[QUOTE]In origine postato da Nanths
[B]
E' un po' modiglianesca.....


[QUOTE]In origine postato da Nanths
[B]
E' un po' modiglianesca.....


in effetti, elementare...In origine postato da Beli Mawyr
No scusate, ma era talmente banale che "insubria vertacomora" come location era la stessa di J.I. che non ci voleva uno studio in rosso per arrivarci![]()
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Non sono il fake di nessuno, confrontate gli indirizzi ip![]()


stanno insieme da una vita...ma non hanno nessun figlio. Anzi lei ne ha uno suo, lui ne ha uno suo....insomma divorziati entrambi.In origine postato da pensiero
cosa c'entra?Castelli è un bell'uomo e molto giovanile...che c'entra l'età?
credo che se hanno fatto un passo del genere a distanza di anni, mi pare abbiano anche un figlio non proprio piccolo, significa che era giunta l'ora, altrimenti avrebbero continuato a convivere no?
Potrei dire in questo caso...che dietro il successo di un uomo c'è sempre una donna...lei ha lavorato tantissimo per la carriera del ministro e visti i risultati c'è riuscita...parere personalissimo:
Sara è una che si è sempre data un gran d'affare.
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e' vero si è sepre data da fare:
Mentre infuria la polemica sull'immigrazione selvaggia e sul rischio terrorismo islamico, dalla Padania arriva un esempio concreto di come sia possibile aiutare i popoli a casa loro. A dare risonanza alla missione dell'Umanitaria padana onlus e del progetto "Guerrieri per la pace" coordinato da Sara Fumagalli, che nell'agosto scorso portò medicinali e aiuti di prima necessità a Nassirya questa volta è stata la trasmissione di "Porta a Porta" lunedì sera su Rai 1 con un ampio reportage sulla missione. Intanto l'Umanitaria Padana è tornata in Iraq. Questa volta per un altro viaggio della speranza. Sara Fumagalli, interpellata da un corrispondente Ansa al campo militare italiano,ha affermato:
«Essere qui è un'esperienza bellissima: dare aiuto a questa popolazione e vedere il comportamento esemplare dei nostri militari, che fanno di tutto per stare vicino alla gente, è un'esperienza umana eccezionale». Lo dice mentre seduta a un tavolo della mensa del campo militare italiano a Nassirya consuma un rapido pasto. Casacca beige, camicia verde e grande entusiasmo, Sara Fumagalli si trova a Nassirya da un giorno. «Sono qui per la seconda volta - spiega - la prima volta sono venuta in agosto, quando le condizioni erano davvero dure: c'erano 56 gradi all'ombra e fare qualsiasi cosa era davvero difficile. Adesso, invece, fa un po' più fresco e anche le condizioni generali della zona vanno lentamente migliorando, per cui portare aiuto alla popolazione diventa più facile». In agosto, Sara Fumagalli coi compagni di associazione, aveva portato medicinali e una macchina portatile per raggi X, oltre a generi di prima necessità. Allora si fermò per qualche settimana, mentre questa volta la sua permanenza sarà di soli tre giorni: «Abbiamo magazzini pieni di materiale medico, viveri e cose che possono servire alla popolazione, anche quei giocattoli che i bambini ci hanno chiesto in agosto. Ma per trasportare il tutto, utilizziamo i voli della Difesa, e per ora non c'è spazio, in quanto è in corso il cambio di brigata. Ma - ribadisce la Fumagalli - a novembre speriamo di portare davvero tutto». Anche questa breve permanenza comuque è stata sfruttata al massimo: «Abbiamo conosciuto - racconta Sara Fumagalli - una giovane donna orfana affetta da un tumore benigno al cervello. La porteremo con noi per farla operare all'ospedale Niguarda, a Milano».
«In Italia - prosegue - arrivano dall'Iraq solo le notizie allarmanti e quasi mai quelle che riguardano la ricostruzione in atto in questo Paese. Qui - osserva - la gente nella ricostruzione sta mettendo il cuore e io voglio continuare a lavorare a quest'opera».