Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12
Risultati da 11 a 18 di 18
  1. #11
    Dal 2004 con amore
    Data Registrazione
    15 Jun 2004
    Località
    Attorno a Milano
    Messaggi
    19,247
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il Papa sa quel che deve fare, ripeto: non è stupido.
    E' responsabile e lucidissimo, la malattia non ha intaccato la sua lucidità.
    Il problema delle dimissioni è un affare suo, non nostro. Chi sono io, laico, per dire al Papa quel che dovrebbe fare?

    Queste visioni troppo razionaliste dell'ufficio petrino, tolgono esattamente chi dovrebbe stare al primo posto...esattamente il Signore Gesù, che l'ha scelto, che l'ha guidato e che non lo abbandona.

    Come ci chiamerebbe Gesù?
    "Uomini di poca fede", ne sono sicuro.

    Il Papa di fede ne ha, e con questa fede sposta le montagne, sono fatti, lasciamo fare a lui e al Signore.

  2. #12
    Roscetta
    Ospite

    Predefinito

    (il discorso è semplicissimo)...se il papa si dimetterà è solo per volontà di Dio,e noi in quanto cristiani considereremo il nuovo papa come nuovo servo di Dio e l'attuale G.Paolo come cardinale.........se il papa non si dimetterà(e non vedo perchè dovrebbe)è solo per volontà di Dio..
    ....LA FEDE SUPERA LA RAZIONALITA'....se il papa sta ancora al suo posto,pur essendo malato,è perchè deve stare lì...
    (un ragionamento un pò terra terra però spero che abbia reso)

  3. #13
    Registered User
    Data Registrazione
    30 Jan 2005
    Località
    toscana
    Messaggi
    147
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    sono d'accordo con te quando dici "rimettiamoci nelle mani del Signore" ma non puoi affermare che il papa sia lucidissimo! il morbo di Parkinson distrugge le cellule cerebrali..dopo circa 6 anni (e il papa soffre di questa malattia da ancor più tempo) il cervello incomincia a perdere rapidamente le sue capacità!
    sono sicuro di quello che dico perchè un mio parente ammalato di Parkinson ha vissuto prima del papa questa tremenda malattia.
    ergo: il papa non è affatto lucidissimo come affermi tu!
    nihil.

  4. #14
    Dal 2004 con amore
    Data Registrazione
    15 Jun 2004
    Località
    Attorno a Milano
    Messaggi
    19,247
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by inattuale
    sono d'accordo con te quando dici "rimettiamoci nelle mani del Signore" ma non puoi affermare che il papa sia lucidissimo! il morbo di Parkinson distrugge le cellule cerebrali..dopo circa 6 anni (e il papa soffre di questa malattia da ancor più tempo) il cervello incomincia a perdere rapidamente le sue capacità!
    sono sicuro di quello che dico perchè un mio parente ammalato di Parkinson ha vissuto prima del papa questa tremenda malattia.
    ergo: il papa non è affatto lucidissimo come affermi tu!
    Il decorso della malattia può essere diverso da persona a persona, e il Papa ha già stupito parecchi medici.
    Lasciamo fare a lui e al Signore.

  5. #15
    Ministrare non Ministrari
    Data Registrazione
    26 Sep 2004
    Località
    Non mortui laudabunt te Domine: neque omnes qui descendunt in infernum. Sed nos qui vivimus, benedicimus Domino, ex hoc nunc et usque in sæculum.
    Messaggi
    866
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    (Tratto da: http://redazione.romaone.it/4Daction...D=63248&doc=si)

    Il Papa malato pensa alle dimissioni?

    Nostro servizio. Il ricovero di Giovanni Paolo II riapre il dibattito su perché e come un Pontefice debba lasciare. Eventualità prevista solo in caso di conclamata incapacità di intendere. Ma molti cominciano a chiedersi se un uomo con difficoltà a parlare, scrivere e muoversi può ancora governare.


