, sul quale è ancora prontissimo Storari. Peccato.
    A tre dalla fine del primo tempo, il Messina sfiora il pareggio: Zampagna svetta di testa in area eludendo l’intervento dei difensori avversari, la sua conclusione è troppo centrale e Dida può far suo il pallone. Si conclude quindi la prima frazione di gioco, con i giocatori che raggiungono gli spogliatoi in attesa di una ripresa tutta da giocare.

    Stesse formazioni in campo per la seconda parte della gara. Buon inizio da parte del Messina, prima con un cross acrobatico di Donati sul quale esce bene Dida, poi con una punizione di Parisi dalla quale nasce una mischia. Zampagna si lamenta per un presunto fallo di Nesta, Bertini però vede giusto e non concede il penalty.
    La squadra giallorossa è caparbia e crede nella rimonta: Yanagisawa al 9’ st riceve palla in area e conclude bene, ma il portiere brasiliano non si lascia sorprendere e a terra ferma il suo sinistro. Dalla distanza ci prova anche Zoro, da posiziona un po’ laterale, la palla si spegne alla sinistra di Dida.
    Si rivede il Milan con Pirlo su calcio di punizione: traiettoria precisa quella del bresciano, Storari però riesce ad intuire e toccare quanto basta il pallone impedendo agli attaccanti di intervenire.
    I rossoneri appaiono ora più decisi e la gara torna ad essere equilibrata: Crespo può così andare quanto mai vicino al terzo gol con un tiro da ottima posizione, sul quale Storari interviene con i piedi.
    Era la prova generale del tris che puntualmente arriva al 19’st: l’assist è di Kakà, la rete proprio di Crespo che infila Storari in uscita da posizione centrale. Splendida l’azione, splendido anche il gol. Sul 3-1 tutto è più semplice, con un Milan che può così fare la gara che preferisce con il possesso palla e la qualità che gli appartiene facendo comunque attenzione ad un Messina mai arrendevole.
    Al 28’st Storari atterra Kakà in velocità dentro l’area: calcio di rigore netto per i rossoneri che potrebbero così chiudere definitivamente la gara, ma Pirlo non riesce a superare il portiere del Messina, che para ed evita il peggio.
    E’ ancora strepitoso Storari al 35’st, su una conclusione di piatto ravvicinata di Tomasson, nata da un cross del neo entrato Stam. I rossoneri, a recupero avviato, impreziosiscono il successo con il quarto gol firmato Tomasson. Passaggio di Seedorf, rete del danese che supera un difensore e beffa Storari.
    1-4, quindi, al 'San Filippo' vince il Milan che torna quindi a sorridere aspettando la gara contro la Lazio.


    MESSINA-MILAN 1-4 (1-2)
    Marcatori: 9’pt Crespo (Mil), 18’pt Tomasson (Mil), 30’pt Zampagna (Mes), 19’st Crespo (Mil), 47’st Tomasson (Mil)

    MESSINA: Storari; Zoro, Aronica, Rezaei, Parisi (23’st Rafael); Zanchi; Giampà (23’st D’Agostino), Coppola, Donati, Yanagisawa; Zampagna (30’st Di Napoli)
    A disposizione: Eleftheropoulos, Rafael, Cristante, D’Agostino, Amoruso, Di Napoli, Sullo
    Allenatore: Mutti

    MILAN: Dida; Cafu (27’st Stam), Nesta, Maldini, Kaladze; Gattuso, Pirlo, Seedorf; Kakà (42’st Pancaro); Crespo (30’st Ambrosini), Tomasson
    A disposizione: Abbiati, Pancaro, Stam, Ambrosini, Dhorasoo, Rui Costa, Serginho
    Allenatore: Ancelotti

    Arbitro: Bertini di Arezzo (assistenti Pisacreta-Gemignani, quarto uomo Cassarà)
    Ammoniti: 10’pt Zampagna (Mes), 40’pt Zanchi (Mes), 15’st Rezaei (Mes), 28’st Storari (Mes), 30’st Nesta (Mil), 44'st Tomasson (Mil)
    Recupero: 1’pt, 3’st

  6. #16
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    Originally posted by Il_Siso
    Emozione pura.
    Torno a casa con una caviglia sfasciata dopo il gol di Sheva, una scarpa mezza sciolta da una torcia e i pantaloni bruciacchiati dalla stessa torcia, dolori agli addominali per quanto ho cantato e sbraitato contro quei fascisti schifosi laziali e la voce completamente finita ma con una gioia infinita nel cuore. In questi momenti mi spiace per chi non ha la passione del calcio e non è tifoso perchè si perde delle emozioni indescrivibili.


  7. #17
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    Originally posted by Daniele
    A cà per i prà.
    Tra l'altro avete ffatto anche cagare come curva, cantato pochissimissimo. E poi che ridere quelle bandiere dell'Inter, ma non vi vergognate?

  8. #18
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    Originally posted by Il_Siso
    A cà per i prà.
    Tra l'altro avete ffatto anche cagare come curva, cantato pochissimissimo. E poi che ridere quelle bandiere dell'Inter, ma non vi vergognate?
    Beh..non scopri di certo l'acqua calda se noti le bandiere interiste a milano nel settore dei laziali contro il milna..era ovvio..
    non posso dire nulla sulla prestazione...non c'ero (purtroppo) e non posso valutare...
    una cosa è certa..da che mondo e mondo..vi siamo comunque superiori...

    e cmq ti piacerebbe averne di giocatori attaccati alla maglia come Di Canio in squadra...la tua è tutta invidia!!

    retrocediamo?? almeno con onore e senza rubare nulla...

    ..saluti!

  9. #19
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    Originally posted by Daniele
    Beh..non scopri di certo l'acqua calda se noti le bandiere interiste a milano nel settore dei laziali contro il milna..era ovvio..
    non posso dire nulla sulla prestazione...non c'ero (purtroppo) e non posso valutare...
    una cosa è certa..da che mondo e mondo..vi siamo comunque superiori...

    e cmq ti piacerebbe averne di giocatori attaccati alla maglia come Di Canio in squadra...la tua è tutta invidia!!

    retrocediamo?? almeno con onore e senza rubare nulla...

    ..saluti!
    Si, lo so che le avrei viste, infatti ridevo già da prima d andare allo stadio.
    Ok, ci siete superiori e l'avete dimostrato anche ieri.
    Di Canio attaccato alla maglia? "Meglio essere un gagliardetto della Juve che una bandiera della Lazio" "Totti 108 gol, Di Canio 108 maglie" Devo andare avanti?
    Ah già, io ho solo Maldini e Costacurta, proprio gente che non è ttaccata alla maglia...

  10. #20
    TERRA DI MEZZO CROTONE
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    Originally posted by Il_Siso
    Si, lo so che le avrei viste, infatti ridevo già da prima d andare allo stadio.
    Ok, ci siete superiori e l'avete dimostrato anche ieri.
    Di Canio attaccato alla maglia? "Meglio essere un gagliardetto della Juve che una bandiera della Lazio" "Totti 108 gol, Di Canio 108 maglie" Devo andare avanti?
    Ah già, io ho solo Maldini e Costacurta, proprio gente che non è ttaccata alla maglia...
    mai quanto paolo..che si è ridoto addirittura lo stipendio pur di tornare a vestire la casacca biancoceleste...tutto il resto..SOLO LURIDI MERCENARI!!

 

 
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