Gorge Schultz: Promotore del modello fascista cileno.
diRichard Freeman - Nouvelle Solidarité del 14 gennaio 2005
(traduzione “quasi” fedele)
Se c’è qualcuno che ha spinto alla privatizzazione e al saccheggio del
sistema pensionistico è sicuramente M. Gorge SChultz, amministratore
delegato del gigante Bechtel, “costruttore di re” del partito repubblicano,
capo dell’équipe dei consiglieri di Gorge Bush alla Casa Bianca, più
conosciuto con il nome di “Vulcano”, e come Robert McNamara prima di lui,
“sicario economico” di primo piano per conto dell’ordinamento finanziario
anglo-americano.
È soprattutto sulla base dei suoi consigli che nell’agosto 1971 il
presidente Nixon mise fine al sistema monetario di Bretton Wood stabilito
prima della 2° guerra mondiale. Era anche il maestro degli “economisti di
Chicago” che si profilavano all’ombra del colpo di stato di Pinochet nel
1973. Nel 1981 egli chiese al ministro del Lavoro cileno Jose Pinera, che
aveva appena privatizzato il sistema pensionistico nazionale, di preparargli
un memorandum del “modello cileno” per proporlo al nuovo presidente Richard
Nixon. Fu il piano lanciato 23 anni fa contro il sistema dello stato sociale
messo in piedi dal presidente Franklin Roosevelt. In sseguito le reti
bancarie di Scultz e di Pinera hanno continuato a collaborare.
Nel corso di un’intervista concessa al canale PBS il 2 ottobre 2000, Schultz
commentò il colpo di stato del 1973 in questi termini: ”Le forze armate
hanno preso il potere ed hanno senza dubbio fatto cose inutilmente brutali
in questa occasione, nondimeno hanno preso il potere (…) Nel Cile c’erano
persone che si facevano chiamare “Chicago boys” perché avevano studiato
economia all’università di Chicago (…) È così che una economia del tipo
“Scuola di Chicago” a poco a poco si è affermata in Cile. E ciò è un
affare”.
SHULTZ CONTRO ROOSEVELT
Convincendo il presidente Nixon ad annunciare, il 15 agosto 1971, che gli
Usa stavano uscendo dal sistema a riserva di oro per intraprendere il
sistema dei tassi flottanti che preannuncia la globalizzazione, Shultz diede
l’ultimo colpo al moribondo sistema protezionistico di Bretton Woods. La
fine formale egli l’annunciò in qualità di ministro delle Finanze di Nixon
nel settembre 1973, quasi due settimane dopo il colpo di stato di Pinochet,
durante la riunione del FMI.
Oggi Shultz è responsabile di due grandi progetti bancari. In primis, sotto
le vesti di “Vulcano”, l’équipe di consiglieri che ha messo in piedi
nell’estate del 1998, in vista della campagna presidenziale di “W”, e
soprattutto di Condoleeza Rice e di Paul Wolfowitz, Shultz controlla da
dietro la politica della Casa Bianca. In secondo luogo, dopo aver iniziato a
sostenere la campagna di Schwarzenegger a governatore della California alla
fine del 2002, Shultz dirige personalmente il progetto chiamato
“uomo-bestia”, che consiste nel trasformare Arnie in un uomo forte, del
genere di Hitler.
Da giovane Shultz fu iniziato alla politica oligarchica. Suo padre, Birl
Earl Shultz, aveva un ruolo importante di informazione per conto del trust
degli anglo-americani. Era direttore del personale dell’American
International Corporation con sede a New York, il più importante centro
della finanza anglo-americana durante la 2° guerra mondiale. Nel 1957 Shultz
verrà assunto come professore di economia alla Graduate School della scuola
di Chicago, di cui sarà il rettore dal 1962 al 1968.
Sotto la sua direzione la facoltà di scienze economiche divenne un centro di
comando della società di Mont-Pélerin che predicava la dottrina del
monetarismo puro e duro, per i quali era una bestemmia l’ipotesi di un
intervento regolatore del potere pubblico.
Questa ideologia della scuola di Chicago fu messa in opera nel Cile di
Pinochet, con i suoi rumori di fasci, le sue privatizzazioni ed il suo
saccheggio del patrimonio nazionale.
Non meraviglia perciò che all’università di Chicago, all’epoca di Shutz, ci
fosse stata una coabitazione fra i neo-liberali di Mont-Pélerin e i
discepoli del fascista Leo Strass.