    Rocco Riccardi

    Roma, 8 febbraio 2005 - Le parole di ieri del cardinale Sodano ricordano a tutti i Cristiani che solo il Papa può decidere delle sue dimissioni. Non pochi però cominciano a chiedersi: un Pontefice con difficoltà di parola, che non riesce a scrivere, che non riesce a muoversi, può ancora governare la Chiesa? La breve benedizione di domenica del Santo Padre dalla camera d'ospedale ha fatto capire quanto sua la capacità di parola sia compromessa. Nelle prossime settimane, Giovanni Paolo II potrebbe recuperare l'uso del linguaggio, ma i medici sono stati chiari: la laringotracheite rischia di ripresentarsi e comunque di avere effetti pesanti su un fisico così debilitato come quello di Giovanni Paolo II.
    IL Codice di Diritto Canonico parla chiaro: "Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti".
    Il Papa può essere destituito dal Collegio dei Cardinali, ma questo può avvenire solo in caso di conclamata incapacità, dunque di provata demenza mentale oltre che infermità fisica.
    Giovanni Paolo II potrebbe avere nel cassetto una lettera simile a quella che Paolo VI aveva consegnato al suo segretario. Una sorta di testamento del Pontificato in cui si autorizza a considerare vacante la Sede Apostolica, e dunque si dà il via libera all'elezione di un successore, nel caso in cui il Papa sia incapace di intendere e di volere. Va considerato però che Giovanni Paolo II ha un carattere estremamente combattivo, lunedì infatti i medici hanno faticato non poco per farlo ricoverare, e finché la sua mente darà segni di lucidità non lascerà il soglio di Pietro.
    E' pur vero che potrebbe continuare ad andare avanti anche anni nelle condizioni fisiche attuali e non pochi suoi collaboratori, tra cui alcuni cardinali, si chiedono se Wojtyla possa davvero governare la Chiesa. La rinuncia comunque creerebbe una condizione particolare: un Papa in carica e un altro emerito. Davvero imbarazzante per la Curia Romana.
    E' chiaro che in una situazione del genere c'è chi, volontariamente o no, tende ad occupare i vuoti di potere lasciati da Giovanni Paolo II. Attualmente gli uomini con più influenza all'interno della Chiesa sono il prefetto della Congregazione della Fede il cardinale Joseph Ratzinger, il Segretario di Stato il cardinale Angelo Sodano, il segretario particolare del Santo Padre monsignor Stanislaw Dziwisz, e il presidente del Pontificio Consiglio Legislativi il cardinale Julian Herranz Casado.
    Sono loro a governare concretamente. Il Papa dà la linea, dice ciò che è giusto e ciò che non lo è, indica gli argomenti dei grandi documenti pastorali. Le continue sfide che si pongono davanti alla Chiesa, dalla morale sessuale alla politica internazionale, richiedono però un ruolo fortemente operativo. Ma sarà solo Giovanni Paolo II a decidere quanto questo è necessario.

  6. #16
    Ospite

    Predefinito

    Il Papa non è un manager di una azienda o un Capo dello Stato al quale si chiede efficenza, anche se malato ed infermo è la sua figura simbolica che conta

  7. #17
    Ministrare non Ministrari
    Data Registrazione
    26 Sep 2004
    Località
    Non mortui laudabunt te Domine: neque omnes qui descendunt in infernum. Sed nos qui vivimus, benedicimus Domino, ex hoc nunc et usque in sæculum.
    Messaggi
    866
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il Vaticano e il Papa, i giorni dell’incertezza

    di ALBERTO MELLONI sul Corriere della Sera


    Bisognerebbe tornare indietro al 1903 e ai mesi che precedettero la scomparsa di Leone XIII: la sua vecchiaia fatta di momenti di assopita prostrazione e rapidi sprazzi di vitalità tenne in sospeso la Chiesa cattolica per anni. Ma non è detto che un paragone possa aiutare a capire il clima surreale di questi giorni, in bilico fra la festosa celebrazione dei 25 anni di regno di Giovanni Paolo II e la tensione che si respira attorno alle sofferenze fisiche e spirituali che accompagnano queste sue settimane di vecchiaia. Settimane lacerate.

    Non passa giorno che qualcuno attraversi Roma e i giornali per assicurarci sulla lucidità del Pontefice: Giovanni Paolo II sta male, ma farà tutto ciò che è previsto, regna con polso sicuro e garantisce a una Chiesache ha un assetto di decisione formalmente monarchico un centro di propulsione e di controllo di cui non si può mettere in dubbio la perfetta efficienza e canonicità. Di lì a poche ore cardinali di incoercibile rigore intellettuale - come Ratzinger e von Schonborn - sostengono con ferma tranquillità ciò che è sotto gli occhi di tutti: la debolezza di Giovanni Paolo II intenerisce chi gli vuol bene e fa temere il peggio da un momento all’altro. E l’arcivescovo di Vienna si spinge fino a usare la parola «morente».

