Nel mirino il corteo dell'ex primo ministro Rafik Hariri
Autobomba a Beirut, morto anche l'ex premier
L'attentato, che ha devastato la zona degli alberghi, ha provocato almeno 10 morti e 40 feriti
L'ex premier libanese Rafik Hariri (Ap)
BEIRUT - Un'autobomba ha scosso poco prima di mezzogiorno il centro di Beirut. L'attentato, avvenuto nella zona dei grandi alberghi, vicino al lungomare, ha provocato almeno dieci morti e 40 feriti, alcuni dei quali gravi, secondo la Tv locale Al-Mostaqbal.
L'ordigno ha preso di mira il corteo motorizzato dell'ex premier libanese Rafik Hariri rimasto ucciso insieme ad alcune tra le sue guardie del corpo. La morte dell’ex premier è stata confermata dal ministro del turismo libanese.
Sul luogo dell’esplosione, nel frattempo, si è recato il premier libanese Omar Karamé. La deflagrazione, violentissima, si è verificata alle 12.50 locali (le 11.50 italiane): l’onda d’urto ha investito diversi edifici del centro città e il rumore è stato avvertito fin sopra alle colline, a est, che sovrastano la capitale.
NEL MIRINO - La polizia libanese ha un'altra versione sul presunto obbiettivo dell'attacco: sarebbe la banca britannica Hsbc: la zona antistante si è trasformata in un ammasso di vetri infranti e detriti, mentre molte auto continuano a bruciare e, in almeno in un caso, anche con un cadavere carbonizzato all'interno.
PRECEDENTI - La HSBC (Hong Kong and Shanghai Banking Corporation), la grande banca londinese nata nell'Ottocento per finanziare il commercio fra l'Impero britannico e la Cina) era già stata stata obiettivo di diversi attentati negli ultimi due anni, ad Ankara e Istanbul. Il 20 novembre 2003, una serie di attentati antibritannici a Istanbul - contro il consolato e una filiale della stessa Hsb - avevano causato una trentina di morti. Gli attacchi erano stati attribuiti ad Al Qaeda, la rete terroristica di Osama bin Laden. Il 17 maggio 2004, alcune bombe a basso potenziale sono esplose davanti a filiali della banca a Ankara e Istanbul, in coincidenza con una visita in Turchia del primo ministro britannico Tony Blair. Gli attentati hanno causato solo lievi danni.




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