Dal gennaio 1969 al giugno 1970 Shultz sarà ministro del Lavoro nel governo
Nixon, poi direttore di OMB (Bureau du Budget de al maison Blanche), dove
applicherà una politica di austerità draconiana fino a maggio/giugno 1972,
prima di diventare ministro del tesoro, nel giugno 1974, facendo èquipe con
il sottosegretario al Tesoro incaricato degli affari monetari, Paul Volcker.
Nel 1969, essendosi Nixon deciso a firmare il memorandum della sicurezza
nazionale n. 7, che creava una commissione (formalmente chiamata “gruppo
Volcker”) incaricata di preparare un cambiamento della politica monetaria,
nel maggio 1971 questo gruppo pubblicherà effettivamente un libro bianco
intitolato “Contingency”, che proponeva già da allora una “sospensione della
convertibilità dell’oro”.
A partire dall’incarico di direttore di OMB, Sh ha approfittato delle crisi
del budget e della bilancia dei pagamenti per imporsi come consigliere di
Nixon, in materia di affari monetari internazionali. Così dopo varie crisi
monetarie, risalenti alla svalutazione della sterlina nel 1967, Shultz e
Volcker passarono all’azione. Secondo un documento del Dipartimento di
Stato, il presidente Nixon si riunì dal 2 al 12 agosto con Shultz e
Connally, allora Segretario di stato, per preparare la risoluzione del
trattato di Bretton Woods per quanto riguardava il sistema monetario
internazionale, e Connally dovette esporre le idee di Volcker. Alla fine di
due settimane, culminate il 15 agosto a Camp David, il presidente Nixon
annuncerà lo scissione del rapporto tra dollaro e sistema di riserva di oro
insieme a un corredo di misure di austerità.
Nel suo libro “Politica economica al di là dei grandi titoli”, Shultz si
vanta in questi termini: “E si accettò non solo [l’idea] che i tassi fissi
fossero praticamente impraticabili per il momento, ma anche che ci fosse per
noi una chance di far affermare un sistema di mercato flessibile. Per alcuni
era una pillola amara da inghiottire, per altri, compresi gli Usa,
l’emergenza di un sistema basato sul mercato era considerato un grande
miglioramento rispetto al sistema di cambio fisso basato sull’oro, che aveva
preceduto Camp David”.
Nel marzo 1973 durante una riunione “tesa” dei ministri delle Finanze del
G-10 di Parigi, Shultz si diede da fare per eliminare ogni ostacolo al
sistema dei tassi fissi di cambio. Quindi egli poté vantarsi che “i mercati,
più dei governi, sono ai posti di comando”.
SICARIO ECONOMICO
Nel 1981 George Sh., in qualità di presidente di Brechtel Corporation e di
consigliere dell’équipe di transizione del presidente eletto Ronald Reagan,
rese visita a Jose Pinera, che gli diede un memorandum sul modello cileno di
privatizzazione del sistema pensionistico. Sul suo sito internet Pinera
descrive così questo incontro del gennaio 1981: “George Shultz.(…) mi rese
visita al ministero, a capo di un’importante delegazione della Brechtel.
Dopo aver discusso della politica mineraria, restò con me ancora un’ora per
chiedere di spiegargli per intero la riforma del nostro sistema
pensionistico. Alla fine mi chiese di preparargli un memorandum di una
pagina da portare a Reagan. Glielo portai l’indomani al suo hotel. Il Dow
Jones era a 900”.
Apparentemente Shultz non riuscì a convincere Reagan, ma non smise di
lavorare a quel progetto. Oggi siede al “Social Security Group” del partito
repubblicano, che è all’avanguardia nella lotta per la privatizzazione delle
pensioni, con il sostegno di Bush.
Nel suo libro (Confessioni di un sicario economico), John Perkins, anziano
economista del capo del gabinetto del Consiglio Charles T.Main, racconta in
quale modo i sicari economici, ingaggiati da grandi istituzioni finanziarie
e da altre imprese, incoraggiano i paesi del terzo mondo a indebitarsi; poi
utilizzano l’indebitamento per ottenere concessioni militari e politiche,
anche a costo di genocidi.