    Dunque - a dispetto dei rituali che qualcuno entro le mura vaticane chiama già «sovietici» - è venuto il tempo della preghiera. Puntuali, per gli uni e per gli altri, arrivano le smentite di breve respiro: un variazione di forze ritrovate o perdute sembrano una prova e uno spezzone televisivo ben montato una smentita. E il tutto si consuma in un’atmosfera che sfiora il cinismo istituzionale,quasi che in mezzo a tutto questo ci fosse un simbolo e non un uomo.
    Qualcuno vorrebbe usare quest’uomo trasparente di serenità e di dolore come il simbolo d’una fede spavalda che si fa beffe della morte - quella morte che, secondo il Vangelo, perfino il figlio di Dio avrebbe volentieri evitato di assaporare, per sfuggire al fuoco col quale brucia tutto eccetto l’amore dato e ricevuto. Altri lo sventolano come simbolo di quei media che egli ha piegato alla sua volontà e che adesso - quasi per un ingeneroso contrappasso - scrutano spietati la malattia che lo inchioda.

    Come ovvio che sia nel felpato stile ecclesiastico questa tensione è espressa con garbo: ma è fortissima. Nei corridoi e nelle ambasciate altissimi prelati avvalorano l’una o l’altra tesi, unanimi soltanto nell’evitare il più scabroso degli argomenti, quello che riguarda la deposizione del vescovo di Roma se sopravvenisse una inabilità permanente (ed è questa ipotesi che Wojtyla sta sfidando). Fra i vescovi che hanno esercitato fino a 75 anni precisi la stessa paternità sacramentale di cui gode il Papa e che vi hanno rinunziato per il bene delle loro chiese, non mancano parole severe per ricordare che il prossimo Papa non potrà evadere questa norma che egli chiede a tutti di rispettare. Molti ecclesiastici cercano poi di tacere e pensare al conclave che si avvicina.

    Un tempo poco esaltante, nel quale, al di là della buona fede o della buona volontà dei singoli, il Palazzo apostolico appare agli occhi della opinione come una corte nella quale nomine e decisioni hanno perso qualcosa dell’aura d’inoppugnabilità che le dovrebbe circondare. Un tempo, però, con un suo senso, sul piano storico e su quello spirituale.

    Esso fa capire alla Chiesa che nonostante questi indimenticabili 25 anni di pontificato ciò che regge il cattolicesimo (bisogna ricordare la crisi negli Usa?) non è la forza del Papa o l’energia del Papa o la salute del Papa, ma quel tessuto di comunione e di umanità che si ricostruisce domenica dopo domenica nello spezzare il pane.
    Inoltre emerge evidente, in questo turbine di voci eccitate, che per nessuno è facile andare incontro alla propria fine: nessuno di noi - e nemmeno il Papa - può sfuggire alla radicale ambiguità di questo spegnersi che chiede di essere vissuto, fino in fondo. Il cristianesimo non è un amuleto che protegge dall’inquietudine della vita e nemmeno da quella che ci prende quando scopriamo che sorella morte, s’è avvicinata di un giorno, al Papa e a tutti noi.

  8. #18
    Ministrare non Ministrari
    Data Registrazione
    26 Sep 2004
    Località
    Non mortui laudabunt te Domine: neque omnes qui descendunt in infernum. Sed nos qui vivimus, benedicimus Domino, ex hoc nunc et usque in sæculum.
    Messaggi
    866
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il Vaticano gestisce l'emergenza
    solo benedizioni e saluti ai fedeli

    di MARCO POLITI



    Papa Giovanni Paolo II durante l'Angelus di ieri
    CITTÀ DEL VATICANO - Penultimo piano, seconda finestra da destra. Appare la sagoma bianca del Papa e dalla piazza parte un lungo, eccitato applauso. "Carissimi fratelli e sorelle, benvenuti!", esclama il vecchio pontefice con voce abbastanza ferma e la folla da basso esplode in boati di "viva il Papa".

    Giovanni Paolo II è tornato al contatto con i pellegrini. Per tutto lo spazio racchiuso nel colonnato si respira un'atmosfera di gioia, sollievo, affetto. Ma c'è anche chi piange silenziosamente. Uomini che non si vergognano degli occhi improvvisamente umidi, donne che estraggono rapidamente dalla borsetta gli occhiali da sole per nascondere le lacrime di commozione.

