in ricordo e memoria di robert brasillach
“Sento il dolore del mio paese con le sue città in fiamme – le sofferenze inflittegli dai suoi nemici e dai suoi alleati – sento l’angoscia del mio paese lacerto nel corpo e nell’anima – chiuso nella ferrea trappola della sofferenza.”
Nato a Perpignan, nei Pirenei Orientali il 31 marzo 1909
Assassinato il 6 febbraio 1945 a Montrouge
Novellista e intellettuale, Brasillach appoggio’ apertamente il fascismo dopo gli scontri del 6 febbraio 1934.
Arrestato e trascinato dinanzi al tribunale francese, fu condannato a morte per collaborazionismo il 19 gennaio 1945. Il suo processo scateno’ un iracondo e sofferto dibattito tra gli intellettuali francesi a proposito della responsabilita’ degli autori circa la ripercussione in azioni delle proprie opere.
Francois Mauriac, scrittore Cattolico e parte della resistenza, fu il principale opponente all’esecuzione di Brasillach e si adopero’ a far circolare una petizione per abrogare la sanguinosa decisione della Corte. Tra i firmatari, Albert Camus il quale si proclamo’ contrario alla pena di morte in ogni caso.
Jean Paul Sarte e Simone de Beauvoir (famosi intellettuali di sinistra) rifiutarono di firmare la petizione.
De Gaulle rifiuto’ di ritirare la condanna a morte, nella convinzione che gli intellettuali siano da ritenenersi responsabili di cio’ che scrivono e delle conseguenze dei pensieri che diffondono.
Brasillach fu dunque assassinato il 6 febbraio del 1945.
da it.novopress.info




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