Nel suo racconto, Perkins rivela che Gorge Shultz, nella sua funzione di
presidente della Brechtel (1975-1982), poi segretario di stato di Reagan
(1982-1989) era una delle figure più importanti della nuova piramide del
potere imperiale, che impiegava la struttura dei sicari economici per
dissanguare e destituire le nazioni. Shultz non esitò a ricorrere alla forza
per rovesciare alcuni governi, come Ferdinad Marcos nelle Filippine, o per
procurare attacchi a Panama. Il 1 ottobre 1982 il presidente messicano Josè
Lopez Prillo, che aveva appena imposto il controllo dei cambi per proteggere
il credito messicano, dichiarò all’Assemblea Generale dell’ONU che il mondo
stava cambiando il sistema monetario internazionale (impostogli da Shultz) e
stava entrando in una nuova era di “oscurità medievale”. Il giorno prima il
Segretario di stato Usa (Shultz) aveva dichiarato che gli altri paesi non
avevano che da comportarsi bene e rimborsare i loro debiti al FMI.
Ma c’è di peggio sul fronte strategico. Il 25 ottobre 1984, parlando nella
sinagoga di Park Avenue di New York, Shultz preannunciò per gli USA una
politica di prima rottura, simile a quella attuata oggi dal vice presidente
Cheney o al ministro della Difesa Rumsfelf. Per Shultz gli Usa debbono
rompere per primi “Il popolo deve comprendere che ci saranno occasioni in
cui il loro governo dovrà agire prima che lo vengano a sapere”.
Che i banchieri abbiano affidato a Shultz il compito di formare e di
controllare i casi di Gorge W. Bush e di Arnold Schwarznegger testimonia del
potere di supervisione e di orientamento di cui egli dispone nel sistema. La
campagna presidenziale di Gorge W. Bush del 2000 era stata concordata e
lanciata nell’aprile del 1998 a Palo Alto, in California, in casa di Gorge
Shultz. Più tardi egli accetterà di presiedere la Commissione esplorativa di
Bush, assecondato da Dick Cheney. Sapendo che W era uno dei meno qualificati
ad essere candidato a un posto superiore o a ricoprire la carica di
presidente, egli formerà un gruppo incaricato di formulare la politica al
suo posto. Condoleeza Rice li chiamerà i “Vulcani”, ma è Shultz che lo
dirigerà e gli darà un’impronta neo-conservatrice.
Dall’autunno 1998, Shultz fece in modo che tutte le domeniche sera
Condoleeza Rice e il falco straussiano Paul Wolfowitz – oggi numero due del
ministero della Difesa – tenessero una conferenza telefonica con l’allora
governatore del Texas. In seguito altri due falchi e lobbysti sionisti,
Richard Perle e Dov Zakheim, avrebbero tenuto conferenze telefoniche con
Bush ogni lunedì mattina. Così Shultz disponeva di una rete valida per
determinare il futuro politico della Casa Bianca.
Un procedimento simile è stato adottato anche per Arnold Schwarznegger,
mister muscolo, originario dell’Austria, dopato di steroidi, che ha
dichiarato in una intervista del 1977: “Ammiravo Hitler … perché è andato al
potere partendo dal nulla, e senza cultura. L’ammiro anche come grande
oratore e per il suo modo di comunicare con il popolo (…)”.
Nel 2000-2001, in seguito alla privatizzazione dell’elettricità, la
California è stata saccheggiata dai pirati dell’energia (vedi il caso Enron)
di qualcosa come 70 miliardi di dollari. Questa crisi portò al crollo della
rete elettrica, a una crisi dell’industria di base e alla rabbia di una
popolazione spinta a pagare bollette dell’elettricità sempre più pesanti.
L’entourage di Gorge Shultz fece in modo di scatenare questa rabbia contro
il governatore democratico Gray Davis. Il 15 agosto 2003, durante la
campagna per revocare Davis, Arnie apparve davanti alle telecamere per
annunciare la sua candidatura al posto di governatore. Egli era circondato
da Gorge Shultz e da Warren Buffett, i capi del suo staff consultivo.
Buffett, che gestisce uno dei più grandi fondi di speculazione al mondo, è
considerato il genio mondiale dell’investimento da parte di John Train di
Wall Street. Il 17 gennaio 2004 Schwarzenegger annunciò la creazione di un
consiglio economico composto da sei consiglieri, allo scopo di aiutarlo ad
affrontare il deficit economico della California. Presidente del consiglio
economico? Gorge Shultz.
Dopo soltanto un anno di governo, Schwarzenegger ha già incrementato il
debito della California del 50%, sabotando completamente i programmi
sociali. Shultz prepara Arnie in vista della corsa alla presidenza degli
Usa, secondo il programma dell’uomo-bestia.
Come dimostra la sua esperienza di questi ultimi 50 anni, quando un sistema
si trova in grande difficoltà e quando l’oligarchia cerca disperatamente
nuove forme di saccheggio (oggi sono le casse delle pensioni), è Gorge
Shultz che si arma.




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