    C'era la strana, indefinibile tensione dei grandi momenti ieri mattina in piazza San Pietro. Mezz'ora prima che il vecchio pontefice si affacciasse dal suo studio, l'emiciclo non era pieno neanche a metà e molti dei presenti avevano l'aria di curiosi mescolati ai gruppi di fedeli organizzati. Poi, di scatto, come per un silenzioso passa parola la piazza si è riempita, le chiacchiere sono cessate e i visi prima sorridenti si sono fatti attenti e assorti, mentre un silenzio assoluto ha accompagnato ogni singola parola di Wojtyla. Il Papa ha mandato il suo messaggio, il suo saluto, la sua benedizione. Concludendo con un "buona domenica a tutti!" e quel "grazie" così semplice che esprime pienamente l'umanità del pontefice.

    Nel messaggio, letto dall'arcivescovo Sandri, Giovanni Paolo II ha ribadito la volontà di andare avanti. "Sento sempre bisogno del vostro aiuto davanti al Signore, per compiere la missione che Gesù mi ha affidato", hanno scandito gli altoparlanti. Ma c'è anche un'altra frase che ha colpito la folla: "Nel silenzio e nel raccoglimento pregherò il Signore per tutte le necessità della Chiesa e del mondo. Chiedo anche a voi di accompagnarci con la vostra preghiera".



    Karol Wojtyla in questi giorni non si occupa di medicine, radiografie e respiratori. Da vero mistico sta pregando e interrogando il suo Signore per cogliere le indicazioni sulla via da seguire. Nella stanza, dove passa gran parte della sua giornata - con una guardia medica, poco distante, in servizio ventiquattr'ore su ventiquattro - non c'è un monarca attaccato al trono, ma un uomo di preghiera e di meditazione.

    Faceva caldo ieri a mezzogiorno, un tepore eccezionale - quasi venti gradi - per una domenica di metà febbraio. Dunque finestra ben spalancata, nessun bisogno di schermo protettivo. Giovanni Paolo II, le mani ferme sul leggio di plastica per seguire lo svolgersi della piccola cerimonia, si godeva visibilmente il momento di grazia e gli applausi d'incoraggiamento della folla.

    Tutta l'apparizione ha ubbidito visibilmente ad una regia precisa. Il Papa saluta, l'arcivescovo Sandri legge il testo preparato. Il Papa benedice con la sua voce, l'arcivescovo Sandri indirizza i saluti ai pellegrini e per la parte polacca interviene monsignor Dziwisz. Una precisa coreografia, che utilizza personalità autorevoli per "fare da voce" al pontefice. Sandri è Sostituto (cioè vice) del Segretario di Stato. Dziwisz è il segretario particolare del pontefice. Alla fine interviene nuovamente il Papa per il saluto finale.

    È lo schema che dovrebbe durare per i prossimi mesi. Di più non si può chiedere a Wojtyla, perché i problemi di respirazione sono grossissimi. Lo si è visto al momento della benedizione, cioè dopo i primi sette minuti in cui stava seduto sul trono mobile. Ogni parola è stata preceduta da un sospiro acuto, una specie di sibilo sforzatissimo, mentre la pronuncia si faceva cavernosa e affaticata.

    Passata la laringo-tracheite, i collaboratori del Papa devono ora confrontarsi con l'aggravarsi del Parkinson che comporta un irrigidimento dei muscoli dell'apparato respiratorio e quindi una capacità di ossigenazione decrescente. Ma più il pontefice fatica a respirare più il sistema cardiaco viene sottoposto a pressione.

    Il clima nel palazzo apostolico è teso. Si naviga a vista. Le polemiche sulla questione dimissioni sono placate. Sebbene in Germania un sondaggio riveli che il 61 per cento è per la rinuncia del pontefice, non è di questo che si discute ira nel palazzo apostolico. Fino a sabato sono in corso gli esercizi spirituali e l'attività in Curia è rallentata. Il grande test saranno le cerimonie di Pasqua.
    (14 febbraio 2005)
    (http://www.repubblica.it/2005/b/sezi...estioemer.html)

 

 
Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12

Discussioni Simili

  1. Dimissioni del Papa: opinione a Cinque Stelle
    Di Llorente nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 12-02-13, 02:02
  2. Dimissioni del Papa. Proteste dal PdL..
    Di Ugo2000 nel forum Fondoscala
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 11-02-13, 14:33
  3. Dimissioni del papa?
    Di l'inquirente nel forum Laici e Laicità
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 28-09-11, 19:52
  4. La tentazione: se il Papa pensa alle dimissioni
    Di Imperium nel forum Cattolici
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 25-09-11, 15:06
  5. Sodano: Dimissioni Papa? sarà lui a decidere..
    Di Danny nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 08-02-05, 02:37

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito