Mentre in Iraq si spara
STEFANO CHIARINI
INVIATO A BAGHDAD
Un fumo denso si è alzato improvvisamente iri nel primo pomeriggio sulla riva destra del Tigri, dietro il grande albergo Melia Mansur, oggi desolatamente vuoto, mentre si susseguivano esplosioni e raffiche di mitra. Inutile cercare queste notizie nei comunicati ufficiali o ufficiosi. E' come se non fosse successo niente. I giornali locali danno invece grande spazio al rapimento di Giuliana, in seguito agli appelli di Al Jazeera e Al Arabiya e dall'associazione degli ulema sunniti. Che accusa tutti i sequestratori di infangare il buon nome della resistenza. Intanto, senza alcuna spiegazione, è stato arrestato uno dei membri del consiglio degli ulema, lo sheik Ali al Jobouri. Aumentano le proteste per il ritardo nella pubblicazione non solo dei risultati elettorali, ma persino della percentuale dei votanti, ritenuta ora oscillante tra il 45 e il 50% (all'inizio si era parlato del 70%). In realtà è scontato che i 275 seggi a disposizione sono già da tempo assegnati ai partiti presenti nel governo, mentre ne resteranno privi quelli contrari all'occupazione americana. Gli sciiti filo-Usa e filo Iran avranno la maggioranza, ai curdi andrà all'incirca il 25%, il partito di Allawi sarà solo terzo. Completamente assenti invece i partiti sunniti e quanti fanno riferimento al nazionalismo arabo, non confessionali




Rispondi Citando
) almeno l'harem di allhawi..... da quanti iracheni è composto???????
